How Italians became white. Speakeasy a cura di Mirco Malfasi, Gabriele Cavazzuti e Giovanni Gatti

Giovanni Gatti, Mirco Malfasi e Gabriele Cavazzuti 4Q

Giovanni Gatti, Gabriele Cavazzuti e Mirco Malfasi 4Q

Continua la collaborazione tra il liceo linguistico "Cattaneo dall'Aglio" e Redacon tramite la rubrica "Speakeasy" curata direttamente dagli studenti, dell'anno scolastico 2019-2020.

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The New York Times has recently published an article about the story of Italian immigrants in America and the process through which they went from being discriminated to becoming full American citizens in the arc of half a century.

Not everyone knows that even Italian people have been victims of racism. It happened in America just over 150 years ago.

Italiani verso l'America

Italiani verso l'America.

From the end of the 18th century waves of immigrants from all over Europe changed the face of  America and generated a national panic.

American people started to divide white europeans into “races”. Some were designated “whiter” and more worthy of citizenship than others, while some were close to blackness.

Italian people were at first considered uncivilized and racially inferior people and they were discriminated. Northern Italians used to think the same about southern Italians. Racist dogma about them, in fact, found fertile soil in the United States.

However, in a short time, they became Americans in good standing. The story of how Italian immigrants went from racialized pariah status in the 19th century to white Americans in good standing in the 20th makes us understand the alchemy which creates race in the United States, and how racial hierarchies can sometimes change.

Let’s speak and learn something about that in order to have a more accurate opinion about immigration.

Immigrants, in particular Italian people, as soon as they arrived found out Americans had been bombarded by books, magazines and newspapers that described them as suspicious people who were part of a criminal race. They were derided in the streets and expelled from public places.

Little Italy

The fact that they also accepted “black” jobs in the fields or that they chose to live among African-Americans contributed to increase the hatred towards them. Africans, Americans and now Southern Italians started to be victims of barbaric events. In New Orleans on 14 March 1891 a bloody lynching took the lives of 11 Italian immigrants, in particular Sicilians.

Also newspapers played an important role in influencing the public opinion. They used to justify those brutal events by labeling the victims as “brutes”, “born criminals”  or “troublesome negroes” or used to write headlines like “a brutal negro lynched” presuming the victim guilty.

The Times described Southerner Italians as the lower and more ignorant class among the immigrants and they described Italian immigrant children as “utterly unfit, ragged and guilty”.

We can say that America was close to a diplomatic blowup with the Italian government.

Columbus Day oggi

Columbus day oggi

In an attempt to quiet the outrage between Italian-Americans in 1892 President Benjamin Harrison proclaimed “Columbus day” as a one-time national celebration. Italian-Americans used to celebrate the anniversary of the arrival of the Italian explorer Cristoforo Colombo in America even before that day but the fact that this became a national celebration made them very proud. This holiday, which was steeped in myth, allowed them to write a laudatory portrait of themselves. We can say that it was a central step in the process through which Italian-Americans were fully ratified as white during the 20th century.

It was an occasion for poets, teachers, politicians or preachers to teach ideals of patriotism. They also used to speak about themes such as citizenship boundaries, the importance of loyalty to the nation and the  celebration of social progress.

Nowadays on that day banks, post offices, and federal offices are closed; furthermore the Empire State Building of New york lights up with the Italian tricolour.

https://www.nytimes.com/interactive/2019/10/12/opinion/columbus-day-italian-american

Giovanni Gatti, Mirco Malfasi, Gabriele Cavazzuti, classe 4^Q,

Liceo Linguistico  “Cattaneo-Dall’Aglio"

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Il New York Time ha recentemente pubblicato un articolo riguardante la storia degli immigrati italiani in America e il processo attraverso il quale sono passati da essere discriminati a diventare  cittadini americani in piena regola nell'arco di solamente mezzo secolo.

Non molti sapranno che persino gli Italiani sono stati vittima di razzismo. Tutto questo è accaduto in America all'incirca 150 anni fa.

Dalla fine del 18esimo secolo ondate di migranti provenienti da tutta l'Europa cambiarono il volto dell'America e scatenarono il panico generale.

Gli Americani iniziarono a dividere gli Europei in "razze": alcune erano viste come  più "bianche" e quindi più degne di ottenere la cittadinanza di altre che al contrario venivano viste  troppo vicine alla "nerezza".

Gli Italiani vennero considerati, di primo acchito, un popolo di incivilizzati e razzialmente inferiore, che fu discriminato. Gli italiani settentrionali pensavano lo stesso degli italiani meridionali. I dogmi razzisti, infatti, trovarono suolo fertile negli Stati Uniti.

Nonostante ciò divennero, ben presto, Americani di buona reputazione. La storia che ci dice come gli Italiani passarono da uno stato di paria razzializzati nel 19esimo secolo ad Americani bianchi di buona reputazione nel 20esimo secolo ci fa capire l'alchimia che crea le razze negli Stati Uniti e come a volte le gerarchie razziali possano cambiare.

Cominciamo dunque a parlare e imparare qualcosa al riguardo in modo da avere una più accurata opinione sull'immigrazione.

Gli immigrati, in particolare quelli italiani,non appena mettevano piede negli Stati Uniti scoprivano che gli americani erano stati "bombardati" da libri, riviste e giornali che li descrivevano  come persone losche o appartenenti ad una razza criminale.

Gli Italiani venivano  derisi per le strade ed espulsi dai locali pubblici.

Il fatto che accettassero lavori da "nero" o che scelsero di vivere insieme agli Afro-American contribuì ad aumentare l'odio nei loro confronti. Africani, Afro-Americani ed ora anche gli Italiani meridionali furono vittime di eventi barbarici.

A New Orleans il 14 maggio del 1891 un sanguinoso linciaggio prese le vite di 11 immigrati italiani, siciliani per la maggior parte.

Anche i giornali giocarono una buona parte nell’influenzare l'opinione pubblica.

Erano soliti giustificare quegli eventi brutali contrassegnando   le vittime come "bruti" o "nati criminali" o "negri pericolosi", oppure erano soliti scrivere titoli di testa come "linciato un negro brutale" presupponendo la vittima come già colpevole.

Il Times descriveva gli italiani del Sud come la più bassa classe tra gli immigrati e  descriveva i bambini degli immigrati italiani come "estremamente inadatti, straccioni colpevoli".

Possiamo dire che l'America si trovava vicina ad un incidente diplomatico con il governo italiano.

Nel tentativo di calmare l’indignazione degli Italo-americani nel 1892 il presidente Benjamin Harrison proclamò il "Columbus Day" come festa nazionale.

Gli Italo-americani festeggiavano già il giorno in cui l'esploratore italiano Cristoforo Colombo era arrivato in America ma il fatto che questo evento diventasse una festa nazionale rese gli Italiani molto fieri.

Questa festa, che era immersa nel mito, permise agli Italiani di dipingere di se stessi un ritratto encomiastico. Possiamo dire che fu un passo centrale nel processo grazie al quale gli Italo-americani furono pienamente accettati come bianchi durante il 20esimo secolo. Fu un’occasione per poeti, insegnanti, politici e predicatori di insegnare ideali patriottici e di parlare anche di temi come i confini della cittadinanza, l'importanza della fedeltà alla nazione e la celebrazione del progresso sociale.

Oggigiorno in quella data banche, uffici postali e uffici federali sono chiusi; inoltre l'Empire State Building di New York si illumina con il Tricolore Italiano

Giovanni Gatti, Mirco Malfasi e Gabriele Cavazzuti 4°Q

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