Diga di Vetto: l’idea alternativa del M5S sostenuta dai candidati alla Regione

Mercoledì 15 gennaio alle 21 al Centro Mavarta di S.Ilario d'Enza i candidati alla Regione del M5S illustreranno l'idea alternativa alla Diga di Vetto per un migliore utilizzo delle risorse idriche in Val d'Enza

" Crisi Idrica in Val d'Enza. Andare oltre la Diga". Il Movimento 5 Stelle presenta la sua proposta alternativa alla Diga di Vetto", domani alle 21 al centro culturale Mavarta in via Piave 2 a Sant'Ilario d'Enza. Lo fa con un evento che vedrà la partecipazione del geologo Alberto Iotti e dei candidati alla regione Natascia Cersosimo, consigliera comunale di Cavriago e perito agrario, di Noberto Vaccari, architetto e di Gianni Bertucci, consigliere comunale a Reggio ed esperto di risparmio energetico.
La Diga è un illusione del passato. Rappresenta una risposta di 30 anni fa ad un problema che non è più lo stesso. I cambiamenti climatici hanno portato ad un clima più instabile.  E sono sempre trent'anni che tutti promettono la diga ma in verità nessuno  ha intenzione di farla. Anche perché il problema della crisi idrica è una emergenza e non possiamo aspettare vent'anni prima che sia pronta.  Quindi le nostre proposte:  agiscono sul breve e medio termine. Puntando in primo luogo sul risparmio idrico .
1.RICONVERTIRE I SISTEMI DI IRRIGAZIONE DEL PRATO STABILE.
La riconversione dei sistemi di irrigazione del prato stabile, da scorrimento ad aspersione, porta ad una riduzione del consumo idrico del 90 %, senza nessuna ripercussione sulla produzione. (dati da progetto di ricerca triennale CRPA 2005/2007)
2. DOTARE GLI AGRICOLTORI DEGLI STRUMENTI FINANZIARI ADEGUATI ALLA RICONVERSIONE DEGLI IMPIANTI DI IRRIGAZIONE
Essendo la riconversione degli impianti di irrigazione un punto importante per poter realizzare una politica di risparmio idrico, questa riconversione deve essere sostenuta politicamente per reperire in ambito comunitario i fondi necessari, in quanto l’ acqua è un bene comune e deve essere per questo tutelata.
Oppure utilizzare i Consorzi di bonifica come Water Service company, cioè finanziare gli investimenti degli agricoltori tramite i Consorzi di Bonifica, con affitto /mutuo degli impianti per un’efficiente irrigazione: il risparmio economico viene suddiviso tra agricoltore e Consorzio, il primo paga qualcosa in meno tutti gli anni mentre il secondo ripaga gli investimenti fatti per conto dell’agricoltore. Le tariffe vengono adeguate per tutti, in maniera tale da sfavorire gli agricoltori che consumano tanta acqua e favorire chi aderisce al risparmio idrico. Il concetto è mediato dalle realtà, di grande successo in ambito industriale, delle Energy Service Company (ESCO). Si tratta di società che investono in risparmio energetico per conto dei clienti: una parte del risparmio va a vantaggio del cliente, che ogni anno paga qualcosa in meno, il resto va tutto alla ESCO per ripagare (e guadagnare) dall’investimento. I Consorzi potrebbero così affrontare un investimento cumulativo in attrezzatura da affittare poi agli agricoltori, che potrebbe anche essere un affitto/mutuo (dopo un certo periodo le attrezzature divengono di proprietà dell’agricoltore). Oppure all’agricoltore converrebbedelegare all Consorzio anche la manutenzione nel tempo delle attrezzature, mantenendo l’affitto.
3)PICCOLI BACINI - Dopo aver realizzato quanto sopra sono ipotizzabili piccoli bacini a basso impatto ambientale.
Natascia Cersosimo, Paola Soragni, Vincenzo Riccobene, Norberto Vaccari, Luisa Catellani,Gianni Bertucci candidati Movimento 5 Stelle collegio Reggio Emilia.
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6 Commenti

  1. Spero di poter essere presente a questo convegno, vorrei conoscere questi organizzatori e questi relatori per capire quanti di loro sono agricoltori, quanti di loro sanno come vanno irrigati i prati stabili e quanti di loro sanno come si irrigano prati come i nostri, frazionati in mille particelle catastali. Si parla di cambiamenti climatici, che dovrebbero far comprendere a chiunque che le piogge non cadono più con regolarità, a mesi di siccità che provocano milioni di euro di danni seguono piogge alluvionali che provocano danni come successo a Lentigione; che non nevica più quando dovrebbe e quando nevica l’aumento delle temperature fa sciogliere la neve in pochi giorni, come fanno sciogliere i ghiacciai che tra pochi anni non avremo più. Di fronte ai cambiamenti climatici leggere che la Diga di Vetto è superata, non ho parole, mai come ora sarebbe utile; se vogliamo irrigare dobbiamo trattenere le acque alluvionali, usarle per produrre energia pulita, per i rubinetti e per l’agricoltura e non mandarle a Po per poi spendere milioni di Euro di energia per ripomparle verso monte. Ma la cosa assurda e inconcepibile è che di fronte a tutti gli appelli a livello mondiale di preservare le acque dolci, il bene più importante dell’Umanità, qui non si fa nulla, qui si vuole solo che l’energia sia prodotta da combustibili fossili per gli interessi dei padroni del mondo, che si beva acque minerali (siamo il secondo paese al mondo dopo il Messico) e che per irrigare si usino le acque del Po. Ma la cosa più assurda è che si dice di NO ad un piccolo invaso da 93 milioni di metri cubi utili ottenibile con uno sbarramento di 20 metri più basso di quello di Ridracoli e si consente che solo l’impianto di Boretto sollevi ogni anno dal Po mediamente 220 milioni “POMPATI” verso monte; acque “pulitissime” che vengono usate per irrigare ciò che troviamo sulle nostre tavole; questo è semplicemente un sacrilegio inconcepibile; abbiamo il Comparto agroalimentare più importante del mondo e non abbiamo un serbatoio idrico per irrigare. Ma purtroppo qui ha sempre vinto chi le acque le vuole sprecare e non chi le vuole conservare, andate avanti cosi, in tutto il mondo le Ditte Italiane stanno realizzando invasi da decine e decine di miliardi di metri cubi per sopperire ai cambiamenti climatici e sulla Valle dell’Enza, pur avendo la fortuna di avere una località che consente di impostare una piccola riserva idrica si dice di NO. Alla mia età ci si rende conto che al peggio non c’è limite. Agli Agricoltori invece di chiedere dei finanziamenti per irrigare i prati stabili con impianti nuovi, che se non c’è acqua non irrigano nulla, consiglio di chiedere finanziamenti per usare le acque minerali, quelle ci saranno. Ma a Voi Agricoltori, con tutta sincerità e onestà dico: lasciate questo paese, qui non avete speranze; potreste avere tutta l’acqua che vi serve che madre natura fa scendere dai monti a titolo gratuito, acqua buona, limpida, ma qualcuno vi dice di No; se potessi me ne andrei anch’io, ma purtroppo alla mia età non posso più farlo.

    Franzini Lino Presidente del Bacino Imbrifero dell’Enza

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  2. Quando ieri ho letto questa notizia sono rimasto basito, dire che la diga è sorpassata perchè il progetto ha 30 anni è alquanto “creativo”.
    La regimentazione delle acque e il bacino idrico sono necessità che si mantengono e che anzi sono ancora più necessarie.
    Regimentare le acque con le Water Service company o le Energy Service Company la vedo paragonabile all’investimento su un allevamento di unicorni.
    Qui mi sà che l’unico interesse è incamerare qualche voto, perchè di pubblica utilità e investimento sul futuro con il sistema delle Energy Service Company ne vedo poco, se non per pochi e a caro prezzo della collettività.
    Fantasie come questa meritano di cadere nel dimenticatoio più assoluto.
    Grazie al Sig. Franzini di insistere ancora per il futuro della collettività Reggiana e Parmense.
    Saluti.

    Max Giberti

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  3. Insistiamo pure con la diga e con le facile promesse, quelle che chiunque può capire e che fanno presa sull’immaginario colletivo.
    Promettere che la diga sia una risposta al cambiamento climatico e allo spopolamento della nostra montagna è esattamente come promettere che la chiusura dei porti (che non sono mai stati chiusi) e lasciare 100 straccioni in balia del mare risolvesse i problemi di sicurezza in Italia.
    Perchè se volessimo ragionare, dovremmo considerare che da qualche millennio che l’uomo fa sempre le stesse cose:
    costruisce (citta, strade, dighe, ecc), utilizza sempre più le risorse naturali, cerca di crescere sempre più a discapito di un pianeta che non cresce all’infinito.
    E questo cosa ha risolto? Stiamo vivendo la terza grande estinzione di massa, la prima generata da un specie vivente, NOI.
    Il clima si sta modificando ad una velocità mai registrata prima nell’intera vita della terra.
    La crisi climatica porterà milioni di persone a dover scappare dalle proprie case, e i nostri figli potrebbero essere fra loro.
    E noi pensiamo di arginare tutto ciò continuando a fare quello che abbiamo sempre fatto? Costruire? Impattare?
    Complimenti.
    Da anni esistono studi e progetti pilota che vanno in direzione opposta, nell’utilizzo più razionale e utile delle risorse, anche quelle economiche.
    Si perchè gli stessi milioni di euro che costerebbe la diga investiti in tante piccole opere avrebbero un impatto senz’altro migliore.
    Anzichè investire in una unica opera che richiede grandi investimenti e grandi inquinamenti, pensiamo alle migliaia di mezzi pesanti
    necessari a costruirla, investire gli stessi soldi in piccole e diffuse azioni porterebbe a ritorni ambientali ed economici maggiori.
    Anziche far arricchire poche persone (la grande impresa che costruirà l’opera e i presidenti dei vari consorzi coinvolti) potrebbe far lavorare migliaia di persone.
    Pensiamo ad esempio ad incentivare pannelli solari, quanti elettricisti, installatori, imprese di pulizia faremmo lavorare.
    Lo stesso vale per il risparmio dell’uso dell’acqua, per non usare ottima acqua potabil, fresca e limpida per pulire le nostre deiezioni…
    Se non cambiamo visione del mondo il nostro futuro è segnato.

    AG

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  4. Finalmente una proposta di buon senso- Dite ai leghisti che realizzare stabilimenti turistici sulle rive d’invasi di Dighe per motivi di ovvia sicurezza è vietato dalla legge…studiate sarete più fortunati.

    La Nerina

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  5. Premetto di non essere tecnicamente molto preparato in materia ,però sono convinto di saperne almeno quanto quegli “espertoni” che sostengono a spada tratta la grande,unica diga.
    A me sembra che il progetto dei 5 stelle meriti un attento esame.
    A me sembra che quanto sostiene il sig.A.G. sia pienamente condivisibile, ragionevole e veritiero(siamo in Italia).
    Le argomentazioni del sig.Franzini sembrano solo sdoganamenti elettorali; agli agricoltori interessa l’acqua per irrigare, perché l’acqua arrivi nei prati occorre pomparla. Che sia pompata in su o in giù poco importa,i costi non cambiano.
    E le proprietà divise in migliaia di particelle catastali che c’entrano? Gli utilizzatori più interessati sono gli agricoltori di pianura o quelli di bassa collina dove le particelle sono poche.
    Non commento l’invito fatto agli agricoltori ad abbandonare il paese…
    Spero che Franzini trovi il tempo per presenziare al convegno, ma dubito molto che lo farà. Sarebbe veramente interessante ascoltare,confrontare le due teorie.

    FM

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  6. Sono stato al convegno organizzato dal M5S a Sant’Ilario; solo confrontandosi si a modo di capire e far capire, ma questo è rivolto a chi può capire e vuol capire. Devo ringraziare gli Organizzatori per avermi dato la parola per illustrare le mie motivazioni e far comprendere che la Diga di Vetto è stata fatta passare come una grande opera da chi da anni ha interessi che non venga fatta, la Diga di Vetto è esattamente 20 metri più bassa di quella di Ridracoli e 103 metri più corta, ha una maggiore capacità idrica (93 milioni utili) di Ridracoli in quanto si sviluppa su tre torrenti (Enza, Lonza e Atticola) e su una valle a monte molto aperta. Tengo a dire che le acque della diga di Vetto arriverebbero ai prati stabili senza bisogno di pomparle, come sta avvenendo ora; il canale Spelta e Enza portano l’acqua direttamente ai prati stabili, certo che per dire di NO alla diga di Vetto si arrivi a dire che le acque che vanno in giù vanno pompate mi sembra troppo; spero che almeno questo la gente lo comprenda; ma a parte questo, un conto è pompare 220 milioni di metri cubi di acqua dal Po fino alla Via Emilia, un conto sarebbe pompare l’acqua che ti arriva nel prato se uno usa un impianto di irrigazione a pressione e non a dispersione come avviene per i prati stabili.

    Franzini Lino

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