Il 31 luglio prende il via il NonFestival “L’uomo che cammina”: da Castelnovo a Ventasso e Vetto

Si avvicina l’inizio dell’evento culturale e “spirituale” L’uomo che Cammina, il “Nonfestival di Sacro e Natura” che propone itinerari ed esplorazioni sui territori di Castelnovo Monti, Ventasso e Vetto, ma anche tra le persone e il loro rapporto con il creato. La manifestazione è proposta dai tre Comuni con la collaborazione del Teatro Bismantova e il patrocinio del Parco Nazionale dell’Appennino e dell’Area Mab Unesco e prevede interventi di letterati, musicisti, uomini di fede in alcuni dei luoghi più belli del territorio montano.

La prima giornata sarà venerdì 31 luglio, dalle ore 18 ai piedi dell’abside della Badia romanica di Marola, con “Il cielo nascosto: metafore del volto”. Emanuele Ferrari proporrà testi di Cortàzar, Celan e Rilke, alternandosi alle esecuzioni di Franco Mezzena al violino e Claudio Piastra alla chitarra, con brani di Paganini e Piazzolla. Franco Mezzena ha studiato con Salvatore Accardo. La sua attività come solista e in varie formazioni da camera, lo vede presente nei più importanti teatri e ospite nei principali festivals di tutta Europa, Giappone, Stati Uniti, Centro e Sud America. Di recente ha ottenuto uno strepitoso successo alla Carnegie Hall di New York. Nato a Parma, Claudio Piastra invece ha studiato con i maestri Renzo Cabassi ed Enrico Tagliavini presso il Conservatorio cittadino "A. Boito”. Come solista ha collaborato e collabora con orchestre, direttori e solisti prestigiosi tra cui la Grande Orchestra di Stato di San Pietroburgo, la Filarmonica di Bruch, I Solisti del Maggio Musicale Fiorentino ed è docente all’ISSM Peri-Merulo. In caso di maltempo il concerto si terrà in chiesa.

Sabato 1 agosto appuntamento mattutino, una costante delle diverse edizioni del NonFestival: ci si troverà alle ore 8.30 sul sagrato della Chiesa della Pieve di Campigliola a Castelnovo Monti, dove partirà la camminata “Il tuo volto io cerco...”, scandita dalle riflessioni di Don Giordano Goccini, parroco di Novellara, per diversi anni già in servizio a Castelnovo, e di Don Giovanni Ruozi, parroco di Castelnovo ne' Monti. Nel pomeriggio, all’ora dei Vespri (le 18) nelle Scuderie di Palazzo Ducale, sempre a Castelnovo, inaugura la mostra “Reverse – Una trilogia al contrario”, con le opere di Fabrizio Ugoletti “Fabretti”. Fabretti Nasce a Collagna nel 1959. Vive e lavora ad Acquabona di Ventasso. Fin da ragazzo si è espresso nella pittura, attratto dai diversi linguaggi espressivi. Il suo percorso l’hai poi avvicinato anche al mondo della musica, ma l’affinità con la materia, l’ha condotto a prediligere la scultura dal 1999 in poi. Lavora su pietra, marmo e legno, con opere di vario formato; ha realizzato sculture e installazioni permanenti, partecipando a simposi e concorsi.

In serata, sempre il primo giorno di agosto, alle ore 21.15 nuovo appuntamento sul Sagrato della Pieve di Campigliola con “La parola Dio”: la scrittrice e giornalista Gabriella Caramore dialogherà con Emanuele Ferrari, accompagnati dal violino di Marco Dallara che eseguirà brani di Bach e Massenet (in caso di maltempo l’iniziativa si terrà in chiesa). Gabriella Caramore nasce a Venezia, studia a Padova, vive da molti anni a Roma. Mossa inizialmente da interessi letterari e filosofici, si è orientata sempre più verso una attenzione al problema religioso, inteso come luogo di confine della conoscenza e dell’esperienza umana. Nel 1982 ha iniziato a collaborare a Radio 3 curando numerosi programmi, scrivendo radio documentari, conducendo diverse trasmissioni. Dal 1993 ha curato e condotto il programma di cultura religiosa “Uomini e Profeti”: uno sguardo laico, plurale, interdisciplinare sul mondo contemporaneo delle fedi. Marco Dallara è nato a Milano nel 1971, si è diplomato in violino al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, dove ha proseguito gli studi in Composizione e Direzione d’Orchestra. Ha collaborato con le più importanti istituzioni liriche e sinfoniche italiane: Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, Accademia Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, I Pomeriggi Musicali, Orchestra Arturo Toscanini, Orchestra del Teatro Regio di Parma ed è docente all’IDML di RE.

Domenica 2 agosto il NonFestival prosegue alle ore 18 sul Sagrato della Chiesa parrocchiale di Frassinedolo (frazione vicina a Busana, nel comune di Ventasso). “Radura – Dialogo con gli alberi” sarà un’affascinante performance di danza aerea di e con Rosita Lioy, Diletta Pignedoli e Chloé Thomas, accompagnate con musiche e suoni dal vivo di Lorenzo Valdesalici. L’appuntamento prevede la partecipazione anche di Mara Redeghieri, cantante e artista conosciuta a livello nazionale sia come ex voce degli Ustmamo che per l’attività solistica. Le scenografie saranno a cura di Carlo Losi, la voce narrante di Dante Battaglia, i costumi di Grazia Ascari per una produzione Neon Aps (in caso di maltempo l’iniziativa verrà rimandata a data da destinarsi). Neon Aps nasce a Reggio Emilia per promuovere, sostenere e far circolare progetti culturali e produzioni artistiche. Accende sinergie creative e artistiche e nuove occasioni di fruizione dell’arte contemporanea in città e in periferia, coinvolge le persone come attori delle performance e degli atti artistici relazionali e reti di giovani artisti, muove le coscienze, partendo dalla propria, per coltivare consapevolezza riguardo all’ambiente, al corpo, alle relazioni.

Ultimo appuntamento per l’Uomo che Cammina la stessa sera alle ore 21.15 sul Sagrato della Chiesa Parrocchiale di Rosano, in comune di Vetto, con “I volti della poesia”, interventi di Valerio Magrelli accompagnato da Mirco Ghirardini al clarinetto, che proporrà musiche del ‘900 europeo (in caso di maltempo l’iniziativa si terrà in chiesa).  Valerio Magrelli è un poeta, scrittore, traduttore, critico letterario e accademico italiano. Ha ricevuto molti riconoscimenti, in particolare, nel 2002 l'Accademia Nazionale dei Lincei gli ha conferito il Premio Antonio Feltrinelli per la poesia. Le sue opere sono state tradotte, fra le altre, in lingua inglese, francese, spagnola, serba e croata. Mirco Ghirardini si è diplomato in clarinetto con il massimo dei voti sotto la guida di Gaspare Tirincanti presso l’lstituto Musicale Pareggiato "A. Peri" di Reggio Emilia. Ha collaborato e collabora con le seguenti orchestre: Accademia Strumentale Italiana, Archi italiani, Orchestra Sinfonica della Fondazione "A.Toscanini ", I Virtuosi Italiani, Orchestra del Teatro Regio di Parma, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Molto attivo nel campo della musica contemporanea, è membro fondatore dell'Icarus Ensemble.

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Un Commento

  1. Ieri sera a Rosano, verso le 21,15 con una magica luna piena rossa che sorgeva ad oriente, si è potuto trovare posto, a sedie distanziate come da attuale norma, di fronte alla chiesa, per l’ultimo appuntamento del 3° non festival intitolato “l’uomo che cammina”. Titolo dell’incontro, e riporto quanto nella brochure: I volti della poesia Valerio Magrelli Mirco Gherardini clarinetto esegue musiche del ‘900 europeo”.
    Come al solito vi erano gli amministratori locali che hanno preso il microfono per i loro, ahimè lunghissimi consueti discorsi. Nel programma ufficiale dato in circolazione, essi non erano annunciati, e chi erano? L’ex senatore, ex insegnante in pensione e ora presidente del parco nazionale Fausto Giovanelli ed Emanuele Ferrari, assessore e vice sindaco del comune di Castelnovo ne’ Monti.
    Per fortuna che la Musica di Mirko Gherardini ci ha allietati in un percorso internazionale diciamo atlantista con compositori europei e statunitensi, il più celebre dei quali John Cage e un altro suo connazionale vivente cinquantenne. Sono rarissime le occasioni di ascoltare brani di autori viventi, e di questo ne sarò per sempre grato all’intelligenza del nostro clarinettista che ci aggiorna sulla ricerca musicale di oggi.
    Mirko come al solito si è dimostrato cauto, leggero, ha comunicato col pubblico nominando i compositori e il titolo delle composizioni ma ci ha donato anche sorrisi, gesti garbati e tanti grazie alla fine degli applausi. Un vero artista essenziale ed elegantissimo.
    Valerio Magrelli invece ha giocato di più con la parola, che è il suo strumento di lavoro e così il suo interlocutore l’assessore. Avevano tanto in comune: gli stessi titoli, la laurea e il loro mestiere, l’insegnamento. Tutti e due referenziatissimi. Magrelli ci ha voluto anche far divertire, sempre con il suo strumento, la parola, e personalmente devo ammettere che ci è anche riuscito, in particolare nell’aneddoto della telefonata che ricevette a Tirinto da un amico di Toronto. Il fatto per lui era strabiliante al punto che, ha dichiarato, vorrà farselo incidere sulla sua lapide tombale.
    I due parlanti hanno avuto un dialogo serratissimo, da addetti ai lavori, insomma il tipico salottino intellettuale dove hanno comunicato cosa piaceva loro leggere e i loro ragionamenti e quelli di qualche altro professorone.
    Sentendo altri presenti a Rosano è emerso un aspetto fortemente non gradito e devo confessare che può infastidire se non alla lunga anche far arrabbiare, per i due dialoganti, il pubblico non esisteva.
    Era come guardare la televisione. Non c’era alcun dialogo tra noi pubblico e loro.
    Ignorare chi ti ascolta, escluderlo non è un bel segno.
    Gli applausi sono stati l’unico messaggio consentito ai cittadini e sono andati quasi tutti giustamente al garbo e bravura di Mirko. Io personalmente dissento dalle manifestazioni dove non si invita il pubblico ad intervenire perchè così impostate risultano troppo autoreferenziali. Eppure sono pagate con le tasse di tutti per cui tutti, secondo il mio modesto concetto di democrazia, devono avere l’opportunità di partecipare al dialogo con gli scrittori.
    Se mi è permessa una critica costruttiva bastava che dopo l’esposizione di tutte le loro idee, gli scrittori chiedessero se qualcuno avesse da porre qualche quesito o fare un intervento, invece no; hanno parlato solo esclusivamente loro. Questi signori non mi pare che abbiano dato un grande esempio di democrazia partecipativa.
    Una certa cultura dell’area politica che si diceva progressista criticava ogni tanto i modelli autoreferenziali della cultura oligarchica di una certa televisione ma poi in alcune manifestazione cadono anche loro nel riproporre lo stesso modello.

    Fausto F.

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