La danza ai tempi del Coronavirus

Pubblichiamo la lettera di Mimmo Delli Paoli, presidente dell'Asd Centro Danza Appennino 

Questa lettera vuole essere una riflessione e soprattutto una testimonianza da parte di chi, muovendosi nel campo della danza, si trova a dover fare i conti con un nemico invisibile, il coronavirus.

Un nemico strisciante che, pian piano, giorno dopo giorno, ha creato il vuoto e ha dato uno stop ad una attività, la danza, che basa la sua essenza sulla fisicità, sulla presenza, sullo stare insieme.

Per chi porta avanti una scuola di danza è un momento davvero complicato; saggi di danza che vengono annullati, partecipazione a concorsi che si vedono sfumare, allievi costretti a rimanere a casa, desiderosi e impazienti di riprendere al piu’ presto a danzare.

Ovviamente la reazione, a tutto questo, è di sbigottimento; nei primi giorni non ci si crede, si cerca di immaginare che la cosa duri poco, duri il giusto.

E invece no, la cosa continua, non si sa fino a quando.

E allora ecco che gli allievi cominciano ad inviare messaggi su whatsapp, a chiedere spiegazioni al Maestro (nello specifico il Maestro Francesco Melillo), per come tenersi in allenamento, come fare esercizi, come riuscire, da casa, a fare stretching (anche se gli esercizi piu’ tecnici e sulle punte necessitano, ovviamente, di una pedana rialzata con camera d’aria, ricoperta da un tappeto di danza; e questi esercizi non si possono improvvisare da casa, su un pavimento rigido, onde evitare problemi alla schiena, alle ginocchia e alle caviglie). E poi ci sono le allieve piu’ piccole, che ti mandano disegni sulla danza, pieni di colore e di affetto.

Tutto questo è davvero impagabile, fa capire che per gli allievi il filo non si è spezzato, che la danza riesce, con la sua forza, a tenere vivi anche legami impossibili.

E per finire c’è la scuola di danza, intesa come sede, con le sue sale, i suoi arredi; sembra un campo vuoto, un film ad effetto “Chernobyl”.

Ma prima o poi passerà, il tunnel regalerà quel raggio di luce finale che porterà tutti all’uscita, a respirare aria e serenità.

Noi del Centro Danza Appennino questo lo speriamo, siamo pronti ad affrontare qualsiasi difficoltà pur di riuscire a tornare piu’ forti e motivati di prima.

La danza lo esige, così come la vita.

Mimmo Delli Paoli

(Presidente Asd Centro Danza Appennino)

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3 Commenti

  1. Questo momento di isolamento (obbligato) nelle nostre case, ha allontanato qualsiasi forma di contatto umano costringendoci a dialogare con l’altro tramite strumentazioni fredde e noiose.
    Il giorno in cui ci riapproprieremo del nostro quotidiano, sarà proprio la cultura e l’ arte, come la danza che permetterà ai nostri ragazzi di riappropriarsi del bello dello stare insieme, di comunicare la propria gioia non solo con la voce ma esprimendola anche con i movimenti del corpo.

    Dario De Pascalis

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  2. In questo momento la danza sta attraversando un momento molto difficile in quanto il contatto indispensabile con gli allievi lo si ha ora in forma digitale, ma tutte le scuole di danza hanno assoluto bisogno di prendere di nuovo il loro cammino per la collettività. Siamo indispensabili specie in questo momento. La danza è un’Arte ed è Cultura e quando manca manca un tassello al nostro sistema di vita! Auspico la riapertura della scuola ma sicuramente bisognerà dimezzare i nostri allievi per tenerli con i nuovi sistemi in sicurezza. YOU CAN DANCE ROMA

    http://www.ycd.it

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  3. In questo momento la danza sta attraversando un momento molto difficile in quanto il contatto indispensabile con gli allievi lo sia ha ora in forma digitale ma tutte le scuole di danza hanno assoluto bisogno di prendere di nuovo il loro cammino per la collettività siamo indispensabili specie in questo momento. La danza è un’Arte ed è Coltura e quando manca manca un tassello il nostro sistema Vita é Compromesso!!! Auspico alla riapertura della scuola ma sicuramente bisognerà dimezzare i nostri allievi per tenerli con i nuovi sistemi in sicurezza. YOU CAN DANCE ROMA

    Marco

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