Per le donne oggetto di soprusi restano attivi i servizi dei centri antiviolenza anche in tempo di Covid-19

“I servizi delle associazioni Per te – donne insieme contro la violenza e Nondasola restano a disposizione dell’utenza per offrire supporto e aiuto alle donne che subiscono violenza e che, ancora di più in questi giorni, vivono una situazione di difficoltà.” Questo è ciò che afferma da dottoressa Lorenza Casagrande presidente dell’importante sodalizio di Castelnovo ne Monti. Aggiunge inoltre: “Si stanno progettando posti di accoglienza per la quarantena delle donne che escono di casa e non possono essere subito inserite nei centri antiviolenza”.

Per molte donne, infatti, il restare a casa in queste settimane e quindi l’essere soggette a un maggiore controllo aggravato dall'isolamento sociale, significa essere esposte ancora di più alla violenza tra le mura domestiche per mano dei loro conviventi. Proprio per questo, nel rispetto delle misure e delle procedure di tutela sanitaria, le operatrici della Casa delle donne continuano a portare avanti ogni giorno la loro attività di accoglienza.
Le donne che già si trovano nelle case-rifugio possono contare su tutto il supporto necessario in un contesto che ha oggi aspetti di maggiore complessità. Prosegue inoltre l’attività di gestione delle situazioni di emergenza, nel rispetto delle indicazioni per il contenimento del contagio e per garantire a tutte le donne e alle operatrici la necessaria sicurezza.
Sono inoltre garantite le attività di colloquio e supporto tramite telefono, per accogliere le richieste e i bisogni delle donne offrendo loro sostegno: è possibile contattare il Centro antiviolenza telefonando ai numeri 0522/585643-44, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 o al numero 800975139 il venerdì pomeriggio dalle 14,30 alle 16,30. Nelle restanti fasce orarie e nei week end resta attivo il servizio di segreteria.
A tale proposito si ricorda che le donne che abbiano bisogno di raggiungere il Centro, possono farlo senza scrivere preventivamente sulle autocertificazioni il luogo di destinazione e senza correre perciò il rischio di essere multate.
Solo in situazioni particolari vengono effettuati colloqui in presenza tenendo conto delle misure di protezione previste dalle disposizioni ministeriali (distanza di un metro, lavaggio mani, controllo temperatura, domande di monitoraggio sullo stato salute e contatti con soggetti a rischio).
“In questo momento di emergenza – dice Silvia Iotti, presidente dell’associazione Nondasola – abbiamo dovuto rimodulare le nostre pratiche di lavoro, sostituendo la relazione di persona, per noi fondamentale, con la distanza alla quale le misure di prevenzione del contagio ci costringono . Questo cambiamento obbligato ha di fatto aumentato la nostra attenzione e determinazione ad essere vicine alle donne che con fatica continuano a chiederci aiuto telefonico e a quelle già ospiti nelle nostre Case rifugio. Noi ci siamo e invitiamo tutte coloro che abbiano bisogno di aiuto e sostegno a chiamarci, magari approfittando dell’uscita per andare a fare la spesa o dei momenti in cui riescono ad allontanarsi dalla persona violenta, e con le dovute cautele, cancellando ad esempio il numero del nostro Centro dall’elenco delle telefonate. Noi ci siamo e siamo pronte a trovare insieme la soluzione migliore per aiutare le donne a uscire da una situazione di violenza e a non sentirsi sole”.

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