Possibile costruzione di un invaso sul torrente Enza, Legambiente chiede chiarimenti: “Sul fabbisogno idrico serve massima chiarezza”

Lo scorso martedì 22 settembre il consiglio d'amministrazione del Consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale ha approvato a maggioranza (quattro i voti contrari e un astenuto) le "determinazioni in merito alla presentazione di una domanda di finanziamento relativa alla progettazione di una serie di interventi nel bacino del torrente Enza che comprende la realizzazione di un invaso".

Non il progetto Marcello di cui si parla da 150 anni, ma una diga più piccola, di dimensioni medie. E per arrivare a costruirla, assieme ad altre opere, la Bonifica chiede alla Regione un finanziamento di 5,5 milioni per lo studio di fattibilità per capire quali caratteristiche dovrebbe avere l'invaso.

Sul tema si pronuncia Legambiente che chiede alla Regione di fare massima chiarezza sugli esiti dello studio: "Sul fabbisogno idrico serve massima trasparenza e non decisioni prese a porte chiuse".

"Un invaso sul torrente Enza avrebbe impatti ambientali enormi - esordisce Legambiente. Una decisione di cui non si capisce l'origine e che fa emergere il forte dubbio di quale sia la sede in cui vengono prese le decisioni sul territorio". Legambiente chiede dunque chiarimenti sul progetto e sul ruolo del Consorzio di Bonifica nella programmazione territoriale.

Alla fine della scorsa legislatura regionale il dibattito si era concluso con la necessità di uno studio organico sul fabbisogno idrico dei territori e sulle azioni da intraprendere alla luce dei cambiamenti climatici. Erano state fornite garanzie che tale studio avrebbe preso in considerazione tutte le azioni possibili, dal risparmio idrico alle ipotesi infrastrutturali meno impattanti, così come richiesto chiaramente dalle direttive europee. Lo studio, commissionato dalla Regione all'Autorità di Distretto del fiume Po, non è mai stato presentato alle comunità delle due province interessate, né ha avuto un riscontro pubblico.

"Sarebbe dunque spiacevole se emergesse che i vertici del Consorzio di Bonifica sono in possesso di informazioni che mancano al resto della comunità di Reggio e Parma - afferma Legambiente - così come sarebbe sconcertante se ci trovassimo nella situazione in cui è un Consorzio di Bonifica a dare la linea alla Regione e a decidere sulla programmazione di opere strategiche ed infrastrutture impattanti come quella di cui si discute".

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16 Commenti

  1. dovete stare su da dosso, in montagna abbiamo bisogno di lavoro e acqua per tutti quando serve vista la siccita estiva, energia pulita, etc, non c’è un motivo per essere contrari.

    anonimo

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  2. Le speranze di costruire un’opera indispensabile come l’aria che respiriamo, mi è tornata nel 2017 quando la Regione E.R. istituì il Tavolo Tecnico Enza per comprendere da tutti gli utilizzatori, Consorzi, Industriali, Associazioni di Agricoltori, Sindaci, Iren, ecc. i reali fabbisogni idrici; uno studio enorme e approfondito, unico errore che teneva conto di soli 11.000 ha di terreni, quelli del solo conoide dell’Enza e non dei 74.000 che necessitano di acqua ad uso irriguo a Parma e Reggio. Ebbene da questo studio, disponibile a tutti, emergeva che per 11.000 ha necessitava da 80 a 140 milioni di metri cubi di acqua in invaso. Mi dissi: piuttosto di niente meglio piuttosto. Ma ora sarebbe follia non creare in montagna una riserva idrica di grande qualità a disposizione del comparto agroalimentare più importante d’Europa; Quest’anno, come tutti gli anni, solo l’impianto di Boretto ha pompato verso monte circa 200 milioni di metri cubi di acqua dal PO. Il Consorzio di Bonifica ha dichiarato che sono idonee agli usi irrigui, io lo spero, ma non voglio discutere di questo; so solo che EFSA l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare poco tempo fa ha stabilito nuove soglie contro i PFAS, che uno studio di AICA ha verificato la presenza di nano microplastiche nel Po, che varie Università hanno definito che le nano microplastiche invadono il corpo umano, che ARPAV Veneto in collaborazione con il CNR ha rilevato nelle acque del Po nuove sostanze perfluoranti, che la EEA, l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato il mese scorso un rapporto sui cambiamenti climatici, in poche parole siccità e alluvioni; e nella grande Emilia Romagna cosa si fa? nulla; non si fa un piccolo sbarramento come quello di Vetto per avere 93 milioni di metri cubi di buona acqua acqua ad uso irriguo, idropotabile e tanta energia pulita; proprio ciò che chiunque dovrebbe chiedere, un opera che migliorerebbe anche il clima, riducendo di 52.000 ton. di CO2 emesse in atmosfera; oltre a portare in montagna lavoro e un futuro. Chiedo a Legambiente, che rispetto e apprezzo per tante sue giuste battaglie di sostenere quest’opera; in Umbria nel 2017 sono ripartiti con i lavori della diga di Casanuova, una diga da 224 milioni, poco fa sono stati ultimati i lavori, una diga sospesa 28 anni fa, ma gli Umbri che di Dighe ne hanno già tante e non hanno un comparto agroalimentare come il nostro, hanno completato anche questa diga, Voglio ricordare che una diga non ruba l’acqua a nessuno, tanta ne riceve e tanta ne restituisce, aiuta gli agricoltori, produce energia ed evita le esondazioni come successo a Brescello nel 2017. avrei mille cose da scrivere su questo lago in montagna, ma mi dilungherei troppo, spero solo che qualcuno fermi lo spreco dell’oro blu del nostro Appennino per pompare quelle di falda o quelle del Po, chi ama l’ambiente deve assolutamente dire basta allo spreco delle acque dell’Enza, come stanno facendo in ogni parte del mondo.

    Franzini Lino Presidente del Bacino Imbrifero Montano dell’Enza

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  3. @Anonimo: “dovete stare su da dosso” è un commento davvero gretto e ignorante. Per fortuna siamo in democrazia, ed ognuno può esprimere il proprio parere e le proprie perplessità. Le faccio presente che in Italia non c’è una dittatura dove comanda lei, e dove decide lei ciò che è giusto o sbagliato. Che non ci sia un motivo per essere contrari lo dice lei, peccato che altri la pensino diversamente, che le piaccia o meno.

    Andrea

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  4. D’accordo totalmente con Legambiente e Andrea!

    Paolo Romei

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  5. Io non ho offeso nessuno, moderni i termini, ma qui non è più possibile fare nulla, natura selvaggia e spopolamento, questo importa agli ambientalisti.

    Simone giorgioni

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  6. se parliamo di democrazia, perche non si propone un referendum per capire cosa ne pensa la collettivita?

    anonimo

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  7. Il clima è impazzito, credo che solo Legambiente non lo vede, o fa finta di non vederlo o ha altri interessi che non conosciamo Avere la fortuna di avere una località come la gola tra Vetto e Scurano, che permette di costruire un lago di acque limpide in montagna che faccia da riserva idrica in caso di necessità e non farlo è semplicemente follia. Le acque si risparmiano se si conservano, ma quelle che si mandano a mare sono semplicemente sprecate, e sprecare le acque limpide e usare altre acque meno limpide o quelle di falda dovrebbe essere proprio un compito di Legambiente; Legambiente dovrebbe essere la prima a sostenere la diga di Vetto.

    Sergio

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  8. Bravo signor Sergio, per fortuna qualcuno pensa con buon senso.

    Anonimo

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  9. Chi vuole la diga a tutti i costi non fa altro che riproporre il modello di sviluppo industriale che in 200 anni circa ha modificato l’atmosfera del nostro pianeta.
    Più risorse per consumare di più, più acqua, più pesticidi, più fertilizzanti, più energia, più idrocarburi.
    E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    O cambiamo modello di crescita, di sviluppo, di vita o faremo la fine dei dinosauri schiacciati però dalle nostre stesse azioni.
    Oggi un giornale nazionale parla della proposta di una diga fra la Francia e l’inghilterra e un altra tra la Scozia e la Norvegia per contrastare la crescita del livello marino. Probabilmente una provocazione per focalizzarci sulle sfide che ci vengono proposte, che richiedono innovazione e fantasia. Non una semplice vecchia diga.

    AG

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  10. Cio’ che scrive il Sig. AG è incomprensibile, chi vuole la diga di Vetto vuole esattamente che cessi l’inquinamento e che cessi lo spreco delle acque pulite di montagna. L’acqua che serve per l’agricoltura è la stessa, o la prendi da falda piena di nitrati consumando energia e svuotando le falde o la prendi da Po consumando milioni di Euro di energia prodotta da combustibili. E’ proprio chi produce energia da combustibili che ha contribuito a modificare l’ambiente, l’energia prodotta dalla diga di Vetto è energia pulita, più pulita di quella prodotta dall’acqua non esiste, e risparmierebbe, come dice il Sig. Franzini, 52.000 ton. di CO2 emessa in atmosfera. Pertanto per dire di no alla diga di Vetto ci si può inventare di tutto ma non certo dire quello che scrive il Sig. AG,

    Davide

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  11. Rispettando il parere di tutti, a me piace basarmi su dati, numeri, oggettivazione dei fenomeni, e qui mi pare che sia tutto fin troppo chiaro: la diga di Vetto è indispensabile
    – per creare energia pulita (gratis)
    – per evitare di pompare acqua verso monte (dal quale già arriva, naturalmente, gratuitamente e di certo senza inquinanti che invece raccoglie più a valle)
    – per mitigare l’effetto delle piene improvvise
    – per evitare alluvioni e allagamenti
    – per irrigare i campi ed aumentarne in modo naturale la produttività
    Mi chiedo: ma come si fa a non sposare il pensiero di Franzini, del sig. Sergio, di “anonimo”…non capisco. sono parole ovvie, chiare, con riscontri concreti.
    la speranza è l’ultima a morire, ma qui sta veramente agonizzando…
    Veramente incomprensibile il discorso di “AG”… senza alcuna logica, nessun fondamento, negando la palese evidenza…boh! queste persone mi preoccupano

    Andrea

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  12. Tra pochi anni, se non si farà un invaso adeguato sull’Enza, gli abitanti di Reggio Emilia non avranno più acqua da bere. Il problema, più che per l’agricoltura è per gli abitanti. Non si può continuare a fare e disfare secondo il volere di qualcuno.
    Dopo 120 anni forse sarebbe opportuno fare qualche riflessione. Riprendete il progetto accantonato per il quale abbiamo pagato penali enormi causa blocco voluto da legambiente.

    maru

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  13. Provo a rendere chiaro quello che a detta di alcuni è incomprensibile. Negli ultimi 200 anni non abbiamo fatto altro che modificare sempre di più il pianeta per esaudire i nostri incontenibili bisogni di crescita. La popolazione è passata di 1 miliardo del 1800 a 7 miliardi di oggi. Per sfamarci, anche troppo abbondantemente direi, abbiamo modificato la faccia del pianeta, il consumo del suolo per produrre sempre di più sta indebolendo le falde impermeabilizzando grandi porzioni del suolo non più in grado di assorbire acqua e ricaricare le falde.
    Questi sono solo alcuni esempi del modello di sviluppo che ci siamo costruiti, in cui la diga di vetto si inserisce perfettamente. Perchè per costruirla dovremo movimentare tonnellate di calcestruzzo, che dovrà essere prodotto utilizzando anidride carbonica, trasportato con camion, spostato con ruspe, allagheremo zone boschive che allo stato attuale assorbono anidride carbonica ecc. Ma questo chi guadagna costruendo non lo dice di sicuro. Racconta solo quanto sarà bello il lago su cui potremo girare in motoscafo per fare sci nautico. Inquinando.
    Non mi aspetto che molti capiscano questo discorso, del resto in Italia i famosi ambientalisti che tanto odia Franzini sono meno del 2%.
    Credo che quello che abbiamo vissuto con la pandemia di Covid, crisi econominca, morti, sconvolgimento di abituidini, è solo l’aperitivo di quello a breve il pianeta ci servirà se non cambiamo strada.

    AG

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  14. Rispondo ad AG, che parla senza quantificare nulla, quindi con poco valore aggiunto…
    è tutto vero quanto scritto,ma va pesato, quantificato con numeri, altrimenti non ha valore. si tratta infatti di emissioni e movimentazioni “una tantum”, che poi generano un enorme beneficio per tanti anni a seguire.
    vogliamo paragonare le emissioni di un cantiere come quello con le tonnellate di CO2 che potrebbe evitare una centrale idroelettrica a valle della diga? a queste vanno sommate le emissioni per produrre l’energia che si usa a pompare l’acqua vero monte, da dove cioè è arrivata! il tutto bruciando carbone, olio pesante oppure, se va bene, metano.
    e quanto costa ed inquina, intervenire per rimediare ai danni di un alluvione come quello di Lentigione?
    Gli ambientalisti secondo me, quelli veri, questi ragionamenti li devono fare, addirittura promuovendole queste opere salva ambiente, ed intervenire solo quando serve, per fermare i veri cantieri inquinanti, gli ecomostri, le opere inutili, non basta dire solo NO

    Andrea

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  15. @AG: se ti può consolare, io sono tra il 2% scarso che ti capisce perfettamente, e che è completamente d’accordo con te.
    Poi, a onor del vero, bisogna anche fare un bilancio, e capire cosa sia il meno peggio. Ed essendo oramai imbrigliati inesorabilmente in questa economia capitalista malata, forse per produrre energia e regolamentare flusso ed utilizzo delle acque, è meno peggio una diga di tante altre cose.
    Detto ciò, è ovvio che il tuo ragionamento non può esser liquidato con un “stai su da dosso”, o facendo pubblicità alla diga di Vetto come se fosse la soluzione per la fame nel mondo. La sicumera di questi fanatici della diga, che liquidano come dei cretini tutti quelli che si permettono di sollevare dei dubbi, mi da talmente fastidio che quasi quasi mi viene da essere contrario a prescindere…

    Andrea

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  16. Poche idee ma belle confuse AG…. Se non si conosce il Prato Stabile e quanti benefici dà all’ambiente ( no pesticidi, no diserbo ,no fertilizzanti chimici, no aratura, solo letame organico che arricchisce il terreno dalla notte dei tempi e acqua pulita), se non sa che gli inerti per lo sbarramento sono già disponibili in loco nell’alveo dell’Enza e soprattutto se ragionassimo col “suo ambientalismo” invece di fare tesoro in modo intelligente del nostro oro blu facciamo si la fine dei dinosauri (guardacaso l’uomo c’è ancora a proposito…) Prima di additare e addossare responsabilità sarebbe bene un bel po’ di autocritica e lasciare queste lezioncine di morale nei posti adeguati…. Se scrive qui non è certo “più ambientalista” di Noi…. ( chi può capire capisca….)

    Govi Matteo

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