Lo Statuto di Vallisnera in pillole

Riceviamo e pubblichiamo

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Statuto Vallisneri

Il 4 maggio 1207 venne promulgato lo Statuto di Vallisnera, da parte dei nobili consorti Niccolò e Zibello Vallisneri “ad esaltazione del buon governo e pace di tutti gli uomini e persone del Comune e della Corte di Vallisnera e degli altri luoghi sottoposti al lor dominio...” un documento importantissimo, troppo poco conosciuto oggi, che contiene ben 80 capitoli. Era un martedì di 813 anni fa.
Lo Statuto contiene regole su moltissimi temi, dalla punizione per chi bestemmia, alla caccia ai lupi, dal gioco d’azzardo alla violenza sulle donne, che ebbene sì, veniva punita già in questo antico codice. Si va dalla regolamentazione per il taglio di fieni ed alberi, alle pene per I ladri. Non mancano gli articoli su dazi, gabelle, pubbliche cariche e diritti dei Signori.

Il documento è frutto di una particolare situazione politica: le antiche Valli dei Cavalieri (tra alta val Secchia, val d’Enza e val Cedra) erano allora governate da una consorteria feudale, cioè da un gruppo di famiglie legate da parentele, di fiere origini longobarde.
I nobili Vallisneri avevano un ruolo preminente all'interno delle famiglie dei Cavalieri, non mancavano certo lotte nè episodi crudi, ma quello che arriva oggi leggendo lo Statuto è che questa realtà esprimeva modalità di governo meno assolutiste di quel che si pensi normalmente per l’epoca medievale e una visione inaspettata su alcuni temi, come la violenza sulle donne che era punita con la morte del violatore.

Un manoscritto che sembrava perduto, tramandato dalla bella trascrizione del Professor Ferdinando Laghi oltre un secolo fa, ma che ho avuto l’emozione di ritrovare nell'archivio della Beata Vergine della Ghiara durante le mie ricerche d’archivio per la tesi di Laurea.. Sono seguite celebrazioni, convegni, pubblicazioni e rievocazioni storiche che hanno permesso agli appassionati si scoprire questa storia importante e dimenticata, ma anche di ridare forza alla Comunità di Vallisnera, residente e non, grazie alla sua antica e illustre storia, di cui andiamo fieri.

(Rachele Grassi)

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4 Commenti

  1. Molto interessante: grazie.
    Sarebbe interessante una pubblicazione dedicata con traduzione …e commenti che aiutino a capire

    carlo

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    • Rispondendo al Sig. Carlo: ci sono diverse pubblicazioni, io stessa ne ho curate almeno 3 specifiche negli anni. Alcune purtroppo sono andate esaurite, ma qualcosa si trova ancora. Potrà rivolgersi, quando riaprirà, ad esempio, all’ufficio Informazioni turistiche a Castelnovo ne’Monti.

      Rachele Grassi

      Rispondi
  2. Interessantissimo…colgo l’occasione x salutare la Grassi che non vedo da una vita ciao Rachele.

    MarcoTavaroli

    Rispondi
  3. Va sottolineato che questo documento precede la Magna Charta che è del 1215 ed è considerata la prima carta costituzionale del mondo. Va ancora ricordato che la Magna Charta regolava i diritti dei nobili rispetto al sovrano ed era ben lungi dal riconoscere diritti ai semplici popolani come fa lo Statuto di Vallisnera realtà davvero innovativa e impensabile per quei tempi. Grazie alla Dott.ssa Grassi.

    Vulzio Abramo Prati

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