La lettera del dottor Roberto Cavana riguardo l’attuale situazione sanitaria e l’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti

Riceviamo e pubblichiamo

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Già nell'ultima campagna elettorale (da candidato) e anche dopo (da cittadino e da medico) ho espresso chiaramente le mie opinioni sul destino da me auspicato per l'Ospedale Sant'Anna, sottolineando volta per volta i vari problemi: Punto nascite, Guardia Ginecologica, Reperibilità Ortopedica, carenza di Anestesisti, Ortopedici ecc. Mobilità Passiva riguardante visite ed interventi chirurgici. Molti sono gli articoli inviati alla Vostra Redazione dal sottoscritto ed i miei vari commenti sulle questioni sanitarie del nostro territorio. In un articolo, alla preoccupazione di amministratori locali (Boni, Bini, ecc) ed Ausl sulle mancanza di ortopedici, rispondevo con un articolo. "Mancano ortopedici? Eccomi!" In un altro articolo affermavo che se vogliamo professionisti al Sant'Anna vanno pagati ed incentivati perché nessuno si muove per raggiungere "realtà geograficamente scomode" (i tecnici delle Ditte che lavorano per l'estero prevedono incentivi economici o di carriera ai loro dipendenti che si spostano permanentemente o temporaneamente all'estero, soprattutto se in realtà disagiate). Tutti questi articoli e commenti sono caduti nel vuoto perché le mie proposte e disponibilità non sono state prese minimamente in considerazione (d'altronde me lo aspettavo perché io sono un soggetto "scomodo" e non allineato; un soggetto che pensa con la propria testa e decide personalmente se una certa cosa è rossa, blu o verde, senza che qualcuno dall'alto gli suggerisca cosa dire). Ebbene mancano certe figure professionali; anche in altre realtà soffrono del medesimo problema...e allora ho allargato il raggio d'azione e sono finito per rendermi disponibile lontano da casa; e sono finito al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Cuneo (N.B: come ortopedico, non come paziente!!). Non è comodissimo, ma tuttavia ho cercato di rendermi utile, ancor più adesso che le Cliniche dove svolgo la mia attività chirurgica hanno chiuso le sale operatorie (trattandosi di interventi non urgenti) e gli ospedali pubblici vedono aggiungersi alle difficoltà già presenti per la carenza di personale, nuovi problemi derivanti dall'emergenza Coronavirus. E' sempre attuale il detto "NEMO PROFETA IN PATRIA!"

Ora la recente novità per il Sant'Anna; quei pochi letti di Terapia Intensiva che potevano supportare le esigenze gravi della popolazione già anagraficamente a rischio del nostro territorio montano, vengono "temporaneamente eliminati" per accentrare tutto negli Ospedali della pianura. Mi sono fatto una domanda che non necessariamente necessita di Laurea o altro Diploma. In caso di guerra (sì perchè noi siamo in guerra e i numerosi morti anche tra i camici bianchi ne sono la testimonianza!!), in caso di guerra, dicevo, quale grande stratega, avendo il Quartier Generale al centro del territorio e vari avamposti in periferia, preferisce ritirare quelle poche truppe dagli avamposti, accentrarle al Quartier Generale con il rischio che la guerra diffonda liberamente e colpisca il cuore del territorio? o invece non è più strategicamente saggio inviare truppe fresche ed addestrate agli avamposti periferici in modo da rafforzare le difese contro il nemico, senza mettere a rischio il Quartier Generale? 

Traducendo nella realtà della nostra montagna, appurato che per giusti motivi l'Ospedale Sant'Anna e nella fattispecie il reparto di Terapia Intensiva si trovano in difficoltà per carenza di personale e per malattie intervenute in seguito a questo maledetto virus, stante la situazione già precedentemente a rischio della popolazione locale distribuita in un vasto ed impervio territorio, ritengo che uno stratega saggio, ma soprattutto che avesse a cuore tutti i suoi "sudditi", avrebbe dovuto con qualunque mezzo (anche economico) potenziare le strutture essenziali e vitali già esistenti al Sant'Anna, richiamando personale specializzato (tutte le Cliniche che normalmente svolgono attività chirurgica convenzionata non urgente ma di elezione hanno attualmente gli Anestesisti inattivi che potrebbero essere messi a disposizione per questo temporaneo programma di potenziamento "bellico"). Con questo progetto per il Sant'Anna ma per tutta la provincia si sarebbe potuto mantenere aperto il Reparto di terapia Intensiva, incrementando i letti già esistenti, in modo da garantire il servizio al territorio montano e nello stesso tempo anche poter alleggerire gli ospedali della pianura potendo trasferire casi al Sant'Anna. 

D'altronde se guardiamo cosa hanno fatto recentemente e con tempistiche eroiche Regioni come la Lombardia, considerate "eccellenze sanitarie", ci accorgiamo che hanno fatto di tutto tranne chiudere ospedali, anzi hanno potenziato le strutture già esistenti, hanno costruito nuovi ospedali dove sorgeva altro, hanno attivato il Corpo degli Alpini che senza tanta burocrazia, appalti, politicanti o commissari (magari stra e stra-pagati) hanno tirato su un Ospedale PERFETTAMENTE funzionante. E per televisione devo ancora ascoltare il Presidente Fontana affermare che da Roma sono arrivate solo briciole? Devo ancora sentire che il Presidente dei Medici lamenta la carenza di mascherine e dei minimi presidi di protezione per i medici che giornalmente sono in trincea? Devo purtroppo prendere atto che il numero dei medici morti è arrivato a 80? Devo prendere atto che la Regione Lombardia ha disposto assunzioni immediate di infermieri e medici scavalcando tutte le pastoie burocratiche e clientelari per cui prima dovevi avere Santi in Paradiso oppure qualche parente o amico nel posto giusto. E mi auguro anche che venga definitivamente abolita quella schifezza che rappresenta il test di ingresso all'Università di Medicina, fatto non si sa per quale ragione, con domande assurde e spesso senza connessioni con la disciplina per cui si fa il test di ammissione.

Mi auguro che venga abolito il numero chiuso alle Facoltà di Medicina per vari motivi. 1)in questi anni si sono visti i risultati: carenza di medici, necessità di importare medici dall'estero o da altre realtà universitarie a volte poco referenziate e comunque non certo lontanamente paragonabili con la preparazione acquisita presso i nostri Atenei; 2) per formare un medico (magari chirurgo) occorrono dai 10 ai 15 anni per cui, considerando i pensionati e i deceduti, il futuro se non sarà nero sicuramente sarà grigio scuro!

E poi permettetemi un ultimo sfogo che deriva dallo spirito di uno che ama la propria professione ed è costantemente in campo. Si sente parlare da alcuni mesi di eroi, di encomi ai sanitari di tutti i livelli, da chi è addetto alla pulizia e disinfezione degli ospedali, agli infermieri, fino ai medici, lodi e apprezzamenti per un popolo di lavoratori che rischia giornalmente "la pelle", molti dei quali hanno a casa famigliari giovani o vecchi che ne aspettano il ritorno, come quando le madri aspettavano il ritorno del combattente dal fronte bellico. L'ultimo sfogo è rivolto a quella classe di avvocatucoli che in questi anni (poveretti) si sono moltiplicati a vista d'occhio (quelli sì che sono tanti!!) un mandria di avvocatucoli che si sono dovuti "spartire" tutto quello che c'è sul mercato (separazioni, divorzi, contenziosi stradali, contenzioni assicurativi), ma che non essendo sufficienti a sfamarli tutti (il boom delle separazioni e dei divorzi è calato perché le persone hanno capito che è meglio mettersi d'accordo senza ingrassare i legali; anche per le assicurazioni automobilistiche le Compagnie hanno capito che gli unici a guadagnarci erano gli avvocati!); dicevo...non essendo quelle pratiche sufficienti a sfamarli tutti, si sono lanciati a denunciare i medici, soprattutto i chirurghi, senza avere inizialmente neppure una perizia o un parere medico che definisse l'eventuale danno subìto dal paziente. Vedete, cari Avvocatucoli, care Istituzioni, caro Stato non va bene accorgersi adesso degli eroi che stanno combattendo contro questo maledetto virus, quando solo un anno fa si permetteva alla televisione, che quotidianamente entra in tutte le case, di trasmettere spot pubblicitari (condotto da una presentatrice di spicco che per rispetto alla professione che svolgo non voglio né nominare né ricordare) spot pubblicitari che suggerivano alla popolazione, nel dubbio di qualche "malpractice" sanitaria) di rivolgersi alle organizzazioni pubblicizzate per denunciare il personale medico. Questo non va bene. Così facendo, cari Avvocatucoli, Istituzioni, Stato rischiate che non troviate più nuovi soldati e che quelli rimasti depongano le armi ed imbraccino la vanga. 

Un cordiale saluto a tutti i miei compaesani della montagna, a tutti i miei cari e a tutti quelli che mi conosco e mi vogliono bene.

Dal Pronto Soccorso Ortopedico dell'Ospedale di Cuneo

Dott. Cavana, nonché Roberto                

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8 Commenti

  1. Consapevole di non essere all’altezza di interloquire con Lei Dott. Cavana, mi permetta di esprimerLe tutta la mia condivisione riguardo all’ultimo capoverso della Sua lettera, in merito al proliferare di quelli che Lei chiama “avvocatucoli” pronti ad intasare i fori con le piu’ inverosimili citazioni ed atti vessatori che il piu’ delle volte si concludono con “il fatto non sussiste”. E’ diventata una meschina abitudine di molti cittadini che una volta risolti i loro problemi di salute, cerchino qualche appiglio per trascinare in giudizio la Casa di Cura o lo stesso medico curante, con lo scopo di ricavarne qualche euro. Come d’altronde succede nel modo della scuola che se uno studente lamenta di essere stato rimproverato dal prof o dal maestro, i genitori vanno a protestare risentiti per il comportamento che ha usato al proprio figlio. Ai miei tempi se raccontavamo che il prof. ci aveva sgridato non se la prendevano con l’insegnate ma ci appioppavano anche quattro sberle. E anche questo ci serviva per lezione.

    Francesco Zambonini

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  2. Ero seduto vicino a te Cavana, quando venne presentato il PAL, qui all’oratorio di Castelnovo, qualche tempo fa. Schierati in bella mostra il dott.Nicolini e i suoi principali collaboratori. Ci venne spiegato che, non era possibile tenere aperti certi reparti, poiché scarseggiavano certi specialisti. Da cittadino, pensai che uno SPECIALISTA, è un laureato in Medicina che ha scelto di specializzarsi (appunto) in questa o quella branca. Così che al momento del dibattito chiesi : ma come può funzionare un Paese che, preso atto della carenza di specialisti, continua a contingentare l’accesso degli studenti alla facoltà di Medicina ???
    Una domanda che rimane a tutt’oggi priva di risposte esaustive e sempre attuale.
    Quello il punto dolente, inconcepibile. Da lì, occorre ripartire…..

    Umberto

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  3. Concordo.
    Mai come ora è evidente che, ad ogni livello, la classe politica che sta governando il paese non è all’ altezza del ruolo.
    I media cavalcano le varie ondate e palesemente un giorno esternano un problema, una soluzione, una valutazione ed il giorno dopo, visto che la politica cambia strada ed opinione a seconda della situazione del giorno, sono i primi ad annunciare le nuove strategie.
    Porte aperte a tutti, libera circolazione, discriminazione, non si possono mettere in quarantena le persone che arrivano dall’ esterno, si controllano gli areoporti italiani e si lascano entrare persone via treno o altro, attività aperte, poi chiuse, poi aperte, una semplice inflienza che poi diventa pandemia, mascherine si mascherine no, mascherine vendute a cifre stratosferiche……..il caos totale e, purtroppo questi sono i risultati.
    Ma l’ Europa dov’ è? Nelle carte geografiche.
    Cordialità e coraggio a tutti, soprattutto a chi si trova in piena esposizione.

    fabio

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  4. Approvo e sottoscrivo tutto quello che ha scritto il Dr Cavana, voce autorevole e sempre fuori dal coro, molto scomoda come scrive lui, ma che va sempre diritta al centro delle questioni. Qui se non si cambia direzione scivoleremo miseramente sempre piu’ in basso senza la neppur minima possibilita’ di risalire all’avamposto che si chiama Ospedale Sant’Anna di Castelnuovo Monti, bene assoluto di tutta la comunita’ montana. Cordialita’

    Enrico 1960

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  5. Per Umberto. E il passaggio “schierati in bella mostra” che senso ha di fronte (sono sue parole) alla responsbailità di un Paese che continua a contingentare l’accesso degli studenti in medicina… E’ colpa di Nicolini? Pensi che in questo Paese ci osno candidatai consiglieri comunali che dopo essere eletti danno immediatamente le dimissioni. Invece di fare polemiche facciamo vera informazione. Grazie.

    commento firmato

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  6. Caro commento firmato (un altro senza attributi!) se intendi colpirmi perchè ho dato le dimissioni abbastanza presto, avresti dovuto informarti sulle reali motivazioni. Quando non sei d’accordo su una certa linea politica o ti adegui e diventi uno “Yes Man” oppure te ne vai e continui a ragionare in modo autonomo!!. Forse in questo Paese il problema è che ci sono troppi “Yes Man” che pur di mantenersi saldi alla poltrona e privilegiare di certe agevolazioni si vendono a chiunque o avvallano qualunque “minchiata”!.Se hai letto bene la mia lettera, della informazione dovresti averne trovata tanta e proviene da uno che in questi giorni si trova vicino al fronte; mi sembra che della polemica nella mia lettera ce ne sia ben poca perchè tocco problemi reali e terra-terra. Nel fatto che i sanitari siano in trincea, nella notizia che ben 80 medici siano già morti e in tutte quelle notizie che ho esposto, solo tu “caro commento firmato” hai visto della polemica. Appena possibile, mediante una Risonanza Magnetica, si può vedere a livello encefalico cosa c’è; l’unico liquido fisiologico è il liquor o liquido cefalo-rachidiano, tutti gli altri liquidi o ancor peggio gas sono patologici. Giovedì tornerò all’Ospedale di Cuneo e poi potrò continuare l’informazione, altro che polemica!

    Dott.Cavana

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  7. Vede commento (non) firmato, al tavolo sul palco, c’è il potere. Non solo quello sanitario , ma anche quello politico vero e proprio. L’uno, ovviamente, contaminazione di quell’altro. ( Ovvio, lo stesso accade in Veneto, Lombardia, ecc ) E se interviene l’ex presidente della provincia Manghi, come quella sera, lo fa in veste di politico, non d’altro. È quindi ancor più logico che un cittadino chieda alla politica in senso lato : com’è possibile lamentare la carenza di specialisti, chiudendo il rubinetto degli accessi a Medicina ? Questo lo stridente controsenso. Non cerchi di dipingermi come colui che , visionario , ritiene Nicolini responsabile di ciò. No, questo è troppo e non glielo permetto.

    Umberto

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  8. I mali dell’Italia nel campo delle professioni e dell’etica sociale vengono da molto lontano, ma c’è un movimento che li accrebbe a dismisura:”il Sessantotto”. Della complessità’ degli eventi che lo hanno caratterizzato: la contestazione violenta, l’occupazione delle università’, gli scioperi selvaggi, il trionfo della ideologia imperante, della retorica celebrativa(Marx,Marcuse,Che Guevara,Mao e il suo libretto rosso,ecc.),è superfluo dire.Voglio soffermarmi su due slogan significativi: “l’utero e mio” e “diciotto politico”.L’una ha relegato il sesso a spuntino pomeridiano o a dopocena senza sentimento,e l’amore a privilegio di pochi,mentre il secondo ha demonizzato il sapere e il merito,consegnandosi alla politica felice di gestire a piacimento le varie professionalità’.In ambito sanitario le assunzioni,gli avanzamenti di carriera,l’assegnazione dei ruoli apicali vengono assegnati, mascherati da “concorsi farsa”,dal sistema politico e sindacale sulla base dell’appartenenza politica.Ciò’ ha indotto molti a scegliere vie alternative al merito,svilendo la professionalità’ e finendo col penalizzare le persone povere costrette ad avvalersi delle cure degli eredi del “diciotto politico”, mentre alle eccellenze fanno ricorso il ricco e il politico.

    Giorgio

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