La società La Contessa lascia la gestione degli impianti di Febbio 2000. AGGIORNAMENTO: il sindaco Sassi rassicura sul futuro della stazione

Rifugio Febbio 2000: quasi lunare. Foto Mauro Malvolti

Intorno a mezzogiorno di oggi 29 agosto il gestore della stazione e degli impianti di Febbio 2000 ha postato sul proprio sito infofebbio.com la nota di seguito:

"Siamo sempre stati in silenzio, andando avanti, convinti che sia meglio dimostrare, piuttosto che parlare, parlare, parlare...
Si è raggiunto però il limite, oltre il quale non si può più proseguire, allora bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro e salutare.

Punti di vista diversi su cosa voglia dire "fare turismo", tanti i progetti ostacolati o peggio neanche presi in considerazione, solo per il puro piacere di ostentare autorità.

Il capitolo - gestione La Contessa - si chiude.
Vi abbracciamo con tanto affetto, grazie ad ognuno di voi per questo tempo passato insieme, anni di soddisfazioni, tra obiettivi raggiunti e altri tristemente mancati.
È stata una scelta difficile, costretta dal susseguirsi di situazioni poco piacevoli; siamo sempre andati dritti per la nostra strada e forse questa perseveranza può aver infastidito, abbiamo azzardato, abbiamo vinto, ci abbiamo creduto così tanto da non aver avuto paura di sbatterci la testa.
Ci siamo divertiti, abbiamo fatto del nostro lavoro la nostra passione, ora si volta pagina, qui a Febbio lasciamo sicuramente un pezzo di cuore.

Sei anni fa ci è stata affidata la gestione di una stazione che dalle autorizzazioni di allora poteva arrivare al massimo a quota 1500, ma con determinazione e lungimiranza oggi ce ne andiamo lasciando entrambi gli impianti autorizzati al pubblico esercizio per altri quattro anni.
Da non dimenticare il Rifugio Del Crinale totalmente ristrutturato e approvigionato di acqua ed energia elettrica.
Infine, lasciamo in dote le idee preziose che avete dimostrato di apprezzare.

Non possiamo non salutare quella piccola parte di Febbio che non vedeva l'ora di farci fare le valigie, ci auguriamo che il comprensorio possa trovare una gestione all'altezza dell'incarico, competente in materia e con la stessa nostra voglia di fare.

Un grazie speciale a chi in questi anni ci ha sempre sostenuto, siete stati la nostra forza e speriamo di rivedervi su "altri Monti".

In tre ore sono stati circa 200 i commenti che esprimono dispiacere per questa decisione che comporterà per la proprietà degli impianti la ricerca d9i un nuovo gestore di seggiovie e locali connessi.

La gestione della società La Contessa si è caratterizzata in questi anni per la apertura serale estiva della seggiovia, che sale ai 2000 metri, dove è stato recuperato il vecchio Rifugio Europa che era in condizioni di abbandono. Purtroppo il meteo invernale non è stato favorevole essendoci state diverse stagioni in cui il pezzo pregiato della stazione, cioè la pista che scende dai 2000 metri, non si è potuta utilizzare per carenza di neve o per altre ragioni.

Purtroppo la storia di questa stazione è stata tormentata fin dalla sua nascita, con gestioni pubbliche che chiudevano regolarmente in rosso i bilanci annuali e con un indotto che sostanzialmente non è mai decollato davvero.

Grazie comunque a chi in questi anni si è impegnato per una ripresa che in qualche stagione è sembrata possibile.

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AGGIORNAMENTO DEL 30/8:  il Sindaco di Villa e Assessore dell’Unione Elio Ivo Sassi interviene sulla situazione di Febbio

 

Il Sindaco di Villa Minozzo, Elio Ivo Sassi, interviene anche a nome dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, di cui è Assessore, sull’annuncio diramato sabato dalla società La Contessa, che da sei anni gestisce gli impianti di risalita e tre rifugi a Febbio (quello alla partenza della seggiovia, quello a quota 1500 e l’ultimo a quota 2000), sul proprio disimpegno dalla stazione turistica.

Afferma Sassi: “Innanzi tutto ringrazio la società La Contessa e il titolare Lorenzo Santi per il lavoro portato avanti in questi sei anni: la società aveva preso in mano gli impianti di Febbio dopo tre anni di fermo a seguito di un precedente fallimento, e l’ha rilanciata attraverso alcuni passaggi di grande importanza, come la riattivazione della seggiovia 2000, e l’installazione dell’illuminazione notturna che ha permesso il funzionamento serale estivo della stessa, in grado di richiamare in questi ultimi anni migliaia di persone.

Spiace sicuramente la modalità adottata dalla società per annunciare questa sua scelta: anche l’Amministrazione comunale ne è venuta a conoscenza attraverso il post Facebook pubblicato sulla pagina Infofebbio, così come non fanno certo piacere i toni utilizzati, che possono lasciar presupporre contrasti tra la società e gli Enti locali. Innanzitutto voglio allontanare questa lettura: sia il Comune che l’Unione dell’Appennino hanno mantenuto contatti costanti con la società, e si sono impegnati in ogni modo per sostenere e promuovere la stazione sciistica attraverso molteplici canali e portando a visitarla rappresentanti della Provincia e della Regione. Se tra i rappresentanti della società La Contessa e i responsabili dedegli Usi Civici di Febbio, principali proprietari insieme al Comune della stazione sciistica, ci sono stati dei motivi di attrito, credo che non fosse di certo impossibile cercare una ricomposizione se si fosse scelta la via del dialogo anziché un improvvisa rottura, al termine peraltro di una stagione turistica di grandissimo successo, con le seggiovie di Febbio che hanno visto punte di migliaia di visitatori al giorno nei fine settimana”.

Conclude Sassi: “Un altro aspetto che tengo a sottolineare con grande chiarezza è che la situazione che si viene a creare non significa in alcun modo una chiusura della stazione: non ci troviamo di fronte a un fallimento come quello che si era verificato nel 2011. Oggi Febbio è una stazione perfettamente funzionante e che, come ho detto, esercita un forte richiamo sia per la stagione estiva che per quella invernale. Abbiamo ottenuto una proroga di 4 anni per l’attività degli attuali impianti di risalita, e abbiamo richiesto alla Regione un finanziamento da 2 milioni di euro per la riqualificazione della seggiovia “2000” per il quale stiamo attendendo la conferma. Rimarco anche che in questi anni gli investimenti realizzati per il funzionamento e l’ammodernamento della stazione sono stati finanziati dalla stessa Regione attraverso la Legge 17 per gli impianti sciistici. Nei prossimi giorni ho convocato un incontro con gli Usi Civici e la società La Contessa per valutare anche le possibilità di un ripensamento da parte di quest’ultima, ma ad ogni modo ci sono già altri operatori che hanno manifestato interesse per rilevare la gestione. Non vediamo quindi motivi di preoccupazione per il prossimo futuro: Febbio resta un elemento centrale per il turismo di Villa Minozzo e dell’Appennino, ne sono consapevoli tanto il Comune che l’Unione, ma anche la Provincia, che in questi anni si è impegnata attraverso interventi sulla viabilità per sostenere la località, che la Regione che è pronta a finanziare nuovi interventi sugli impianti di risalita”.

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13 Commenti

  1. Non conosco i motivi per cui dovete abbandonare la gestione, ma mi dispiace molto.

    Grazie per avermi fatto provare la bellissima sensazione del tramonto a 2000m sulla vetta della nostra splendida montagna. Non avrei mai potuto farlo senza di voi

    Spero ci sia spazio per ripensarci

    Stefano

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  2. Peccato per Febbio per Villa Minozzoe la montagna in generale ma la gestione, a parte aver indovinato la seggiovia notturna, ha sempre gestito solo ed esclusivamente a fare profitto. Locali dove si mangia male e molto costosi.
    Nulla a che vedere con incentivi al turismo.
    Staff impreparato e capo scortese.
    Speriamo venga riaperta da qualche persona per bene.
    Il resto, panorama ecc sono indiscutibilmente straordinar e da non perdere

    Marco

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  3. come sempre bisogna ringraziare i nostri politici che hanno sempre ben in mente i loro interessi e non quelli della NOSTRA STUPENDA MONTAGNA.
    e di conseguenza i nostri lavori e turisti.
    Tantissime parole spese, ma soni i fatti quelli che contano.
    Ed in questo caso è la chiusura degli impianti, posti di lavoro che vengono a mancare.Come le presenze turistiche, sia estive che invernali.
    Grazie alla gestione La Contessa, non conosco i dettagli, e neanche voglio entrare nel merito.Tanto il succo è abbastanza chiaro

    andrea

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  4. Ora la proprietà Asbuc (Usi Civici di Febbio), assieme all’Amministrazione Comunale e all’Unione dei Comuni, se non ci sono più le condizioni di andare avanti, come sembra, con l’attuale società gerente, contatti imprenditori locali, svegli, ingegnosi e volenterosi di tutta la nostra montagna, che, a mio avviso, ci sono, senza dover andare fuori provincia, o addirittura fuori regione.

    Gianpaolo Gebennini

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  5. Concordo in pieno con Marco, la partenza è stata ottima, vedi attrazioni per i bimbi , gonfiabili, animali, discesa per biciclette. Poi con gli anni i servizi sono notevolmente peggiorati, la stagione invernale non è più stata valorizzata e anche l’estiva è peggiorata notevolmente. Penso che la gestione con pochi investimenti in più avrebbe veramente potuto rilanciare l’area. Ia seggiovia da sola non basta, serve anche il contorno. Non parlo di un contorno esagerato, ma bastavano le basi.

    Carolina

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  6. Sono d’accordissimo per una gestione locale ma, con la voglia di fare, non di specularci. Fin’ora, purtroppo, non è mai accaduto. Buon lavoro all’amministrazione e il Sindaco per trovare qualcuno degno di quel Paradiso!

    Li

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  7. In merito alla situazione creatasi nella giornata di ieri a seguito dell’annuncio della società di gestione degli impianti di risalita di Febbio, La Contessa Srl, e all’interpretazione errata da parte del popolo del web circa il coinvolgimento della “gente di Febbio” volevamo anche noi, in quanto Proloco, esprimere qualche semplice considerazione.

    Ci teniamo innanzitutto a sottolineare che gli impianti di risalita non chiudono, ne tanto meno falliscono, così come già specificato anche dal Sindaco di Villa Minozzo. Febbio, uno dei maggiori comprensori turistici dell’Appennino Emiliano continuerà ad accogliere turisti con un’eventuale nuova gestione. Le attività non mancano: enogastronomia, con i rifugi e i ristoranti, ciclo-escursionismo con il nuovissimo progetto “Ride the Giant”, escursioni a cavallo e a piedi vantando una rete sentieristica invidiabile.

    Precisiamo solamente che mai nessuno della comunità di Febbio, men che meno la Proloco, ha cercato di ostacolare l’operato dell’ultima gestione, svolgendo anzi un’attività di collaborazione nei limiti delle nostre capacità operative. Le controversie che hanno portato La Contessa Srl a cessare la propria attività non ci riguardano, essendo questioni fra la medesima società e la proprietà (Usi Civici di Febbio) di cui si occuperà chi ne ha titolarità. Noi ci limitiamo a ringraziare Lorenzo Santi e il suo staff, per tutto quanto realizzato in questi 6 anni, essendo stato in grado di riportare in auge il nome di Febbio, creando occasioni di lavoro anche per chi ancora non lo aveva avuto.

    Ci rammarica la situazione venutasi a creare, con diversi commenti apparsi sul web che additavano alla gente del posto mentalità retrograda e colpevolezza nei confronti della società di gestione. Per noi, il turismo, di qualsiasi tipo, è sempre stato la priorità essendo Febbio una comunità composta da una estrema varietà di persone. In base a quanto detto, continueremo sempre ad accogliere tutti, svolgendo, nei limiti delle nostre possibilità, attività di promozione e valorizzazione del territorio.

    PROLOCO FEBBIO

    ProLoco Febbio

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  8. Secondo noi avete fatto qualcosa di straordinario ed in particolare la seggiovia funzionante di notte ed il Cusna con la scia di luci che lo hanno reso uno spettacolo indimenticabile…solo questa emozione merita un enorme grazie!

    MB

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  9. Non entro in merito alla scelta del gestore, in quanto non conosco le motivazioni del ritiro.
    Ma mi preme di rispondere al Sig.re Andre che asserisce come sempre COLPA DELLA POLITICA.
    Pregherei lo stesso Andrea di informarsi di quanti miliardi, prima e successivamente Milioni PUBBLICI cono stati “sperperati” in gestioni allegre.
    Facile stigmatizzare il tutto dando la colpa ai politici, mi piacerebbe invece si parlasse dei PRIVATI che si sono intascati detti SOLDONI ed hanno abbandonato Febbio
    Auspico il proseguimento dell’attività con il vecchio o nuovo gestore.
    Cordialmente

    malvolti roberto

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  10. Domenica scorsa mi trovavo a Febbio da mia mamma quando sono stato raggiuntodalla notizia circa l’intenzione della societa LA CONTESSA di rinunciare Alla gestione degli impianti.
    La novità ha scaturito subito in me una sensazione negativa: la classica informazione il cui contenuto ti si appalesa di primo impatto come evento contrario agli interessi della tua zona. Poi, subito dopo, mi sono chiesto quali potevano essere gli effetti conseguenziali al concretizzarsi di tale evento.
    Di primo impulso, mi sono esercitato a pensare a soluzioni plausibili, che tuttavia tardavano ad arrivare, perché mi rendevo conto che le stesse andavano ricercate in motivazioni non banali, non semplicistiche, ma approfondendo il tema, tanto da scomodare questioni di natura storica culturale.
    Diviene difficile infatti esprimere giudizi nel merito, se non si valutano le dinamiche socio economiche che hanno caratterizzato il territorio, sinchè non si ricalcano le dinamiche di sviluppo che hanno caratterizzato Febbio, a partire dagli anni 70. Anni nel corso dei quali si sono prodotte scelte che tanto hanno contribuito, in forma significativa, a tracciare il destino di Febbio oggi.
    Adesso, rispetto ad allora, vi è una diversa percezione della nostra zona. Tutti apprezzano l’immenso patrimonio paesaggistico di cui dispone il territorio. Cosa che allora latitava completamente in ognuno di noi che abitava la zona.
    Molti sono coloro che adesso si ritengono fortunati di essere nati in un posto tanto bello, il cui patrimonio paesaggistico non trova confronto con alcun altro luogo appartenete all’appennino tosco emiliano. Tale presa di coscienza persegue però un solo fine retorico, sufficiente solamente a placare il dispiacere per coloro che si sono rivelati incapaci e insufficientemente intuitivi per cogliere le opportunità che poteva offrire il territorio, ciò anche grazie al buon sostegno prestato da taluni Enti Pubblici che con forza, per un certo periodo di tempo, hanno sostenuto Febbio.
    Le circostanze a favore ed a sfavore dello sviluppo di Febbio sono, a mio avviso, state tante e variegate, ma tra quelle che lo hanno maggiormente danneggiato vi sono , a mio avviso, le seguenti:
    1) La montagna reggiana ha da sempre segnato, a suo danno, una arretratezza turisticoculturale pari ad una intera generazione, rispetto, per esempio, alla montagna Modenese:
    Quando sotto il cimone la gente gestivano alberhi ristoranti e seggiovie, sotto al cusna gli omogoghi reggiani, ovvero i nostri padri, conducevano al pascolo capre, pecore e mucche. E Questo è un prezzo che la nostra montagna a sempre pagato e che ancora adesso continua a pagare.
    Per colmare tale delta si è sempre fatto poco o nulla: questo fatto pur ritenedolo un aspetto grave lo ritengo comunque difficilemente ascrvibile a qualcuno in particolare.
    2) Negli anni 60/70 la frazione di febbio contava oltre 1.500 persone, adesso, mal contati, gli abitanti non superano le 50/60 unità: allora, soprattutto noi giovani, non abbiamo creduto nelle risorse che il territorio offriva, non ci siamo dati la pazienza di restare a febbio, fermarci al paese per inventarci un mestiere da svolgere a casa nostra, in montagna. Abbiamo preferito lasciare tutto, trasferirci a Reggio per andare a lavorare presso la ditta Lombardini ed altre, a fronte del ricevimento di stipendi si modesti, ma certi.
    Questo fenomeno ha avuto quale conseguenza la desertificazione del territorio, impedendo in tal modo la nascita e sviluppo di tutte quelle attività di produzione e servizio propedeutiche, ed assolutamente essenziali, alla crescita del sistema territorio montano, con particolare riferimento alla zona di Febbio, avendo, già allora, la stessa un espressa vocazione turistica.
    Oltre a ciò, ma non meno importante in quanto fattore socialmente rilevante, lo spopolamento ha significato “ la perdita di peso politico del comprensorio”, con conseguente quanto costante e ineluttabile disinteresse della politica ad effettuare investimenti pubblici sul territorio, finalizzati alla promozione e sviluppo delle attività turistiche.
    In sostanza, tradotto in concreto, in ossequio al pensiero ricorrente della politica poco illuminata, l’ equazione è la seguente : pochi voti, pochi consensi. Pochi consensi, poco potere. Poco potere, poco interesse.
    Detto questo, tanto per essere minimamente pragmatici, la domanda giunge istintiva: cosa fare adesso?
    Anch’io convengo con coloro che auspicano l’intervento di imprenditori, soprattutto residenti in zona, ma con l’avvertenza di poter necessariamente distinguere tra imprenditori e prenditori: i primi sono coloro di cui ha davvero bisogno Febbio, e si distinguono dai secondi, perché gli stessi, oltre ad annunciare frasi ad effetto con profluvio di belle parole , si rendano fin da subito disponibili, anche in circostanze non del tutto favorevoli, a mettersi le mani in tasca.
    Questi da soli, purtroppo, non basteranno, se non vi sarà a sostegno della nuova iniziativa, che veda perlomeno il ravvio degli impianti, l’impegno di tutti coloro che hanno parte in causa a partire da tutti i residenti nel comune, dall’ Istituto dei beni di uso civico, a mio avviso ad oggi ben amministrato, per continuare col Comune di villa Minozzo, con la provincia di Reggio Emilia e la regione Emilia Romagna.
    Domenico Gebennini

    Gebennini Domenico

    Rispondi
  11. sono vivamente dispiaciuto per l’abbandono della gestione degli impianti. ci sono appena stato per la seconda volta ed è sempre una sensazione fantastica arrivare fin lassù . credo che questa sia l’ennesima dimostrazione che nella nostra Provincia la cultura del turismo non alberga soprattutto nei pubblici operatori ( Comuni, Provincia, comprensori e quant’altro) a Febbio poi da voci di gente del luogo pare ci siano …faide di gelosia tra i proprietari che hanno esasperato il gestore . peccato!!!!!

    Enzo Fontana

    Rispondi
  12. I miei complimenti al Sig. Gebennini Domenico stupendo il paragone con le montagne del modenese.
    Personalmente nelle mie battaglie, sulla viabilità e non solo ho sempre scritto che alla nostra STUPENDA montagna, non manca nulla, siamo noi montanari a non crederci, e per investire aspettiamo sempre il contributo pubblico, come nelle peggiori “regole” assistenzialiste meridionali.
    La ricetta Febbio non è facile da scrivere, ma sono convinto che con il “sudore” e la caparbietà di noi montanari si troverà.
    L’importante è non ricadere negli errori del passato, ove alcuni hanno visto il “piatto ricco” e mi ci ficco.

    cordialmente

    malvolti roberto

    Rispondi
  13. Peccato, anch’io sono innamorato di Febbio, Civago e del territorio intorno al Cusna.
    Almeno quelli della Contessa ci hanno provato, io li ringrazio per avermi fatto scoprire le bellezze di Febbio sia in estate che in inverno.
    Frequentando la zona anch’io sono venuto a conoscenza delle tante resistenze locali dettate per lo più da gelosie legate al proprio orticello.
    Anche in virtù di questo auspico una nuova gestione degli impianti che sia locale in cui all’interno ci sia il proprietario dell’Albergo di Febbio, del Bar, del supermercato, del Ranch, del Ristorante, dei proprietari delle seconde case, dei B&B….poi se si riesce con questi a riassumere quel personale ora a casa dopo la cessazione della Contessa, ancora meglio: queste persone hanno oggi un esperienza non trascurabile.
    Non credo invece che un imprenditore esterno possa da solo reggere alle frizioni interne di Febbio….
    La nuova gestione dovrebbe a mio avviso puntare sull’estate ma anche sulle altre stagioni, in particolare sull’inverno con lo sci, facendo il possibile per innevare artificialmente la pista Rescadore e il Campo Scuola.
    Se i prossimi inverni tornasse un minimo di freddo, con queste 2 piste innevate riesci già a fare numeri interessanti e se poi tornassero le condizioni per aprire anche la 2000….
    E se invece di Febbio la nuova gestione si chiamasse con il nome di Monte Cusna? Così da coinvolgere meglio Villa Minozzo, Civago e le altre località che ruotano comunque intorno al Cusna, probabilmente sarebbe un primo passo per cercare di allentare le varie frizioni interne presenti in zona.

    In bocca al lupo Cusna…

    Miriano

    In bocca al lupo,

    Miriano Monnanni

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