Monsignor Guiscardo Mercati da venticinque anni parroco di Carpineti

UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro, Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 04 al 11 ottobbre2020

 

DOMENICA 

04 ottobre

Festa di San Francesco di Assisi Patrono d’Italia

S. Messe: Carpineti ore 8.30(def. Famigli Grappi Nicoli)ore 11.15 (pro populo)

ore 18.00(libera intenzione)   Pontone ore 10.00 Pantano ore 10.00

LUNEDI’

05 ottobre

Memoria del BeatoRolando Rivi Martire

S. Messa: ore 18.00 (def. Ovi Angelo)

MARTEDI’

06 ottobre

La parabola dei vignaioli omicidi è l’ultimo avvertimento di Gesù ai rappresentanti del popolo, perché si convertano e aprano gli occhi e lo riconoscano come il Messia inviato da Dio.

Non si può appartenete al popolo di Dio senza accogliere il Cristo nella propria vita.

Memoria di San Bruno

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)

MERCOLEDI’

07 ottobre

Memoria B.V. Maria del Rosario

S. Messa: ore 10.30 (libera intenzione)

GIOVEDI’

08 ottobre

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)
VENERDI’

09 ottobre

Memoria di San Donnino

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)

SABATO

10 ottobre

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione) a S. Donnino
DOMENICA

11 ottobre

S. Messe: Carpineti ore 8.30(libera intenzione.)ore 11.15 (pro populo)

ore 18.00(def. Margini Ennio)   Pontone ore 10.00Pantano ore 10.00

Meditazione domenicale. Custodi di un dono affinché porti frutto. Il “canto della vigna”, nella prima lettura, inaugura il tema delle nozze di Yahweh con Israele, tema che ritornerà spesso nella letteratura biblica. Questo canto, ritmato dal verbo “attendere”, denuncia la delusione di Dio. Le vicende del popolo di Israele ripetono costantemente lo stesso motivo: da una parte l’amore di Dio, dall’altra un stinato rifiuto. Amore e delusione sono l’impasto di questa lettura simbolica della storia del popolo di Israele, ma una storia che non può continuare all’infinito. La pazienza di Dio ha un limite e ci sarà un giudizio. Nella seconda lettura tratta dalla lettera ai Filippesi, Paolo presenta due fondamentali punti di riferimento per il cristiano: la tradizione della Chiesa: “le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me” e tutto ciò che di buono e vero è sparso nel mondo (“quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile…questo sia oggetto dei vostri pensieri”). Il meglio della cultura umana ha diritto di cittadinanza nel comportamento cristiano. La Chiesa è il nuovo popolo di Dio. Erede della vocazione a cui è venuto meno Israele. In Gesù Cristo essa è diventata il vero Israele, ma deve continuamente difendersi dal pericolo di rifiutare, con le sue infedeltà, l’amore e la salvezza che Dio offre (vangelo).

SAN FRANCESCO D’ASSISI PATRONO D’ITALIA Nel 2015 Papa Francesco fece a tutti, credenti e non credenti, il dono dell’enciclica Laudato Sì sulla cura del creato. Presentò S. Francesco come l’esempio per eccellenza della cura di ciò che è debole e di un’ecologia integrale, vissuta con gioia ed autenticità. Oggi lo ricordiamo quale Patrono, con S. Caterina da Siena, della nostra bella e grande Italia, così duramente provata dal Coronavirus. Oggi più che mai l’Italia, la Chiesa e il mondo hanno bisogno della fede e dell’esempio del Poverello d’Assisi. A distanza di 5 anni, Papa Francesco ci dona la terza enciclica del pontificato chiamata Fratelli tutti, sulla fraternità e l’amicizia sociale.Chiediamo che ispiri saggezza anche in coloro che gestiscono il potere economico e politico, affinché comprendano che “l’uomo non potrà mai vivere sano in un mondo malato” e che “l’indifferenza è un virus peggiore del Coronavirus”.

7 OTTOBRE 1995 – 7 OTTOBRE 2020 Quando il Vescovo Paolo Gibertini mi chiese di diventare Parroco di Carpineti gli sollevai le mie perplessità e gli citati la frase evangelica “Nessuno è profeta in patria” e lui bonariamente mi rispose: “Tu non devi fare il profeta, ma il Parroco”. Da quel giorno è trascorso un quarto di secolo insieme, condividendo la vita della parrocchia e del paese. Mentre scrivo questi pensieri sto vivendo, come sapete, una situazione di convalescenza e spero vivamente di riprendere a pieno il mio servizio pastorale. Nel contempo mi interrogo sul futuro che, data anche la situazione venutasi a creare con la pandemia, ci chiede di trovare nuove strategie e modalità di annuncio evangelico. Certamente la vita dell’Unità pastorale dovrà cambiare e l’impegno e la collaborazione delle famiglie e dei laici è sempre più necessariaed il ruolo del sacerdote sempre più legato all’annuncio della Parola di Dio, alla celebrazione dell’Eucarestia ed all’amministrazione dei Sacramenti, maggiormente libero da incombenze tecniche, materiali e logistiche. Questo 25° con il Consiglio di Unità pastorale lo avevamo pensato legato al 50° della costruzione della chiesa Maria Ausiliatrice, ma la mia situazione di salute e l’emergenza del Covid-19 mi hanno fatto propendere per un rinvio delle suddette celebrazioni. Ringrazio il Signore per il dono del sacerdozio e soprattutto del ministero di Parroco, cosciente dei doni che il Signore mi ha dato ed anche dei limiti. Ripercorrendo questi 25 anni mi tornano alla mente le tante persone incontrate e accompagnate nei momenti salienti della loro vita. I frutti vorremmo vederli subito, ma come dice sempre la Parola di Dio “c’è chi semina e chi raccoglie”; le cose materiali che insieme abbiamo costruito possiamo vederle, i frutti spirituali li conosce il Signore e coloro che li hanno sperimentati. Non voglio qui fare un bilancio, ma vogliamo soltanto chiedere al Signore che il suo Santo Spirito ci illumini, ci guidi e ci mostri la via che dobbiamo seguire. Ero venuto con un impegno di 9 anni, ne sono trascorsi 25. Il mio stile sacerdotale è quello di un tempo, come si soleva dire “Ha sposato la parrocchia”; mi sento legato doppiamente alla zona pastorale di Carpineti, perché qui sono nato e qui è maturata la mia vocazione e perché da 25 anni ho la responsabilità e la gioia di esserne guida spirituale. Per il tempo che il Signore ancora vorrà continuerò la mia missione con gioia, sapendo di poter contare, come fino adesso è stato, sulla collaborazione e l’aiuto di tanti, condizione indispensabile per governare l’Unità pastorale. Ho iniziato con una parrocchia, quella di San Prospero di Carpineti ed ora sono nove le parrocchie, le forze sono diminuite, ma non l’entusiasmo. Credetemi, sono vicino a tutti ed in particolare alle situazioni di maggiore sofferenza e tribolazione. La B.V. Maria del rosario, nel cui giorno ho iniziato il mio servizio pastorale, ci benedica come Madre dolcissima.

Offerte ricevute: In memoria di Grippo Antonietta i figli per la chiesa. in memoria di Saccaggi Dazio i famigliariper la parrocchia. Anonimo offerente per la Caritas. A tutti grazie!

 

RICORDIAMO I NOSTRI MORTI

 

Filippi Telesforo (Tillo), di anni 85, deceduto a Reggio Emilia il 15 settembre. Nato e cresciuto nella Parrocchia di Pantano e ricordato da quanti lo hanno conosciuto come persona cordiale, accogliente, amante della bella conversazione, conducendo una vita dedita alla famiglia. Chiunque passava davanti a casa sua, specialmente nel periodo estivo, lo trovava lì seduto e desideroso di dialogo. Si era sposato con Canali Maria e, dalla loro unione, è nata Clara, che possiamo dire ha ereditato dal papà il carattere e lo stile e questo lo dimostra nella vita di paese e di parrocchia e, soprattutto nell’essere stata vicina a lui in particolare nei momenti di malattia e tribolazione. Tillo ha potuto contare su di lei ed ha lasciato questo mondo serenamente. Il suo funerale è stato celebrato da Don Creardo, nella chiesa di Pantano, il 17 settembre, dove in tanti hanno voluto testimoniare vicinanza ai familiari. Impedito ad essere presente perché in ospedale, l’ho comunque ricordato nella preghiera, richiamando alla mente gli amabili incontri e conversazioni avuti con lui. Il giorno che ha lasciato questo mondo era la Memoria della Vergine Addolorata; a lei lo affidiamo perché lo introduca presso Dio. Il suo corpo, sepolto accanto alla moglie nel cimitero parrocchiale, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

 

Stefani Luigia (Ave) ved. Cavandoli di anni 90, deceduta in casa sua il 16 settembre. Donna dal carattere volitivo e forte, con tenacia ha portato avanti la gestione della sua casa e della sua famiglia assieme al marito Doviglio. Infaticabile e capace di adattarsi alle diverse situazioni lavorative, ha svolto per tanti anni il lavoro presso la Confit Moda e tutti la ricordano attraversare il paese con passo veloce per andare e ritornare dal luogo di lavoro. Ha sostenuto il figlio Lori nel suo cammino di formazione, vedendolo raggiungere la laurea in ingegneria e progredire nella sua professione. I suoi hobby erano l’orto, il giardinaggio ed il pollaio; la sua gioia più grande essere diventata nonna di Ester. Ogni anno, in estate, programmava con la famiglia un viaggio, molte volte all’estero, che era l’unico momento di relax. Più volte si è recata ai santuari di Lourdes e Fatima e ogni volta, quando rientrava, mi raccontava della bella esperienza fatta in quei luoghi santi. Amava la tranquillità, apparentemente riservata, non disdegnava, quando c’era l’occasione, di conversare. Ha assistito il marito, accompagnandolo nella malattia. Nativa di Quara, ha sempre mantenuto i legami con le sue radici e lì ha sepolto anche il marito. Il suo funerale è stato celebrato il 18 settembre da Don Villiam nella chiesa di Quara ed il suo corpo sepolto accanto al marito in quel cimitero. Anche per lei non ho potuto celebrare la messa esequiale, ma l’ho ricordata nella preghiera. La Vergine di Lourdes, a cui era particolarmente devota, e la misericordia del Figlio suoi Gesù la introducano in Paradiso. Condoglianze ai familiari.

 

Mercati Corrado, di anni 74, deceduto a Castelnovo ne’ Monti il 17 settembre.La sua dipartita ha rattristato tutti coloro che lo conoscevano. Per anni ha lavorato come operario dell’azienda La Carpinetana di Campovecchio, per poi essere assunto come dipendente comunale. Corrado non si era sposato, ha vissuto con un particolare legame con la nonna materna Maria, vissuta più di cento anni. Assieme alla mamma Adalgisa ed alla famiglia della sorella Angela si è costruito una nuova casa in Via Morandi, dove ha trascorso serenamente una trentina d’anni. Una delle sue passioni era la caccia ed il contatto con la natura, che gli ha permesso di coltivare l’amicizia e di occupare il tempo libero, specialmente da quando era andato in pensione. Apparentemente riservato, era cordiale ed affabile, partecipe nelle conversazioni, disponibile ai bisogni della famiglia. Pur vivendo in un appartamento suo, era sempre in contatto con la mamma, la sorella, il cognato ed i nipotied era un punto di riferimento per la manutenzione e la custodia della casa. Ricordo, quando facevo visita alla sua nonna, la tenerezza con la quale Corrado si rapportava con lei, che l’aveva fin da bambino custodito ed amato. In quest’ultimo anno la salute lo ho fortemente minato e la sua forte tempra è stata intaccata ed il suo cuore non ha retto. Era degente nell’ospedale di Castelnovo ne’ Monti ed ha avuto la possibilità di trascorrere momenti in compagnia con la sua mamma Adalgisa, anch’essa ricoverata. Confortato dalla presenza della sorella Angela, che lì svolge la professione di infermiera, ha concluso il suo cammino terreno. Il suo funerale,presieduto da Don Villiam, è stato celebrato nella Chiesa Maria Ausiliatrice sabato 19 settembre, con larga partecipazione e la presenza dei volontari della Croce Rossa, di cui fa parte il cognato Rossi Paolo, a testimonianza della stima e dell’affetto per lui ed i suoi familiari. Al termine della celebrazione proprio lo stesso cognato ha voluto esprimere un ringraziamento a quanti hanno partecipato al loro dolore, dicendo che Corrado, pur non essendo un assiduo praticante, ha vissuto concretamente gli ideali cristiani. Anche per lui, non avendo potuto partecipare fisicamente al suo funerale, ho levato a Dio, Padre di Misericordia, una preghiera. Il suo corpo, sepolto nella terra del cimitero di S. Donnino, accanto all’amata nonna, vi riposi in pace. Condoglianze alla mamma ed a tutti i familiari.

 

Grippo Antonietta ved. Cavalletti di anni 86, deceduta a Castelnovo ne’ Monti il 24 settembre. Si era sposata con Cavalletti Giuliano e gran parte della loro vita l’hanno trascorsa a Milano, lavorando e crescendo la loro famiglia. Il loro matrimonio è stato allietato dalla nascita di due figli, Alberto e Paolo, che hanno educato trasmettendo loro i valori umani e cristiani. Dopo il pensionamento sono tornati a vivere a Carpineti, dove Giuliano aveva la sue radici, e dove anchePaolo ha scelto di venire ad abitare con la sua famiglia. Il suo carattere aperto e cordiale le permetteva di instaurare rapporti di vicinanza con le persone. Soprattutto nei periodi estivi, nel parco davanti a casa, passava momenti di amabile conversazione. Si sentiva appagata dalla sua maternità, ma ancora di più nell’essere nonna dei, come lei spesso diceva, “suoi quattro adorati nipoti” i quali, in modo particolare i figli di Paolo, che vivono a Carpineti, erano di casa nel suo appartamento. La sua fede era manifesta e coerente. La sua presenza alla messa del mercoledì e della domenica, sempre assicurata. Seduta quasi sempre nello stesso banco, ci mancherà la sua presenza. Sensibile ai bisogni altrui, partecipava volentieri alle necessità economiche e spirituali della comunità. Dopo la morte del marito, pur avendo conforto nelle famiglie deifigli, sentiva il dolore del distacco ed ogni volta che mi recavo in casa e parlavo con lei rievocava i tempi belli passati con Giuliano, facendomi vedere le varie benemerenze, meritate nella fondazione e vita del coro alpino della Sat di Milano. Una rovinosa caduta in casa ha dato avvio ad una situazione di salute che, in poco tempo, l’ha portata a concludere la sua esistenza terrena. Non ho potuto presiedere il funerale, celebrato da Don Villiam nella chiesa Maria Ausiliatrice sabato 26 settembre; al terminei nipoti hanno voluto ricordare la nonna con un delicato e sentito pensiero. Anche per lei ho innalzato una preghiera al Signore, nel quale Antonietta ha sempre sperato e creduto, nella certezza che l’abbia accolta nel suo regno di luce e di pace. Il suo corpo è stato cremato e le sue ceneri inumate, accanto al marito, nel cimitero di S. Donnino. Condoglianze ai familiari.

 

La parabola dei vignaioli omicidi è l’ultimo avvertimento di Gesù ai rappresentanti del popolo, perché si convertano e aprano gli occhi e lo riconoscano come il Messia inviato da Dio.

Non si può appartenete al popolo di Dio senza accogliere il Cristo nella propria vita.

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2 Commenti

  1. Tantissimi auguri monsignor Guiscardo, per una convalescenza breve che la possa portare presto alla completa guarigione. 25 anni: oltre 3 volte quei 9 che aveva promesso a mons. Vescovo e con gli anni si sono moltiplicate anche le parrocchie: 9 anche quelle.
    Dunque, siamo alle “nozze d’argento” con una comunità che apprezza da sempre il Suo “mestiere” di Parroco avendola vista impegnata quotidianamente con genuina convinzione nello straordinario e impegnativo lavoro della semina di una fraternità utile a tutto il nostro Paese. Come dice Lei, non è tempo di bilanci ma un “grazie Don” lo si può onestamente ascrivere fin d’ora nella colonna delle meritate positività.

    Roberto Lugli

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  2. Congratulazioni e Auguroni Monsignore!
    Valterino Malagoli.

    Valterino Malagoli

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