Enduro a Carpineti: “abbiamo fatto conoscere l’Appennino”

Alle ore 20 di domenica 5 luglio 2020 l’area artigianale di Carpineti è tornata pressoché in toto alla sua corretta destinazione d’uso. Solo due bilici col marchio CIE (Campionato Italiano Enduro) non si sono ancora messi in viaggio. Della popolosa comunità che ha vissuto su quella zona  non resta che qualche sacco di pattume posizionato in modo ordinato nei punti di raccolta. Il caldo sole di luglio sta tramontando portando con sé quello che ormai è già solo il ricordo del rombo dei motori che hanno percorso in lungo e in largo i territori un tempo dominati dalla Gran Contessa Matilde di Canossa. Ciò che resterà per sempre scritto nelle cronache sono i risultati delle varie prove (si veda il sito ufficiale), i premi e i riconoscimenti consegnati così come i pacchi gara “ricchi d’Appennino”  che ciascun partecipante al rientro condividerà con i propri famigliari.

Emanuela   Zannoni, che ha seguito su mandato degli organizzatori la promo-valorizzazione del territorio relativa all'evento, riferisce ai microfoni di Redacon che quella che ha vissuto è stata un’esperienza appagante. Ha avuto la possibilità di far arrivare in tutte le parti d’Italia e anche all’estero la conoscenza delle tipicità agro-alimentari che sono il fiore all’occhiello dell’Appennino. Con visibile soddisfazione dichiara di aver avuto sostegno da tante aziende del settore, sia di Carpineti ma anche del resto della montagna. “Il fatto che non si trovassero camere libere da Scandiano a Castelnovo né Monti, a mio avviso, - sostiene la Zannoni – indica che il lavoro svolto dall’organizzazione ha raggiunto il bersaglio”.  Emanuela prosegue: “Un evento di una portata simile può essere cosa consueta nelle aree fieristiche, dove si svolgono manifestazioni di caratura nazionale con frequenza. Per i nostri territori, muovere così tante persone, pur nel rispetto delle norme vigenti, ha un che di eccezionalità. Io, come persona, come individuo di una comunità, ma anche come esperta del settore facendomi portavoce delle tante realtà che punteggiano il territorio, sono soddisfatta. Abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere e apprezzare da otto/novecento persone che vivono lontano. Sicuramente saranno loro a divulgare la conoscenza delle nostre prelibatezze nelle zone dove vivono. Saranno questi atleti e i loro staff a far conoscere l’identità d’Appennino a chi l’Appennino ancora non lo conosce. Saranno tutti coloro che, anche solo vedendo le foto della gara e del corollario alla stessa, si interrogheranno su cosa fa delle nostre zone un tesoro da apprezzare”.

Si prosegue il giro di interviste restando per qualche minuto con Mario Rinaldi, il pluri campione del Mondo che ha curato gli aspetti tecnici della gara che dice quanto segue: “Non avevo dubbi sulla macchina organizzativa avendo già lavorato con lo staff Moto Club Crostolo altre volte. Tuttavia devo riconoscere che sono rimasto stupito della professionalità messa in campo. Il risultato che hanno conseguito è dovuto, oltre alla loro capacità, alla passione che mettono in ciò che fanno. Il Presidente Cocconcelli sempre presente, sempre in prima linea, è sinonimo di serietà e competenza. I panorami e gli scorci che ho apprezzato solcando questi sentieri mi hanno entusiasmato. Nell’Appennino Emiliano ho trovato le migliori caratteristiche possibili perché un territorio sia deputato quale sede di gare di Enduro.”  Nonostante la pioggia battente caduta il venerdì notte, Mario Rinaldi è soddisfatto di come è stato modificato il percorso mantenendo un livello della gara di tutto riguardo. L’elevato spessore delle prove non ha subito significative variazioni infatti e ciò è stato dimostrato dai tantissimi apprezzamenti che lui stesso ha ricevuto dai partecipanti.

“Lo staff organizzativo è soddisfatto della gara di Carpineti. Mi riferisco soprattutto al fatto che fortunatamente il tutto si è svolto senza incidenti di sorta. Gli atleti hanno rispettato le disposizioni e le ordinanze emesse. Disciplina e rigore hanno accompagnato lo svolgersi della manifestazione”. Queste sono le parole con le quali Claudio Cocconcelli, presidente del Moto Club Crostolo, si esprime in relazione all’importante gara tenutasi lo scorso week end. “Carpineti è stata una prova per tutto il circuito delle gare. E’ stato il primo evento organizzato quindi è di per se divenuto l’aula didattica per tutte le gare che seguiranno. Posso dire, senza falsa modestia, che chi è chiamato dopo di noi a mettere in piedi le prove poste  a calendario guarderà alla nostra gara come se fosse un manuale di istruzioni”. Cocconcelli va avanti esprimendo riconoscenza nei confronti dei volontari di Croce Rossa e Protezione Civile che hanno garantito la sicurezza dell’esibizione. Sottolinea come anche la cittadinanza sia stata disciplinata e  come l’assenza di pubblico sia stata importante per consentire lo svolgersi in sicurezza delle prove. Ancora ma non da ultimo, ringrazia l’amministrazione comunale di Carpineti che ha accolto la proposta di organizzare sul proprio territorio una manifestazione di ampia portata in un periodo non certo facile e che in modo deciso e determinato ha portato a termine tutto ciò che era necessario fare perché l’evento si realizzasse nel rispetto delle disposizioni Covid.

“Si è conclusa nei migliori dei modi il Campionato italiano di Enduro che si è tenuto a Carpineti il 4 e 5 luglio” afferma il sindaco del paese Tiziano Borghi. “Preparata nei minimi particolari dal Moto club Crostolo di Reggio Emilia, la competizione si è tenuta in praticamente assenza di pubblico ma con una folta presenza del personale dell’organizzazione e dell’entourage dei team e dei piloti. La nostra attenzione, continua il sindaco, è stata posta sulle misure di sicurezza che sono state rafforzate da una delibera e da una ordinanza apposite. Ho controllato personalmente il comportamento delle persone presenti su diversi punti del circuito e devo riconoscere che la stragrande maggioranza della gente è stata ligia alle norme. Questo grazie anche alla presenza delle forze dell’ordine, che ringrazio di cuore, in particolare i Carabinieri della stazione di Carpineti che, con il loro comandante maresciallo Giuseppe Stiscia, li ho visti costantemente impegnati in pattugliamenti. Un ringraziamento ai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa di Carpineti che hanno assistito – ognuno per le proprie competenze - lo svolgimento della competizione. Un ringraziamento agli impiegati del comune per la ricognizione e il controllo pedissequo di tutti gli atti necessari per una gara in sicurezza. Un complimento poi va agli organizzatori della manifestazione per la serietà con la quale hanno affrontato tutte le fasi organizzative e operative. Se nel post gara, come tutti si auspicano, non capiteranno situazioni di criticità, posso dire che questa prova è propedeutica ad altri eventi anche più importanti per i quali il mio paese ha l’ambizione già da ora di candidarsi”

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3 Commenti

  1. Buongiorno, questa frase mi preoccupa non poco “Nell’Appennino Emiliano ho trovato le migliori caratteristiche possibili perché un territorio sia deputato quale sede di gare di Enduro.” Se questo è il futuro dell’Appennino Emiliano siamo messi bene.

    M.S.

    M.AS.

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  2. mentre si cerca di educare e promuovere iniziative ecologiche rispettose dell’ambiente e non inquinanti CARPINETI riparte controtendenza preferendo il frastuono dei motori fossili a quelli eletrici,il fumo delle marmitte e il vandalismo inferto ai nostri boschi e sentieri dalle ruote dentate..(ma non ci si fregiava di bandiera verde agricola?) il tutto per giustificare un pò di movimento in paese ma a che prezzo? come se TARANTO si vantasse della sua fonderia.ma dopo il covid non dovevamo essere tutti migliori?????

    gufo triste

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  3. Cari MS e Gufo triste (e dalle tue parole concordo sul triste…) passato il prossimo acquazzone, girate per i boschi vandalizzati e postate le foto. Io vi posterò quelle dei boschi valorizzati dagli escursionisti della domenica. Sempre e solo polemiche non portano a nulla e ricordate che il “movimento” porta lavoro, valorizzazione del territorio, strade, ospedali, volontari che puliscono il bosco per fare passare le moto una volta l’anno e chiunque in tutti gli altri. PS. postate anche le foto dei sentieri che pulirete voi e io vi posterò i miei, magari con questa sfida a chi lo ha più …. otterremo un risultato tangibile.

    mc

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