Comitato Salviamo le Cicogne sulla riapertura dei punti nascita in Emilia-Romagna

Riceviamo e pubblichiamo

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Leggiamo sulla stampa locale affermazioni attribuite al Presidente Bonaccini. Un titolo non lascia dubbi: "Siamo già pronti a riaprire i punti nascita". Poi se si legge l'articolo si trova solo una affermazione coniugata al futuro: "Noi i punti nascita li riapriremo". Ora, dopo l'annuncite di Renzi e la cassa integrazione che non arriva sorge un dubbio: questo presidente di regione che vuole riaprire avrà il fisico per riuscirci? No perché il suo predecessore lo ebbe per chiuderli, in barba alle proteste e al buon senso fece tabula rasa di ogni punto nascita posto sulle montagne emiliano romagnole obbligando al calvario e alla precarietà le donne di quel territorio. Allora c'era il governo compiacente del ministro Lorenzin che diede parere negativo per i punti nascita di montagna a cui spettava di diritto la deroga.  Scipparono medici e dotazioni per portarle nei punti nascita senza numeri di pianura, senza diritto di deroga ma appartenenti a grandi bacini elettorali a favore della tradizione di potere. Non a caso quel Bonaccini che era presidente della regione Emilia Romagna prima, venne sconfitto in tutta la montagna regionale alle elezioni di questo inizio anno. Ora, il Bonaccini che ha vinto grazie alla pianura succede al suo predecessore e diventa paladino delle riaperture.

Bene, noi facciamo il tifo per lui. Ma sappia che si gioca la faccia in una partita difficile perché le cose sono molto diverse rispetto alla facilità con cui parla con questo nuovo governo compiacente del ministro Speranza. Il nemico da vincere questa volta non siamo noi, non è la popolazione, ma le Ausl, le corporazioni mediche ed infermieristiche che hanno fatto scudo alle politiche di prima, tutti coloro che vogliono spendere 50 milioni di euro per fare l'ennesima megalomania col MIRE, e quelli che trovano scomodo arrivare fino a Castelnovo. E oltre a questa fronda il nuovo presidente Bonaccini deve fare i conti con le strutture e le risorse umane smantellate da anni di scientifica opera di smontaggio, e soprattutto deve combattere contro il nemico invincibile che si chiama burocrazia, quella che fa dire ai CUP che sono allarmati per le pressioni della gente che vuole prenotare prestazioni mediche ma loro non possono farci niente perché mancano le agende. Le ha rubate lei Presidente queste agognate agende? 

Beh, auguri Presidente Bonaccini, ha una impresa immane da affrontare, deve ribaltare ciò che il suo predecessore ha fatto e soprattutto deve tagliare quel nodo gordiano che si è formato con 75 anni di potere continuo, senza un sol giorno di alternanza, il potere più longevo al mondo, primordiale anche alla Repubblica Popolare Cinese.

(Nadia Vassallo, portavoce Comitato Salviamo le Cicogne)

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