Con il Cai sui sentieri di Baiso

Escursione tra Calcinara, Cassinago,  Monte Lusino, Calanchi di Vetrina

La Sezione reggiana del Cai organizza sabato 19 settembre una escursione nel Comune di Baiso che permetterà di conoscere un angolo molto interessante e panoramico della valle del Tresinaro, e di ammirare i suggestivi calanchi di Vetrina. Dall'azienda agricola Calcinara si prenderà il sentiero 632 A per arrivare al caratteristico borgo di Cassinago. Da qui si seguirà per un breve tratto la Provinciale che scende da Baiso, fino ad imboccare il sentiero 632 che sale nel bosco al Monte Lusino (558 m), sulla cui cima si erge una caratteristica torre circolare. Sempre seguendo il 632 si scenderà a Case Aguzzoli di sopra. Attraversata la Provinciale si prosegue in discesa per Vetrina. Sotto l’abitato il sentiero 632 volta a sinistra e inizia a salire, costeggiano i poco conosciuti calanchi di Vetrina. Si proseguirà in salita fino ad arrivare sul sentiero 632 A, e ritornare a Calcinara, con una bellissima visione sulla valle del Tresinaro. Lungo il percorso il panorama si allarga sulla Pietra di Bismantova e l’alto Appennino reggiano.

"L'area calanchiva di Vetrina - spiega Giuliano Cervi, presidente del Comitato Scientifico Centrale del Cai - è caratterizzata dalla presenza di potenti coltri di argille policrome di origine abissale, risalenti al mesozoico finale, ed aventi una età di circa 60-80 milioni di anni. La zona fu interessata da intense attività estrattive, all’epoca del boom delle ceramiche di Sassuolo-Casalgrande: i processi erosivi hanno tuttavia quasi del tutto cancellato le testimonianze delle vecchie cave. Il sentiero 632 attraversa parzialmente la zona che possiede notevole interesse scientifico poiché vi sono state recentemente rintracciati importanti reperti fossili, tra i quali un dente di un Pliosauro, grande rettile marino chi viveva degli oceani del Mesozoico. Anche il Comitato Scientifico sezionale del Cai vi ha raccolto esemplari di denti di squalo risalenti a tale periodo; è notevole la presenza di folti aggruppamenti di Pino silvestre, unitamente ad una tipica vegetazione aridofila particolarmente ricca di orchidee selvatiche". Info: www.caireggioemilia.it.

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