Incontro con il ministro Provenzano per rilanciare l’Appennino

Nella mattinata di oggi si è svolto un incontro in video conferenza tra i sindaci dei comuni dell’Unione Appennino Reggiano (Castelnovo Monti, Carpineti, Casina, Toano, Vetto, Ventasso e Villa Minozzo) insieme all’assessore regionale alla Montagna, Barbara Lori.

Spiega il presidente dell’Unione e sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini: “Si è trattato di un incontro positivo, in cui l’assessore Lori ha dimostrato di essere molto preparata su tutti gli aspetti inerenti le problematiche che dobbiamo affrontare in questa fase post – Covid, confermando l’importanza di aver istituito un assessorato alla Montagna.

Tra i temi di cui si è parlato, c’è stata ovviamente la prosecuzione del programma Snai (Strategia nazionale aree interne) nell’ambito del quale l’Appennino reggiano è l’esperienza più avanzata in Emilia-Romagna e tra le più avanzate in Italia. Si sta già discutendo della programmazione 2021 – 2027, che renderà strutturali le tante azioni intraprese su una vasta gamma di settori, quali sanità, scuola, mobilità, lavoro, ambiente, turismo, formazione e lavoro, con la possibilità di ampliarle ad altri. Inoltre abbiamo parlato della misura annunciata ieri dal presidente Stefano Bonaccini, che dispone contributi a fondo perduto per le famiglie e i singoli under 40 che vogliono acquistare la prima casa nei comuni appenninici: un provvedimento positivo, che, come ci ha detto la Lori, Bonaccini vorrebbe proseguire per tutti i 5 anni di mandato. A Bologna stanno anche lavorando sulle possibilità di introdurre fiscalità di vantaggio e incentivi per le imprese che intendano insediarsi in montagna, su cui si terrà presto un incontro tematico con i sindaci dei comuni montani regionali.

Un altro tema che è stato affrontato stamane è stato quello della connettività in Appennino: abbiamo fatto presente la situazione di difficoltà che vivono diverse zone non coperte da connessioni sufficientemente stabili e veloci da consentire in questo periodo l’essenziale funzione della scuola da remoto per gli studenti: abbiamo il caso di ragazzi e bambini residenti, per fare un esempio, in Val d’Asta che devono andare da parenti a Villa per riuscire a fare i compiti.

La Lori si è assunta l’impegno di organizzare nei prossimi giorni un incontro tra i sindaci e Lepida per riuscire a superare queste situazioni”. Conclude Bini: “L’assessore ha confermato inoltre l’impegno già espresso da Bonaccini per la riapertura dei punti nascita in montagna, così come ha annunciato ulteriori finanziamenti per la Medicina del territorio, servizi essenziali per consentire la permanenza di famiglie e persone in montagna, e il potenziale richiamo verso altre che siano interessate a trasferirsi in questi territori”.

Ieri, mercoledì, sono arrivate altre notizie importanti anche dal Ministero per la Coesione territoriale: il Ministro Giuseppe Provenzano ha infatti annunciato che i 90 milioni previsti nella legge di Bilancio 2020 per il triennio 2020-2022 a sostegno delle attività economiche, commerciali e artigianali nelle Aree Interne saranno incrementati, nel prossimo decreto Covid 19, con ulteriori 120 milioni per fronteggiare l’emergenza. Provenzano ha ribadito il ruolo centrale della Strategia nazionale per le aree interne nelle azioni per il rilancio dell’economia.

“Abbiamo visto che l’organizzazione della vita e della produzione nelle aree interne – ha spiegato Provenzano – è compatibile con lo smart working e il distanziamento sociale. Un metodo che può favorire uno sviluppo diffuso, contenere pendolarismo e migrazioni interne, a patto però che si colmi il divario digitale e dei servizi e si sostenga il tessuto produttivo. Il nostro obiettivo è anche quello di promuovere queste aree come mete privilegiate per il turismo già nei prossimi mesi, visto che le mete nazionali saranno quelle prioritarie a seguito dell’emergenza coronavirus”.

“Si tratta di parole importanti – conclude Bini – che rimarcano come i territori periferici e montani possano presentarsi in questa fase di rilancio con carte pesanti da giocare: la qualità ambientale, la maggiore facilità con cui sui nostri territori è possibile mantenere il distanziamento sociale, la possibilità, una volta che saranno completati gli investimenti per la connettività, di vivere qui esercitando professioni da remoto, con una qualità della vita molto alta”.

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Un Commento

  1. Anch’io trovo positive le proposte illustrate da Bini, anche se credo sia giusto rimarcare che su alcuni punti, pur trovandoli interessanti credo si riscontrino limiti che debbono essere superati
    .
    Per chiarire meglio credo si debba partire all’esistente in fatto di risorse sia materiali che umane e pertanto tenere in considerazione che la montagna ed in particolare l’alto crinale è abitato da una popolazione anziana e che molto ha contribuito alla tutela e fruibilità del territorio. Un territorio che non solo ha bisogno di essere rivitalizzato dalla presenza di giovani coppie ma che abbisogna di adeguamenti per migliorare le condizioni di vita dei già residenti a partire dalle ,abitazioni e renderle idonee alle persone che le abitano, strutture ormai non rispondenti ai bisogni degli anziani ed anche per questo e non solo costretti a spostare la loro residenza in centri più grandi che offrono non solo più servizi ma condizioni abitative rispondenti alle esigenze. Perché non prevedere un contributo a fondo perduto al fine di eseguire gli interventi necessari alla completa fruibilità del residente e nello stesso tempo erogare un po’ di ossigeno alle imprese legate all’edilizia già presenti e contribuire alla riduzione dello spopolamento.
    Vantaggi fiscali ed incentivi a nuove imprese che si insediano in mon?anche questo un punto positivo ma non ci deve far dimenticare la imprese e tutti quei piccoli esercizi pubblici,già attivi, che rischiano la chiusura se non la mancata riapertura. Come; bar,ristoranti,ecc. Che sono spesso anche rivendite di generi alimentari, edicole e altro e che sono rimasti i pochi luoghi di aggregazione sociale frequentati e sostenuti dai pensionati della nostra montagna.
    Occasione infine per ricordare che le pensioni erogate nel nostro territorio ammontano a circa 14 milioni di euro ogni mese che per la zona sono un ingente risorsa sempre spesa ed investita nel territorio.
    Mi sembra evidente che l’anziano oltre ad.una risorsa enorme di cultura è una importante risorsa economica..

    Alberto Tondelli

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