Castelnovo, entro l’autunno sarà abbattuto l’edificio dell’ex Consorzio Agrario

L’Amministrazione comunale di Castelnovo ne’ Monti ha deciso di procedere entro l'autunno all’abbattimento dell’edificio presente in Piazzale Matteotti, noto come Ex- Consorzio Agrario. Il Consorzio fu costruito tra il 1935 e il 1938 per lo stivaggio del grano, ma ormai da molto tempo è in stato di abbandono.

Una struttura sul cui destino si è molto discusso, spiega l’Assessore all’Urbanistica e alla Rigenerazione Urbana, Daniele Valentini. “L'edificio presenta uno stato di degrado avanzato, in particolare lesioni della copertura e alcune crepe che denotano cedimenti strutturali. Il rischio di crollo con l'arrivo del maltempo invernale è molto alto".

Nel corso dell’ultimo inverno, infatti, le condizioni sono sensibilmente peggiorate tanto da costringere l'Amministrazione comunale a procedere con l’abbattimento, poiché un eventuale recupero sarebbe difficoltoso a causa delle povere fondazioni e della modesta qualità dei materiali utilizzati per la realizzazione.

Una scelta per nulla semplice poiché, seppur privo di caratteristiche storico – architettoniche degne di particolare attenzione, tra l’ex Consorzio e la comunità castelnovese è presente una sorta di “legame affettivo”. Per questo motivo, l'Amministrazione precisa che la demolizione dello stabile non sarà finalizzata unicamente alla creazione di un maggior numero di nuovi parcheggi, ma rappresenterà una prima fase di recupero dell’area a cui ne seguirà una successiva per la realizzazione di uno spazio attrezzato. Diventerà uno luogo dove poter sostare e fruire della splendida vista sulla Pietra di Bismantova, oltre che un nuovo spazio per lo svolgimento di iniziative pubbliche all’aperto nel periodo primaverile ed estivo.

Proseguono Daniele Valentini e il Sindaco Enrico Bini: “La volontà dell’Amministrazione è quella di presentare un progetto inerente a tutto il complesso di Piazzale Matteotti nella primavera del prossimo anno. Sarà fondamentale collocare il processo di recupero dell’area all’interno di un sistema più ampio e completo di rigenerazione urbana previsto per il capoluogo e per la frazione di Felina".

Una fase intermedia, in parte già finanziata quest’anno e in parte nel bilancio 2021, consiste nell’eseguire gli interventi di recupero sui principali edifici e spazi che sono ritenuti essenziali e strategici per lo svolgimento delle funzioni pubbliche quali:

  • Centro Culturale Polivalente,
  • Palazzo Ducale,
  • Ex-vivaio in località Fornacione,
  • Piazzale Don Zanni Felina ed ex-Cinema Ariston,
  • riqualificazione delle Scuole Medie Bismantova,
  • costruzione delle nuove Scuole Elementari e dell’Infanzia in località Pieve,
  • miglioramento energetico dell’illuminazione pubblica,
  • graduale abbattimento delle barriere architettoniche,
  • riqualificazione di tutti i principali impianti sportivi iniziata nel 2014.

Parliamo di interventi per un valore complessivo tra i 15 e i 20 milioni di euro, in gran parte già finanziati e in via di realizzazione. La fase conclusiva di questo lungo e complesso percorso, che partirà dal 2021, sarà rappresentata dalla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale. Tra i principali temi da affrontare: la realizzazione di interventi di riqualificazione nelle frazioni, la gestione dell’area della Pietra di Bismantova, la creazione di un efficiente sistema di mobilità, automobilistica e pedonale del capoluogo che coinvolga anche le piazze e che sia in grado di raggiungere un giusto equilibrio con la necessità di parcheggi e la volontà di creare alcune zone pedonali temporanee o permanenti.

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11 Commenti

  1. Gli Amministratori castelnovesi hanno certamente fatto tutte le loro valutazioni – in termini urbanistici, economici, ecc… – riguardo alle sorti dell’ex Consorzio Agrario, ma ogni qualvolta in un paese viene demolito qualcosa che appartiene alla sua storia, e memoria, io credo che se ne vada anche un pezzo della sua identità, il che mi lascia sempre un qualche dubbio, e una certa qual perplessità.

    P.B. 06.10.2020

    P.B.

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  2. D’accordo con P.B. Alla fine, demolirete anche l’Oratorio di Santa Maria Maddalena?

    EldaZannini

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  3. Concordo con quanto sopra esposto e vorrei astenermi da ulteriori considerazioni ma non posso evidenziare con una certa tristezza, come quella struttura ( dopo vent’anni da suo acquisto, credo 22 per la precisione, acquisto a suo tempo “fortuito” ed a questo punto, considerata la fine che farà, del tutto inutile ) non abbia avuto alcuna considerazione progettuale da nessuna delle cinque amministrazioni comunali che si sono succedute in questo lungo lasso di tempo, e di conseguenza come , incomprensibilmente, nessuna attenzione sia mai stata dimostrata per la valorizzazione della piazza proprio attraverso il recupero e la destinazione d’uso di quella struttura. Certo l’edificio non sarà di pregio, ma non si può negare che abbia alcuni tratti architettonici caratteristici e che comunque sia parte della “storia” del paese: tutti conoscono Piazza del Consorzio ,forse, solo alcuni Piazzale Matteotti. Poco male, diventerà Piazza Ex-Consorzio. Si deve dunque concludere che l’amministrazione che l’acquistò commise un errore ? Sarebbe stato meglio che ne avesse lasciato l’acquisto a privati? Vista la conclusione della storia e se non vado errato anche un tentativo di vendita, sono dubbi più che legittimi.
    Antonio Marginesi

    Antonio Marginesi

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  4. Se Castelnovo fosse una comunità smart avrebbe una visione strategica del proprio sviluppo e saprebbe definire in base a questa scelte le linee di azione, considererebbe centrale la manutenzione del suo patrimonio immobiliare e la sua efficiente gestione e userebbe tecnologie avanzate per questo obiettivo,fonderebbe la propria crescita sul rispetto della sua storia e della sua identità privilegiando il riuso e la valorizzazione dell’esistente in un rinnovamento che si basa sulla conservazione.L’ex consorzio agrario si trova in una posizione centrale del paese, ben esposta con un cortile spazioso, ristrutturato con criterio dovrebbe, a mio avviso, avere una vocazione sociale culturale nonché turistica.Potrebbe addirittura creare lavoro per alcuni dei nostri giovani. Fu costruito bene e con passione per rimanere, perché anche le generazioni future potessero utilizzarlo. Un gesto d’amore che non siamo più in grado di capire.

    Pierangela Melli

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  5. I commenti pubblicati in questi giorni denotano la necessità di una precisazione in merito alla modalità operativa adottata dal Comune per la riqualificazione urbana del capoluogo.
    L’amministrazione comunale non si sta muovendo in modo episodico ed improvvisato, senza una visione strategica complessiva. Stiamo sviluppando e dando attuazione alle indicazioni forniteci dalla cittadinanza durante i percorsi partecipativi. Tra le varie attività svolte in queste occasioni è stata compiuta la mappatura dei luoghi identitari del capoluogo, tra questi non è presente l’Ex-Consorzio come edificio, bensì Piazzale Matteotti come luogo ideale per la realizzazione di un belvedere che affaccia sulla Pietra di Bismantova e sull’Appennino.
    Fondamentale è collocare il processo di recupero dell’area di Piazzale Matteotti all’interno di un sistema più ampio e completo di rigenerazione urbana previsto per il capoluogo e per la frazione di Felina, che ha visto una prima fase, negli anni passati, nello svolgimento di vari percorsi partecipativi (Forum Civico, Mappe di Comunità) con il coinvolgimento della popolazione e dai quali sono fuoriusciti interessanti spunti per il miglioramento dell’assetto urbano, materialmente raccolti nel Masterplan per la rigenerazione urbana di Castelnovo né Monti e Felina, approvato dall’amministrazione comunale nel 2019.
    Una fase intermedia, in parte già finanziata quest’anno e in parte nel bilancio 2021, consiste nell’eseguire gli interventi di recupero sui principali edifici e spazi che sono ritenuti essenziali e strategici per lo svolgimento delle funzioni pubbliche (quali Centro Culturale Polivalente, Palazzo Ducale, xx-vivaio in località Fornacione, Piazzale Don Zanni Felina – ex-Cinema Ariston, Riqualificazione delle Scuole Medie Bismantova, costruzione delle nuove Scuole Elementari e dell’Infanzia in località Pieve, efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, graduale abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre alla riqualificazione di tutti i principali impianti sportivi iniziata nel 2014).
    Fase conclusiva, che vedrà la luce a partire dal 2021, di questo lungo e complesso percorso sarà rappresentata dalla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale. Questo momento non sarà solamente occasione per un completo ammodernamento e riordino degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali, ma dovrà essere sfruttato anche per creare una complessiva visione urbanistica del territorio comunale che sappia valorizzare, mettendo a sistema, tutte le opere realizzate e che sia in grado di affrontare in modo approfondito altre questioni importanti per la comunità come la realizzazione di interventi di riqualificazione nelle frazioni, la gestione dell’area della Pietra di Bismantova, la creazione di un efficiente sistema di mobilità, automobilistica e pedonale, del capoluogo che coinvolga anche le piazze e che sia in grado di raggiungere un giusto equilibrio con la necessità di parcheggi e la volontà di creare alcune zone pedonali temporanee o permanenti.

    Daniele Valentini

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  6. Mi domando cosa c’entri con la demolizione dell’ex Consorzio Agrario il lungo elenco di attività, interventi o propositi, fatto qui dall’Assessore Valentini, nonché il modo con cui si è arrivati a tale scelta (consultazioni, Masterplan, ecc.); qui si tratta, molto più semplicemente, di stabilire se si vuole o meno rinunciare ad un pezzo della propria identità di paese, e di comunità, poi il resto viene di conseguenza (io non vi rinuncerei perché considero importante l’identità, anzi molto importante, ma è solo un’opinione personale, tutto qui).

    P.B. 08.10.2020

    P.B.

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  7. Stavo consultando gli elaborati delle Mappe di Comunità pubblicati il 21 marzo 2017 sul portale Here Castelnovo Monti e sia il primo gruppo che il secondo sottolineavano l’importanza di valorizzare sia la piazza che l’edificio, cito: ” Consorzio Agrario da conservare, non da abbattere, lanciando un concorso di idee, così come si potrebbe tentare un progetto di crowdfunding anche popolare”. A cosa sono servite tutte quelle riunioni dove tutta quella gente ha partecipato con impegno ed entusiasmo credendo di essere ascoltata? A mio avviso questa decisione che l’Amministrazione ha preso non rispetta il volere dei Castelnovesi. Ci dovrebbe essere un dibattito aperto alla cittadinanza.
    Non capisco poi perchè si debba per forza abbattere il Consorzio per realizzare un belvedere con tutto quello spazio a disposizione. Altra cosa strana se veramente l’edificio è pericolante perchè non c’è nessun cartello a segnalarlo? Perchè si può ancora parcheggiare a ridosso del muro? Il tetto si ripara o si sostituisce se si vuole , le crepe e le fondamenta si possono stabilizzare, oggi ci sono prodotti specifici per questo.

    Pierangela Melli

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  8. RIcordavo anche io che i quaderni delle mappe di comunità nominavano direttamente il consorzio, nel dubbio, me li sono andato a rileggere e li, nero su bianco, si trova scritto che la comunità avrebbe voluto il recupero e non l’abbattimento. evidentemente si è deciso di non accogliere la volontà della comunità ed andare dritti per la propria strada, legittimo, ma per favore non scaricate la scelta sulla popolazione. non è una decisione condivisa, farla passare da tale potrebbe un domani che il progetto si rivelasse fallimentare (un parcheggio, un luogo abbandonato a se stesso tipo il “centro Fiera”) scaricare le responsabilità su quella decisione “condivisa”, e non lo è.

    Corrado Parisoli

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  9. Ma quanto era costato al Comune il progetto che prevedeva in quel luogo la costruzione di una biblioteca futuristica?

    Anonimo

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  10. Quanto scrive Corrado Parisoli riguardo all’esito della consultazione, fornisce un ulteriore elemento, affatto insignificante, che va ad aumentare le ragioni di dubbio e perplessità sulla demolizione dell’ex Consorzio (c’è da augurarsi che l’Assessore Valentini chiarisca la cosa, che a me non sembra essere di poco conto ).

    Forse – il condizionale è d’obbligo, perché non possiamo leggere nel pensiero altrui – l’intervento di demolizione potrebbe non dispiacere a quanti vorrebbero cancellare tutto ciò che ricorda in qualche modo il Ventennio, visto che l’edificio risale a quell’epoca (come se anche le pietre portassero una qualche responsabilità).

    P.B. 10.10.2020

    P.B.

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  11. Io non so se l’Assessore Valentini risponderà, a quanto scritto da Corrado Parisoli in tema di consultazione e condivisione da parte della cittadinanza, ma ove ritenesse semmai di farlo – come ho auspicato nel mio precedente commento – potrebbe anche dirci perché in proposito ha cambiato opinione, almeno così pare stando ad un articolo di Redacon del 21 dicembre 2015, dal titolo “In Consiglio comunale a Castelnovo ne’ Monti il primo passaggio ufficiale per la cessione dell’ex consorzio agrario”.

    In tale circostanza il gruppo “Progetto per Castelnovo né Monti” – di cui Valentini faceva parte come consigliere di minoranza, se ricordo bene – non sembrava infatti pensarla allo stesso modo di Valentini divenuto oggi assessore, non propendeva cioè per la demolizione dell’ex Consorzio Agrario, ma per un determinato uso della struttura, e in quella occasione detto Gruppo fece anche un comunicato stampa al riguardo (è ovviamente lecito cambiare idea, ma io credo che ne andrebbe fornita spiegazione).

    P.B. 11.10.2020

    P.B.

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