Ci sono regali e regali

Riceviamo e pubblichiamo

Riflessioni natalizie: mancano pochi giorni al Natale e c’è la corsa ai regali. A me è già arrivato bello ed infiocchettato, il registratore di cassa collegato con l’Agenzia delle Entrate. Come dire, un regalo imposto!

Come anche l’anno scorso sempre in questo periodo, ci siamo fatti un regalo natalizio imposto, la fattura elettronica.

Bene: mi guardo attorno felice e sto pensando con soddisfazione che ora sono in regola con le normative.

Facendo un semplice elenco fra le recenti novità, mi trovo:

-Ok, per l’ultima novità del registratore di cassa collegato con l’Agenzia delle Entrate: da oggi c’è.

-La fattura elettronica obbligatoria: ce l’ho da un anno.

-La PEC o posta elettronica certificata: fatta da tempo.

-Il POS: esiste da tempo

-ISA o gli nuovi studi di settore: ci sono sempre come l’avvoltoio sulla spalliera.

Evviva, ora sono a posto, ho tutti gli strumenti antievasione così tanto propagandati come necessari per la lotta alle nuvole e spero che da ora in poi per qualche anno ci lasceranno in pace. Ma ho ricordato tutto? No, purtroppo mi deprimo immediatamente pensando che rimane sempre la tenace e burocratica pila di obblighi precedenti, provvedimenti che si sono sommati nel tempo e che si possono scongelare all’occorrenza! Poi si vive con il terrore che arrivi qualche controllo, con la paura di avere dimenticato o sbagliato involontariamente qualche adempimento.

Cari signori, l’ingarbuglio che avete messo in piedi non è più burocrazia, ma strangolamento. Non riesco ad immaginare cosa inventerete nei prossimi anni! Si parla già di una sorta di lotteria della befana, ma dai, provo a sognare un po’ di serietà! Queste frequenti iniziative vessatorie e spesso poco chiare o non spiegate bene, sono costose per le piccole attività di montagna situate in zone disagiate e mettono in seria difficoltà. Basta guardarsi attorno e si vedono le conseguenze con chiusure silenziose di attività che potrebbero essere un servizio della zona. Forse è troppo chiedere qualche sostegno o una agevolazione o una semplificazione che potrebbero aiutare a galleggiare di fronte alla concorrenza sleale e feroce dei colossi? Ma sembra che la predilezione di tutti i nostri governanti di tutti i colori, sia quella di mettere regole uguali a tutti in generale, senza fare distinzioni, con lo scopo di non danneggiare troppo i giganti della evasione. Chissà perché! Poi non vi lamentate dell’astensionismo dilagante alle votazioni. Alla fine poi, tanto per mettere un po’ di sale, ce lo meritiamo perchè oltre al lamento generale non si va.

Nessuna protesta, si ubbidisce sempre allineati e coperti fino alla chiusura, nel silenzio anche dei media.

E con queste non troppo golose riflessioni, auguro buon Natale e buone feste a tutti, ma proprio a tutti.

Una vecchia sardina di montagna

ALTRA PUNTATA

Lo stesso lettore dà notizia di una ordinanza del Comune di Castelnovo ne' Monti che richiama l'obbligo dei commercianti di esporre il prezzo dei prodotti in vetrina e comunque esposti al pubblico in aree pubbliche e il rispetto dei tempi previsti dalla normativa per le svendite.

 

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Un Commento

  1. L’autore di queste “sconsolate” riflessioni natalizie si chiede ad un certo punto se ha ricordato tutto nel fare l’elenco delle recenti novità, quanto a strumenti antievasione, il che mi fa andare a mia volta indietro con la memoria, fino al cosiddetto miracolo economico italiano, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che coincise con una stagione in cui il livello di “tassazione” era abbastanza contenuto – se non erro, ma non dovrei – il che ha avuto verosimilmente un certo qual peso nel determinare quella intraprendente e prospera fase economica, pur se in proposito ha sicuramente giocato una pluralità di fattori.

    Poi l’ombrello della “protezione sociale” si è allargato e rafforzato, rappresentando una indubbia e gradita conquista, cui ha corrisposto un parallelo aumento della spesa pubblica, con conseguente rialzo della ”tassazione”, ma ciò che io rammento come una sorta di “stacco” fu il momento in cui iniziò a circolare – o a venir fatta circolare – l’idea che le attività autonome potessero essere aree di evasione od elusione fiscale, e su questa “onda di pensiero” aumentò via via il ricorso agli “strumenti antievasione”, per usare la terminologia che troviamo in queste righe (almeno io ho avuto tale impressione).

    Posso naturalmente sbagliarmi, ma io penso che in quel siffatto “clima” e contesto sia passato per così dire in secondo piano il fatto che le attività autonome sono una grande risorsa per il Paese, fonti di reddito ed occupazione, ossia di “ricchezza”, e perciò da valorizzarsi quanto più possibile, e credo altresì che oggi sarebbe da farsi un bilancio, onde capire se ed in quale misura gli “adempimenti” fiscali mano a mano introdotti possono avere inciso sulla “chiusura” delle attività autonome, visto che il loro numero sembra in costante calo, con perdita di reddito e posti di lavoro (situazione preoccupante).

    Non occorre infine essere esperti della materia per comprendere che quando un’azienda di vario genere, commerciale, artigianale, ecc…., arriva a dover “chiudere i battenti” – perché non è più in grado di sostenere i costi di un sistema che comporta un crescendo di ulteriori spese e maggior impegno di personale – viene meno il gettito fiscale prodotto dall’azienda stessa, e se moltiplichiamo una tale eventualità gli introiti dello Stato possono andare incontro a significative flessioni, ossia un danno per l’Erario, cui si aggiunge pure un impoverimento del tessuto sociale (che non è cosa da poco, specie nei nostri posti).

    P.B. 19.12.2019

    P.B.

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