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L’arte contestuale di Giovanni Nicolini, un’esperienza visiva sensoriale nella Chiesa di San Carlo

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Giovanni Nicolini: ritratto di Sara Fabbiani

Una concezione di arte profondamente legata alle ragioni sociali per cui è stata pensata. Nasce così il progetto di Giovanni Nicolini - artista che da anni risiede in Appennino - proposto dall’associazione culturale reggiana Flags no Flags. La mostra "Dall'osservazione del mondo alla contemplazione della comunicazione" è stata esposta nella Chiesa dei Santi Carlo e Agata a Reggio Emilia fino a domenica 20 settembre.

Un’opera contestuale poiché ideata partendo dall'architettura della chiesa: un video di cinque minuti al centro della navata mostra la scritta “dedicata alle rovine di Homs, Palmyra, Aleppo, Damasco, Mosul e l’intero Medio Oriente”. Il dramma attuale del Medio Oriente rappresentato dalle città simbolo della devastazione morale, civile e culturale di un Paese. L’opera di Nicolini si trasforma in un’esperienza visiva sensoriale che non offre soluzioni, ma indica una direzione da percorrere, un risveglio delle coscienze, una speranza.

 

Fotografia di Achille Ascani

Non si può leggere l’attualità senza attingere a solide radici storiche. Parte del video è infatti ricavato da un precedente lavoro di Nicolini per una sezione di "Copenaghen, Capitale della cultura europea". Un’opera celebrativa di Margrethe The First regina di Danimarca, che nel 1397 attuò il Trattato di Kalmar, modello di unione pacifica tra Stati Europei. Per tre giorni centinaia di spettatori svolsero cortei interpretando in modo conforme alle manifestazioni politiche o sindacali le sentenze stampate sulle bandiere.

Il video viene inoltre proiettato una seconda volta, in alto, a rappresentare la dimensione onirica del sogno in contrapposizione a quella terrena. Un terzo faro illumina una delle quattro virtù cardinali a presidio dell’ellisse, la giustizia. “Non c’è pace sociale senza giustizia – afferma Nicolini - le virtù cardinali non sono solo il basamento dell’etica cristiana, ma più in generale sono dei valori imprescindibili per pensare la comunità”.

L’opera ha un legame forte con l’ambiente che l’accoglie, nasce e viene pensata in relazione all’architettura di Bartolomeo Avanzini. Come spiega Nicolini: "Sono stato ore da solo nel silenzio della chiesa per cercare di sentire quel luogo, interpretare le sue linee geometriche e poterlo poi tradurre in opera.

Le linee ellittiche tipiche del barocco mi sono subito apparse solenni, con quella sonorità incombente che ho deciso di includere nel video attraverso una vibrazione costante. L’antico e il nuovo si intrecciano in mille suggestioni, sonore e visive. A questo occorre la lingua siriaca, risonanza indiscutibile delle origini, accostata alla parola scritta in lingua inglese: justice, fortitude, temperance, prudence".

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