Grazie Signore che questa notte dormo con la mia nonna

Grazie Signore che questa notte dormo con la mia nonna è il titolo di un libro scritto da una nonna. Una nonna che a causa di un infausto incidente stradale successo il 3 gennaio 2018 non potrà più abbracciare il suo nipotino. E’ stato portato via dal destino lasciando un vuoto incolmabile, lasciando sospesi un numero indefinito ma infinito di abbracci vuoti. E’ stata spezzata la vita di un ragazzino di soli dieci anni ma con già ben chiari i principi più importanti necessari per condurre una vita protesa verso il prossimo. Dal testo si percepiscono infatti in modo nitido i tratti del carattere e l’indole del bambino che ha coscienza di ciò che desidera, di ciò che è di suo gradimento. In modo evidente traspaiono quelli che sono i suoi progetti futuri ma anche i suoi sentimenti verso i famigliari, gli amici e il prossimo.

Durante la lettura si ripercorrono le gioie, gli entusiasmi, le scoperte e le conquiste che il ragazzino faceva giorno per giorno. Il libro, scritto come fosse un diario più o meno giornaliero, riporta nero su bianco, le emozioni di una nonna alla quale è stata strappata quella che era la sua ragione di sopravvivenza. Un funesto evento l’ha privata del fulcro della sua vita rendendola vuota e senza senso. Solo facendo i conti con l’insopportabile dolore che ha provato e sta ancora provando, l’autrice trova una motivazione per affrontare lo scorrere dei minuti che diventano lunghe ore di interminabili giorni monchi, derubati della cosa essenziale, di quanto ne giustificava l’esistenza.

Riuscire a denunciare ciò che strazia risulta un’ancora di salvezza in quello che è definito “l’elaborazione del lutto”. Farcela a mettere a nudo cuore e sentimenti è terapeutico per se stessi ma anche per chi legge. Per chi da solo non riesce a farlo, per chi, chiuso nei propri spasimi di sofferenza, non riesce a trovare in se le energie per affrontare il futuro e andare avanti.

Il libro non è romanzo di fantasia. E’ una storia tremendamente vera. Vera come è vero l’incidente, come vere sono le emozioni di chi si è trovato coinvolto in questa vicenda così come veri sono i protagonisti gettati a loro insaputa e certamente contro il loro volere su un palcoscenico che mai avrebbero voluto calpestare. Veri sono dunque Ilde e Davide: nonna e nipote. Purtroppo i primi attori di una relazione spezzata. Il fragore della frattura è enorme, dipende in modo proporzionale dal forte e appassionato legame esistente. L’intesa che li univa era speciale e ciò è stato sicuramente favorito dalla innata indole del bambino che si affacciava alla vita con entusiasmo ma sicuramente anche dall’esperienza della nonna maturata grazie alle diverse competenze acquisite.

Ilde Rosati, originaria di Castelnovo ne Monti, nota in montagna e in tutta la provincia grazie ai diversi eventi culturali e letterari ai quali ha partecipato è la nonna-narrante. Il nipotino, la vittima dell’incidente, è Davide Ciuffreda e voleva fare il pompiere.

Così racconta Ilde: “Scrivere questo libro , mentre la biro andava da sola, toglieva un pezzetto ogni giorno dell’incubo. E comunque ogni tanto mi chiedo e mi meraviglio come il mio cuore riesca a battere ancora. Avevo solo lui di nipoti”.

Il libro non è in vendita, chi lo desidera lo può avere contattando l’autrice sulla sua pagina Facebook. Il ricavato delle offerte verrà devoluto ai Vigili del Fuoco. Ilde ha deciso di onorare la memoria di Davide per mantener vivo il suo ricordo con fatti concreti: motoseghe, corde, funi, cesoie, nelle mani dei pompieri porteranno aiuto alle persone che si trovano in stato di necessità. E questo è sicuramente ciò che il ragazzino avrebbe desiderato. “Nonna quando sarò grande li salverò io”, queste le parole di Davide pronunciate durante la trasmissione televisiva di uno dei tanti disastri. Queste le parole che servano da sprone per creare sentimenti di solidarietà in chi resta come eco di chi non c’è più.

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4 Commenti

  1. Ringrazio Maria Vasirani della recensione delicata, sensibile e dettagliata che ha fatto del mio libro. E’ un libro che mai avrei voluto scrivere, ma LUI era il mio unico nipote, atteso anni prima che Il Signore ce lo mandasse.
    Dopo la disgrazia, ogni sera la biro scriveva da sola quello che volevo dirgli, i ricordi vissuti insieme…era l’unico modo che avevo per sentirmelo vicino. Il dolore sarebbe dovuto rimanere solo mio, ma mi sono decisa a pubblicarlo perchè il mio amore, quando vedeva in televisione dei disastri diceva : “Nonna, io da grande farò il Vigile del Fuoco, e salverò la gente che ha bisogno” I proventi di questo libro, appena la quarantena me lo permetterà, li devolverò in materiale per i Vigili del Fuoco di R.E. e Davide contribuirà a salvare la gente. Grazie ancora Maria Grazia.

    ilde rosati

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  2. Ringrazio Maria Grazia Vasirani per la recensione attenta e delicata che ha scritto per il mio libro. Non avrei mai voluto scriverlo, e tanto meno pubblicarlo se non fosse per ricordarlo anche in modo diverso. “Nonna, da grande farò il Vigile del fuoco e salverò la gente che ha bisogno ” è da lì che ho pensato di farlo stampare e offrirlo in cambio di offerta libera, minimo 5 euro, da trasformare in attrezzature per i Vigili del Fuoco di RE. Cosa che farò appena la quarantena sarà finita . Grazie ancora.

    ilde rosati

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  3. Un abbraccio Ilde, intanto… Dilva Attolini

    Dilva Attolini

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  4. Lo acquisteremo in tanti il tuo libro,cara Ilde,e quando lo si sfiorerà,anche solo per spolverarlo,sarà un pensiero,una preghiera,una carezza al piccolo Davide ed alla sua nonna coraggiosa.Un abbraccio grande grande.

    Mariolina Cagnoli

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