Dai social network ai digital store: artisti emergenti si lanciano grazie al web 2.0

La montagna si riscopre piena di talenti musicali: artisti emergenti lanciati grazie alle enormi opportunità che offre la rete, dai social network per farsi conoscere, ai digital store per promuovere la propria musica con poco.

Ce ne parla Francesco Predelli di Vetto, in arte Nylon, che a soli 18 anni può vantare l’uscita di ben due brani autoprodotti, con il terzo in arrivo. “I testi delle canzoni sono opera mia, mentre le basi le producono i miei collaboratori in giro per l’Italia che ho conosciuto via web”.

Questo fantomatico web sembra essere una miniera d’oro per chi sa ben cercare. Francesco racconta di aver incontrato il suo produttore - un ragazzo che come lui che crea basi per passione e divertimento - tramite Instagram. “All’inizio prendevo le basi da Youtube, molte erano infatti free for profit, e ci reppavo sopra qualche strofa postandola sulla mia pagina Instagram. Un giorno mi ha contattato questo questo ragazzo di Roma per propormi una collaborazione. Mi aveva notato tra i risultati di ricerca e gli ero piaciuto”.

Da lì il lancio dei primi brani tra cui “Sto meglio” e “Beverly Hills” sui principali digital store internazionali. La delicata fase dell’adolescenza messa in rima per interpretare un sentimento comune a un’intera generazione. “Le mie canzoni nascono sul momento, quello che sento lo trascrivo sulla carta. Non hanno un vero e proprio filo conduttore, anche se sono principalmente incentrate su argomenti tipici dell’adolescenza, le relazioni, la donna come centro di tutto”.

Lo stile delle sue canzoni dipende dal mood del momento così come le sue preferenze musicali. “In linea di massima il mio genere si può definire trap/pop, anche se molto spesso vuole sfociare nell’indie, musica che ascolto molto e in cui mi ritrovo”.

La scelta di cambiare nome preferendone uno più semplice e accattivante, di impatto immediato e facile da ricordare la fanno molti artisti. Francesco racconta di aver cercato tanto un nome che gli piacesse e che avesse un significato, finché non nacque Nylon. “Un giorno, mentre scrivevo, mi è venuta in mente questa frase: <in testa ho un casino come il traffico a New York>. Subito mi è piaciuta l’idea di utilizzare il nome abbreviato della Città, NY abbinandola alla parola alone (da solo). Metaforicamente cerco di trovare un senso alle mie canzoni e a quello che faccio mettendo ordine nella mia testa tutto da solo, da qui Nylon”.

Alla domanda fatidica che qualunque ragazzo di quinta superiore teme e odia nel profondo “Cosa pensi di fare dopo la scuola”, Francesco risponde tranquillo di non saperlo. Tra i suoi progetti a breve termine ci sarà l’uscita di un nuovissimo pezzo “Shawty” (che nello slang americano significa bellezza) per l’Università chi lo sa. “Inizialmente avevo pensato a ingegneria del suono per fare qualcosa inerente alla musica, ma essendo che questa passione è nata da poco voglio tenermi aperte più strade. Sto valutando ingegneria informatica, ma è ancora presto”.

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