Coronavirus, alias Covid-19: uno scatto dopo la malattia

Riceviamo e pubblichiamo

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Questo flagello, a differenza di tutti gli altri avvenuti in precedenza, si è abbattuto, improvviso, su tutto il mondo come uno tsunami, non risparmiando nessuno.

Avevamo avuto dalla natura segnali di ribellione. Terremoti, inondazioni, maremoti, venti fortissimi, uragani, innalzamento della temperatura, piogge fortissime, inondazioni frequentissime ogni dove, scioglimento dei ghiacciai, inquinamento atmosferico, dei fiumi, dei corsi d’acqua e del mare, cambiamento delle stagioni e del clima.

Gli scienziati avevano sollevato il problema da tempo ma i politici hanno sempre nicchiato, chi intervenendo con misure tipo placebo, chi addirittura negando l’inquinamento e canzonando addirittura la giovanissima svedese Greta, paladina dell’ecologia.

La mancanza di decisioni forti circa l’inquinamento era ed è dettata dal Dio denaro, dalla paura di una recessione economica forte, dal voler mantenere a tutti i costi un tenore di vita altissimo incuranti del futuro dei giovani, dei nostri figli e nipoti, della salute di tutti.

D’altra parte ridurre l’inquinamento per davvero risultava e risulta ancora un’opera ciclopica dato l’altissimo numero di veicoli, aerei, fabbriche, impianti di riscaldamento, scorie velenose, radioattive o tossiche sparse ovunque nel sottosuolo criminosamente e alla chetichella.

Abbiamo assistito altre volte al fatto che la libertà dell’uomo non è infinita ma ha un limite e, quando questo viene oltrepassato, la natura si autoregola, come penso stia succedendo ora, facendoci anche avvertire tutta la nostra fragilità e il fatto che non possiamo…sfidarla.

Ora, credo, ci restano da fare alcune cose ma vitali:

  • Cercare di limitare al massimo il contagio, come si sta facendo, stimolando ed accelerando la ricerca per debellare il virus ed evitarne il ritorno con vaccini efficaci, cosa che però richiederà molto tempo, prima che sia trovato il vaccino e sia prodotto a livello mondiale
  • Imparare da questo flagello terribile la lezione, limitando i consumi all’essenziale (lo ha detto anche il Papa), tralasciando il superfluo, lieti della vita e di quanto Dio ci ha dato e che è immensamente grande come la salute, curando il lavoro onesto, la famiglia, gli affetti, la solidarietà.
  • Creare una società più giusta, più solidale e coesa, eliminare gli sprechi per consentire alle popolazioni schiave della miseria, di persone corrotte e malvagie e delle guerre di vivere in pace, avere beni a sufficienza per vivere una vita dignitosa.
  • Abbandonare progetti faraonici di esplorazione della Luna, Marte (a che cosa sono serviti finora e che vantaggi ci hanno portato?) e dedicare tutta quella massa enorme di denaro e soprattutto i “ cervelli” al miglioramento della vita del ceto medio che lavora sodo tutti i giorni, dei più poveri, degli ultimi, degli invisibili.
  • Combattere con tutti i mezzi e con vera determinazione l’evasione fiscale, ridistribuire la ricchezza in modo più equo ed impedendo che i ricchi diventino sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
  • Avere un sussulto di orgoglio a livello nazionale. Produrre un nuovo “Rinascimento” per poter risollevarci, lavorando e collaborando tutti insieme; senza più divisioni e contrapposizioni politiche ma all’unisono, con un progetto comune che ci unisca tutti per rifare grande la nostra nazione con il lavoro, l’arte, la creatività, l’ingegno come abbiamo fatto dopo la guerra, aiutando tutti a crescere sia intellettualmente (principalmente) che economicamente.

 

(Enzo Fontana)

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5 Commenti

  1. concordo pienamente questo pensiero, e l’unica strada da intraprendere, speriamo che noi esseri umani ci rendiamo conto della nostra piccolezza, non dimentichiamo cio che sta avvenendo per non sbagliare di nuovo, speriamo di non essere degli ottusi pensando solo al denaro a correre con affanno per qualcosa di irraggiungibile, le cose che contano davvero sono ben altre: comunita, amicizia amore, solidarieta e voler bene al nostro mondo senza sfruttarlo ma rispettandolo, ci sono tutti gli ingredienti per creare una societa migliore, basta volerlo.

    C219T

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  2. Ho letto con interesse la lettera del Sig.Fontana ed il seguente commento e mi sono subito entusiasmato per tutto quanto esposto, poi sono tornato con i piedi per terra e ho messo di fianco a quelle belle parole, consigli e proponimenti, la situazione reale della vita di tutti i giorni. La mia prima obiezione è che non penso si possa razionalmente mettere in correlazione la situazione e le discussioni sull’inquinamento, ecc. con la pandemia di Covid19; mi sembra che le due cose siano indipendenti. Il problema dell’inquinamento e dello sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta esisteva già da tempo prima del Covid19 e non vedo il nesso causale tra uno e l’altro. Anche la storia di Greta mi è parsa più un business mediatico, giusto per fare un po’ di “casino” e muovere un po’ di soldi (fondazioni, donazioni, sponsorizzazioni, ecc). Considerando ciò che Fontana auspica e la realtà attuale, mi sembra di poter dire che tali problemi sono presenti più o meno evidenti da 2000 anni; sono stati scritti 4 Evangeli per spiegare l’allora situazione, prevedendo anche i secoli successivi sempre tenendo ben in primo piano gli obiettivi da raggiungere. E la soluzione rapida ed immediata si trova in quei libri: vi ricordate quando Gesù va nel Tempio e trova mercanti e venditori che avevano trasformato il luogo di culto in un mercato? Cosa fa? Lui, che stava predicando l’amore anche per il nemico, il porgere l’altra guancia, ecc. non ci pensa neppure un minuto e non ha scrupoli nel prendere a scudisciate e frustate quei personaggi che stavano rovinando quel luogo! Ecco la soluzione, ma nei secoli non è stato possibile, per molteplici motivi. Innanzitutto perchè l’Uomo, diciamocelo sinceramente, prende sempre la strada più facile e comoda per se stesso e molto spesso per raggiungere i propri obiettivi non ha scrupoli nel sacrificare il suo prossimo. E questo si è visto anche negli stesse istituzioni che dovrebbero diffondere e trasmettere quei principi scritti in quei libri. A tal proposito ci sarebbe da aprire una vasta discussione su grandi temi della Chiesa Cattolica (nella storia benedizione di iniziative tutt’altro che pacifiche, come spedizione di Cortes in America Latina, eserciti durante le guerre, problema di pedofilia, business economico nei luoghi di culto, spese “pazze” per ristrutturazione di locali o attici personali di prelati, sponsorizzazioni di case cinematografiche con fondi elargiti per beneficienza con altri scopi, ecc,ecc), mentre contemporaneamente il vero cuore del sistema (missionari sparsi e spesso lasciati soli in tutte le parti più sperdute del Mondo) si prodiga quotidianamente (a volte rimettendoci “la pelle”) per aiutare quelli che sono all’ultimo posto nel pianeta (poveri, ammalati, profughi, ecc.). Già queste considerazioni mi lasciano perplesso sulla possibilità di avere a breve un miglioramento, anche se il Covid19 ci dovrebbe far ragionare, perchè se le Istituzioni religiose, che a parole sono bravissime, non hanno in più di 2000 anni contribuito al miglioramento, la vedo grigia che si possa migliorare a breve. Mi viene da dire che in questi 2000 anni, invece di fare come Gesù che nel momento del bisogno ha impugnato la frusta, i Capi spirituali siano sempre stati morbidi, accondiscendenti o, ancor più grave, complici di decisioni “alternative”. La Storia mi dà spunto anche per un’altra considerazione che forse tenta di spiegare, o meglio, di accettare come inevitabile anche l’attuale situazione Covid19 senza necessariamente colpevolizzare il genere umano. E per fare questo mi appello ancora una volta a quei libri che, al di là del Credo religioso, possono svelare la filosofia della vita anche senza essere cristiani, basta leggerli in modo “asettico”. Mi riferisco ora alla Bibbia. La spiegazione della Storia sta nella Bibbia: tutto è iniziato quando Adamo ed Eva hanno “deciso” di andare per la loro strada, giustamente per provare a “guadagnarsi il pane” rischiando spesso di sbagliare, per poi imparare e quindi guadagnarsi il bene. E così sono iniziate le soddisfazioni ma anche i problemi e le sofferenze. L’interazione con la Natura ha portato inevitabilmente Adamo ed Eva e poi tutti gli altri discendenti a dover fronteggiare problemi, a volte eventi considerati tragedie, ma che fanno parte integrale del “gioco della Vita” e che tuttavia sono state superate… sempre (il singolo non conta, spesso soccombe, ma il genere umano va avanti, perchè la Vita non è un gioco da singoli…è un gioco di squadra!! Allora elenchiamo ciò che ci viene in mente nella Storia: Diluvio Universale, scomparsa del dinosauri, antiche fiorenti Civiltà sparite (Cinese, Maya, Egiziani, ecc); 7 piaghe d’Egitto, guerre a non finire, Peste manzoniana, Guerre mondiali, Bomba di Hiroshima, Influenza spagnola, recenti epidemie (Ebola, ecc.) HIV, SARS, fino al nuovo arrivato Covid19. Se non ci fermiamo al dogma che tutto ciò sia causa solo dell’Uomo, ma consideriamo la possibilià che La natura debba inevitabilmente (ogni “tot” secoli) resettare il sistema anche con la partecipazione dell azioni o iniziative umane, allora possiamo capire o giustificare quello che succede. Naturalmente da ciò derivano 1) la speranza e la sicurezza che tutto passerà, come abbiamo visto nel corso della Storia e 2) che da ogni situazione e resettaggio della Natura il genere umano deve trarre insegnamenti e conclusioni atte a migliorare il sistema (la Natura ce lo chiede!) Concludendo come Uomo non mi ritengo responsabile di aver fatto “incazzare” la Natura che per vendetta ci manda volta per volta tali calamità, o meglio vedo in tutto questo qualcosa di taumaturgico, ossia ritengo che ci sia da qualche parte una sorta di “Cabina di Regia” che i cattolici chiamano Dio, Trinità, ecc. che schiaccia i bottoni del Pianeta, propinandoci soddisfazioni, felicità ma anche, prove, problemi e calamità per “far evolvere” il genere umano. Con queste idee sono riuscito a dare una certa spiegazione ad eventi inspiegabili. Per esempio, da persona di estrazione cattolica mi sono per anni posto la domanda del perchè Dio, Padre buono e misericordioso, potesse lasciare che un neonato o un bambino, felicità e gioia dei genitori, morire di tumore o altre malattie incurabili, senza essere responsabile di alcunchè e soprattutto con grave dispiacere della famiglia tutta. E, confesso, che di primo acchito avevo rivisto le mie idee sulla bontà e misericordia del Capo, ma poi ho allargato l’orizzonte e ho visto in tutto questo comuque la volontà del Capo di far ragionare ed apprezzare la vita da parte di quelli che rimangono, per cui quella morte diventa un mezzo per arricchire e far crescere il genere umano (tenendo presente sempre che la Vita è un gioco di squadra). D’altronde la “cabina di regia” a suo tempo ha inviato il suo massimo esponente (il Figlio del Capo), accettando perfino di sacrificarlo per il bene comune.
    Ora smetto perchè mi rendo conto che, invecchiando, sto diventando prolisso e noioso, ma ringrazio tutti quelli che commenteranno, perchè le idee alternative mi fanno pensare e riflettere.
    Un saluto dall’Ospedale di Cuneo
    Dott.Cavana, nonchè Roberto
    P.S. Astenersi, per favore, da insulti e commenti senza sostanza. Non ne ho bisogno! Grazie

    Dott.Cavana

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  3. “Non riesco ad immaginare un Dio che remunera o castiga l’oggetto della sua creazione”. Lo ha detto Einstein. Ma guardando quel cielo nella notte del deserto di Al’ Raja, e in quel silenzio, torna immediato nella mente Cicerone: “ Causa causarum miserere mei “.

    Giovanni Annigoni

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  4. Solitamente non mi fermo a prendere per “buone” citazioni di persone anche illustri, ma cerco di rispondere autonomamente ai miei quesiti. Mi piacerebbe sapere come avrebbe interpretato Einstein eventi come la morte di un neonato o bambino, incolpevole ed ancora ai “blocchi” di partenza della VIta. L’errore a mio avviso è sempre considerare che Dio (o chi per esso) debba necessariamente decidere se remunerare o castigare il singolo. Questo è un metodo umano di gestire le faccende, mentre Lui adotta un metodo non umano e soprattutto non finalizzato al singolo ma a tutto il genere (la Vita è un gioco di squadra e non per singoli!). Buona giornata
    Dott.Cavana

    Dott.Cavana

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    • La parte virgolettata ed attribuita ad Einstein, non è una “frase”, ma la sintesi di un pensiero che Einstein scrive nel suo testamento morale-filosofico-scientifico pubblicato con il titolo:’ Come io vedo il mondo’. E’ la sintesi, per me più estrema, della distanza tra Fede e Senso Religioso della vita.

      Ognuno di noi cerca risposte ad una vita che per Lei è “ è un gioco di squadra” e che per altri è, e rimane un mistero. Forse il gioco di squadra è l’organizzare del rapporto quotidiano con l’altro, ma la Vita è la parte più intima di ognuno di noi.

      Giovanni Annigoni

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