“E se ripartissimo dal digitale?” La proposta di Lapam per i giovani in Appennino

E' una riflessione articolata che mette al centro il tema della permanenza dell'uomo e dei giovani in montagna. A farla, dati alla mano, è l'associazione di categoria dei piccoli artigiani, Lapam Confartigianato, che spiega: "Le piccole imprese rappresentano la spina dorsale del Paese, ma nel nostro Appennino ancora di più. A fronte di questo mancano ancora infrastrutture non solo fisiche ma anche digitali all’altezza e lo spopolamento del territorio fa sì che i giovani siano percentualmente meno rispetto al resto della provincia, mentre per gli anziani vale il discorso opposto".

La soluzione? Per Lapam Confartigianato: "Se si vuole rilanciare l’Appennino occorre partire da questi dati". Alla base c'è un’approfondita indagine sull’economia del territorio montano che a Reggio conta 10 comuni, pari al 23,8% dei comuni della provincia e all’8% dei comuni montani dell’intera regione.

Nei comuni montani reggiani le micro-piccole imprese (Mpi) sono 3.560 e rappresentano il 99,5% dell’intero tessuto imprenditoriale. Nel dettaglio il 95,7% sono micro imprese con meno di 10 addetti e il 3,9% sono piccole imprese con 10-49 addetti. Rispetto ai comuni non montani si osserva un maggior peso delle micro imprese (tre punti in più di quelli non montani) che trova spiegazione anche nella conformità del territorio. Nel territorio montano di Reggio lavora in micro-piccole imprese l’84,9% degli addetti, quota superiore di 18,4 punti alla quota nei territori non montani.

"Tra i driver della ripartenza – sottolinea Lapam - figura il digitale, a maggior ragione nella fase della difficile ripartenza dalla pandemia. Per permettere a imprese di tutte le dimensioni di essere competitive e superare la difficile crisi Covid-19 lo sviluppo delle infrastrutture digitali oggi più che mai ha una rilevanza fondamentale".

Un dato che consente di cogliere il fenomeno è quello relativo alla quota, in regione, di famiglie dei comuni montani con connessione ultra larga a velocità di almeno 30 Mbps (il 57,8%), inferiore di 13,8 punti rispetto ai comuni non montani, mentre al contrario la quota di famiglie con connessione di almeno 100 Mbps si attesta al 43,6% nei territori montani e al 34,2% in quelli non montani.

In provincia le famiglie connesse in banda ultra larga a velocità di almeno 30 Mbps sono pari al 20% e per velocità superiore ai 100 Mbps sono il 7,6%.

"Il digital divide – scrive Lapam –, è molto pesante soprattutto per l’Appennino reggiano: il gap tra comuni montani e non è pesantissimo (20% contro 66,4%, oltre 45 punti in meno), francamente l’attesa di un’infrastruttura così importante sta diventando troppa".

Sui dati 2019 nel territorio montano reggiano pesano per il 29,7% gli under 35 (-5,4 punti rispetto all’area non montana). Situazione opposta sulle quote di popolazione con 65 anni o più con il 27,4% rispetto al 21,1%.

"Se è vero – conclude Lapam Confartigianato - che per la ripartenza la scommessa principale verte sul digitale, è anche vero che per vincerla sono necessarie competenze che permettano di sfruttare al meglio e risulta più facile che queste competenze siano in possesso della popolazione più giovane".

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