L’assessore alla Montagna: 10milioni per frenare spopolamento e aiutare economia locale

Semplificazione burocratica in ambito edilizio e urbanistico, misure per la gestione in emergenza del servizio parchi e forestazione, una proroga nell'avvio dei cantieri per i progetti di riqualificazione urbana e, soprattutto, un bando da 10milioni per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa in montagna. Sono questi i temi trattati dall'assessore alla Montagna, aree interne, programmazione territoriale e pari opportunità Barbara Lori, che in un'informativa ha illustrato ai consiglieri della commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro, le iniziative e i provvedimenti avviati anche e non solo per la fase emergenziale Covid.

L'assessore ha spiegato che durante questa fase sono state adottate alcune "semplificazioni burocratiche in ambito edilizio", mentre per quanto riguarda la pianificazione urbanistica "è stato avviato un monitoraggio della situazione in cui ci troviamo per capire come muoverci al meglio". La Giunta è poi intervenuta sull'attuazione di alcuni regolamenti inerenti il servizio parchi e forestazione, in supporto agli agenti forestali. "In alcuni casi, non potendo prorogare il naturale corso degli eventi- ha spiegato l'assessore- abbiamo dato indicazioni e autorizzato i singoli privati a svolgere alcune operazioni, ad esempio il taglio boschivo".
Prorogati, invece, i termini per l'avvio dei cantieri dei progetti di riqualificazione urbana dei comuni (bando del 2018 di oltre 36milioni). "La logica- ha spiegato- è quella di accelerare, ma riconosciamo ai Comuni qualche mese in più per concludere gli accordi".

La prima iniziativa di inizio legislatura è, però, il bando "Montagna 2020" che riserva 10milioni alle giovani coppie che vogliono acquistare o ristrutturare una casa in montagna. "Una risposta per frenare lo spopolamento delle nostre montagne -ha commentato Barbara Lori- ma anche un'opportunità per le imprese del territorio e per l'economia locale". Inoltre, nel periodo post-Covid, può rappresentare anche una soluzione per "vivere al di fuori dei contesti urbani e mantenere più facilmente gli spazi di distanziamento", ha spiegato. Le domande potranno essere inoltrate a partire dal 15 settembre prossimo e una prima graduatoria verrà disposta entro la fine dell'anno.

Per Michele Facci (Lega) il bando per la montagna è "una misura non solo insufficiente" ma anche "ingiusta" poiché discrimina alcuni territori rispetto ad altri, in particolare i comuni dell'Appennino bolognese ai quali sono stati assegnati meno punti. "L'obiettivo", ha risposto l'assessore, "è quello di incentivare l'attrattività dei territori più svantaggiati". Per questo più premialità (o punti) all'interno del bando vengono assegnati ai comuni "con maggiore spopolamento, indice di vecchiaia più alto e nuclei con basso reddito". "Comunque,- ha insistito Facci- questa iniziativa non dà risposte immediate alle esigenze economiche delle famiglie, ma al massimo è utile per l'anno prossimo. Non abbiamo ancora capito cosa la Regione intenda fare in termini di immediata liquidità per famiglie e imprese montane", ha aggiunto il leghista, portando come riferimento quello della "Regione Piemonte che ha stanziato 38milioni a fondo perduto per le attività che hanno dovuto chiudere per l'emergenza sanitaria". Il consigliere, infine, ha espresso critiche anche per la proroga di avvio dei lavori per i progetti di riqualificazione urbana, dato che, a suo avviso, potrebbe danneggiare alcune attività dei Comuni.

Manuela Rontini (Partito democratico) si è dichiarata invece soddisfatta del bando 'Montagna 2020', una misura all'interno di "un percorso che avevamo già avviato con la norma sui piccoli esercizi polifunzionali e l'abbattimento dell'Irap", ha spiegato, "che non è solo uno spot, ma una programmazione". La consigliera ha poi suggerito di "fare tesoro delle semplificazioni burocratiche adottate in questa fase in modo che diventino buone prassi anche nell'attività ordinaria".

Marco Mastacchi (lista Borgonzoni) ha invitato l’assessore Lori a “farsi carico del finanziamento degli interventi sulle frane che impattano su terreni agricoli montani, ricordando coma la Giunta si fosse impegnata ad aumentare i fondi”. Il consigliere, inoltre, ha chiesto “misure specifiche per il sostegno delle piccole e medie imprese dell’Appennino”.

Igor Taruffi (ERCoraggiosa) ha ricordato: “Non possiamo dimenticare che sono stati approvati alcuni provvedimenti che segnavano un’inversione di tendenza già nella scorsa legislatura, come l’azzeramento e la riduzione dell’Irap per le aziende della montagna e le risorse per i negozi polifunzionali; i 10milioni che vanno a finanziare il bando per la montagna sono frutto del lavoro dello scorso mandato. Questa non è una narrazione- ha detto replicando a Facci- sono fatti che dimostrano una strategia. Non si può raccontare una realtà come se non fosse stato mai fatto nulla. Certo che servono altre iniziative, come la necessità di prevedere misure specifiche per le attività ricettive della montagna sulla scia di quanto fatto per quelle balneari, ma non è vero che non è stato fatto niente”.

Dai banchi della Lega è stato Emiliano Occhi a chiedere di “prevedere la possibilità di usufruire del bando anche per chi vive fuori regione”. E ha aggiunto: “È fondamentale incentivare le imprese di montagna: artigiani, Pmi e imprese agricole, perché sono le attività economiche che tengono in piedi i servizi. Nei prossimi 5 anni di legislatura, inoltre, si dovrà lavorare sul tema della sburocratizzazione perché è causa, in montagna, di chiusura delle aziende”. Massimiliano Pompignoli ha ricordato a Taruffi: “Le iniziative di cui oggi avete parlato sono frutto dei solleciti arrivati dalla Lega. Non cercate di arrogarvi meriti quando non ne avete”. E ha chiesto il rinvio dell’entrata in vigore del Pug. Simone Pelloni, invece, ha portato sul tavolo della discussione la situazione degli “imprenditori non a titolo prevalente. Se non lo si è, come spesso accade in montagna, non si ha il diritto di presentare un piano di sviluppo aziendale. Così si esclude un’intera categoria con il rischio che gli imprenditori abbandonino”. E sul tema del contributo straordinario ha aggiunto: “Già aveva poca logica prima ma oggi va proprio abolito”. Il consiglier, inoltre, ha invitato a rifinanziare il bando per la rigenerazione. “Il bando montagna 2020- ha concluso- è un primo segnale ma l’importo che si va a erogare è troppo basso”. Più netto Fabio Rainieri: “Questo provvedimento non risolve nulla. I finanziamenti sono bassi e sarebbe stato meglio garantire risorse a fondo perduto. Anche il parametro utilizzato per stilare la graduatoria, cioè l’Isee, non è consono”. E per l’apertura delle scuole a settembre ha rilanciato l’idea “di un giovane sindaco della Lega che ha chiesto di riaprire i plessi che nel tempo sono stati chiusi”.

Per Matteo Daffadà del Partito democratico “il bando è un primo grande intervento che dovrà essere anche rifinanziato. La misura è un primo tassello che può spostare la tendenza dello spopolamento della montagna. Fondamentale per questo obiettivo è l’attenzione al mondo del lavoro. Si risiede in montagna se si ha la possibilità di lavorare o se si ci sono i servizi per andare a valle. Senza dimenticare quelli sanitari e ospedalieri”.

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15 Commenti

  1. Spero di sbagliarmi e di fare la famosa “pisciata fuori dal vaso” ma ho una gran paura che quei provvedimenti per frenare lo spopolamento e ripopolare la montagna siano tardivi ed avranno una scarsa efficacia. Di questo mi dispiace tantissimo e nell’ultima campagna elettorale locale ne avevo fatto il punto cruciale di tutte le mie iniziative e programmi. E’ fuor di dubbio che la nostra montagna ha bisogno di ripopolarsi frenando l’esodo dei giovani (se ancora ne sono rimasti) e richiamando giovani famiglie da territori un po’ sacrificati rispetto alla qualità della vita (inquinamento, sovrapopolazione, stress quotidiano, ecc) verso territori come quelli del nostro Appennino in cui si vive ancora a misura d’uomo. Torno a ribadire che spero di sbagliarmi clamorosamente. Mi preme sottolineare tuttavia che, da quanto ho capito, temo che lo stanziamento di fondi per l’acquisto o ristrutturazione della casa avrà poco riscontro se insieme al problema casa non ci si prende carico di tutti i vari settori della vita famigliare. Perchè io, titolare di una giovane famiglia dovrei comprare o ristrutturare casa in montagna, anche con fondi agevolati, se poi devo costantemente spostarmi per lavoro, sanità, istruzione, ecc? Sappiamo tutti che la vita in montagna, anche se evidentemente più salutare, è profondamente più scomoda. Fare impresa in montagna è molto più difficile che in pianura perchè c’è meno movimento di persone e i costi sono gli stessi (se non superiori per logistica e trasporti) che in pianura. Mi viene in mente un mio carissimo paziente ed amico (morto da vari anni, aihmè prematuramente) la cui moglie gestiva una trattoria a Cerrè Sologno. Circa 20 anni fa andai alla trattoria (faceva dei tortelli spettacolari!!) e durante la cena mi informò che avrebbe chiuso perchè con gli studi di settore (che prevedevano contribuzione proporzionale alla metratura del locale, avrebbe dovuto produrre giornalmente una quantità spropositata di coperti). E poi chiuse (e finirono anche gli spettacolari tortelli). E che dire della situazione sanitaria? Non entriamo nel merito della situazione Punto nascite, Guardia ginecologia, Reperibilità Ortopedica, Terapia Intensiva, ormai è materia trita e ritrita, sfruttata un po’ da tutti per propaganda elettorale e poi ….come si dice “Passata la festa, gabbato lo Santo”. Le giovani coppie che potrebbero aver l’idea di metter radici sui nostri monti potrebbero aver voglia anche di riprodursi (è l’attività più antica del mondo!) e qui potrebbero iniziare le prime perplessità. Anche l’uccello più sprovveduto cerca di fare il nido per sè, la sua compagna e la sua prole in un posto il più favorevole possibile (oppure il meno sfavorevole possibile). E così potrei proseguire prendendo in esame ogni sfaccettatura della vita quotidiana per cercare soluzioni utili davvero a convincere quelli che abitano in montagna a restare, e quelli che hanno voglia di fuggire dalla città a fare una fuga intelligente e non un salto nel buio (o nel vuoto). Già quando fu nominato l’Assessore alla Montagna, in un commento a Redacon avevo espresso la mia perplessità che non riguardava le competenze dell’Assessore (che non conosco) ma considerando che l’Assessore alla Montagna dovrebbe viverci (in Montagna) per poter sperimentare giorno per giorno la vita del montanaro, fronteggiando quotidianamente i problemi e le difficoltà di abitare, lavorare, studiare, curarsi in un territorio più impegnativo dal punto di vista orogeografico rispetto alla pianura.
    Comunque (torno a dire) spero di sbagliarmi esprimendo il mio scarso entusiasmo per questa iniziativa ed auguro Buona Fortuna per il futuro dei nostri territori
    Buon Lavoro
    Dott.Cavana Roberto

    Dott.Cavana

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  2. Spero di sbagliarmi ma temo di aver capito perché quello sfortunato paziente di Cerrè Sologno sia morto prematuramente.

    Cecco

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  3. Ora ho proprio la certezza che ci sono persone che pur di scrivere qualcosa non badano a quello che dicono. Caro Cecco è triste che tu faccia dell’ironia sulla morte prematura di una persona; tra le righe volevi colpire il sottoscritto mentre hai deriso il morto. Ti ricordo che io sono ortopedico, non oncologo (se non sai la differenza, c’è Wikipedia che può dare un aiuto) . Tu invece che ti celi dietro un nome senza indirizzo dovresti accertarti, prima di scrivere certe fesserie, che i tuoi collegamenti funzionino. E anche il Sig, Piccinni…quanto poco è riuscito a dire…e pensare che degli argomenti su cui ragionare ne ho presentati. Se avete ravvisato nel mio “sproloquio” qualcosa di errato, bastava usare dialettica (ammesso che sappiate cosa è), ma forse sono discorsi troppo bassi rispetto ai vostri intelletti.
    Comunque vi perdono degli affronti; se non siete riusciti a controbattere alcunchè, ci sarà pure un motivo
    Un saluto dall’Ospedale di Cuneo
    Dott.Cavana .

    Dott.Cavana

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  4. S’ì fosse Cecco com’i’ sono e fui,
    torrei le donne giovani e piacenti
    e vecchie e laide lasserei a’ saccenti.

    Cecco

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  5. Dott. Cavana, nel suo “sproloquio” abbiamo rilevato niente !

    Renè Enzo Piccinni

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  6. Io ho inteso e rilevato chiaramente il concetto su cui il dottor Cavana intendeva porre l’attenzione; sono d’accordo col suo ragionamento e non mi sembrava nemmeno così complicato da comprendere. Quello che proprio non ho capito, è il nobile fine ed il senso degli altri commenti. Signori, se non siete interessati
    a discutere sull’argomento, evitate di scrivere di altre cose, tanto, che non vi sia simpatico il dottor Cavana lo abbiamo già capito. Quello che non ho capito, è invece quale sia il metro usato dalla redazione per pubblicare o meno commenti, volti più ad offendere o a prendere in giro, che a esprimere qualcosa a riguardo all’argomento trattato, e non è la prima volta che succede.. Ho sempre pensato che sia giusto dar voce a tutti ma solo con il dovuto rispetto per tutti.

    Antonio D.Manini

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  7. “S’i’fossi foco ardere’ la maglia.”.L’unico falò visto e’quello della vanità maldestramente mascherata da preteso inesistente (rustico )buon senso… Avanti un’altro.

    Luigi Bizzarri

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  8. Cari Signori, redazione e cittadini commentatori, in questi ultimi anni ho dovuto piegarmi alla tecnologia, ma sono rimasto fedele ai miei principi per cui nei gruppi di Facebook o di whatsapp in cui sono entrato, sono anche uscito (abbandonato) quando ho capito che non erano in sintonia col mio spirito. Speravo che Redacon, con la possibilità di commenti, potesse essere un mezzo di dialogare, confrontarsi (civilmente) argomentando con quel po’ di intelligenza che ci è stata donata. Purtroppo mi sono convinto che non è così. Troppe volte ho ricevuto commenti inutili, senza argomentazioni che mi facessero riflettere (anche a cambiare la mia opinione, perchè no?); neanche da “sardine”, oserei dire da “plancton”, per cui ho decido che non perderò più tempo a scrivere e commentare, perchè il mio tempo vale molto di più delle critiche ed offese sterili ricevute.
    Cordiali saluti
    Dott.Cavana….sempre da Cuneo
    P.S. Mi chiedo come faranno adesso i vari Simon, Cecco, e le varie sigle automobilistiche a commentare su Redacon, che Cavana ha abbandonato!!

    Dott.Cavana

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    • Prima, o dottor, di lassar armi e bagagli, e da Redacon fuggir,
      almen la maglia di arder abbia l’ardir.
      Foco e fiamme, di falò con diavoli e Davòli
      la plebe vol veder, e di risate e gloiardia rinfrancar li cori.

      Andrea

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  9. Peccato Roberto. Davvero un peccato. Anche Tu però cerca di capire. Il buon Cecco è preoccupato. Mamma Lisa de’Salinbeni è incinta e anche quelle degli altri menestrelli…. Di lor non ti curar ma guarda e passa

    Prof Sassaroli

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  10. Credo che il problema dei giovani del nostro Appennino non lo si affronti con sterili tecniche che cercano di colpire l’avversario e non le sue idee.Ritengo che lo spopolamento della montagna lo si arresti solo creando opportunità’ di lavoro e non incentivando l’acquisto o la ristrutturazione delle prime case.Finirebbero per diventare,come già’ avviene per quelle che ora sempre più’ spesso vengono abbandonate dai nostri giovani in cerca di miglior sorte, le seconde case per il fine settimana e per le ferie dei soliti noti.Timeo Danaos et dona ferentes. P.S. Ti prego dr.Cavana , continua a scrivere:mancano le Idee e i principi che le sostengono.Giorgio

    Giorgio

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  11. Spero di sbagliarmi, ma credo che al Dottor Cavana manchino gli “spettacolari” tortelli di Cerrè Sologno. Dottore resti con noi !

    Giorgio Secondo

    Rispondi
  12. Credevo fosse chiaro a chi mi riferivo circa la mancanza di idee.Con questo commento Lei mi vuole significare che il mio e’ stato un eccesso di ottimismo parlare di carenza solo di idee.

    Giorgio

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