Approvata l’adesione di Reggio Emilia alla Mab, Riserva di Biosfera Appennino tosco-emiliano

”Dopo una prima deliberazione del febbraio scorso, il Consiglio comunale ha approvato definitivamente la Dichiarazione di adesione del Comune di Reggio Emilia alla candidatura di allargamento della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano, secondo quanto previsto dal programma Mab Unesco. Entro il 15 dicembre, la candidatura sarà infatti inviata all'Unesco dal Comitato Mab nazionale presso il ministero dell’Ambiente.

Ai fini dell'appartenenza di Reggio Emilia alla Riserva, sul piano territoriale e visivo la connessione fra Città e Appennino è costituita dai "corridoi ecologici" che percorrono il territorio comunale estendendosi lungo i tre torrenti Modolena, Crostolo e Rodano.

L’ingresso di Reggio Emilia all’interno del Mab Unesco Appennino - che nella proposta di ampliamento sarà costituito da 79 comuni (fino ad oggi sono stati solo 34) facenti parte delle 6 province di Reggio Emilia, Parma, Modena, Massa Carrara, Lucca e La Spezia - è maturato attraverso un percorso di confronto e condivisione con i Comuni del Crinale appenninico, che sono i veri protagonisti di questa esperienza culturale e ambientale.

Una volta accolte le nuove adesioni, i comuni reggiani che faranno parte del Mab Unesco Appennino saranno - oltre agli attuali Baiso, Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo ne’ Monti, Toano, Ventasso, Vetto, Vezzano sul Crostolo, Villa Minozzo - anche Albinea, Castellarano, Quattro Castella, Reggio Emilia.

Le tre principali funzioni della Riserva di Biosfera sono la conservazione di paesaggi, ecosistemi, specie e diversità; lo sviluppo economico e sociale, ecologicamente sostenibile; l'educazione, la ricerca, il monitoraggio e la formazione sul territorio e, infine, lo sviluppo sostenibile.

Lanciato nel 1971, il Programma dell'Unesco ‘L'Uomo e la biosfera’ (Mab) mira infatti a creare una base scientifica per il miglioramento del rapporto tra le popolazioni e il loro ambiente. Mab favorisce la tutela degli ecosistemi e la promozione di approcci innovativi allo sviluppo economico, socialmente e culturalmente appropriati e sostenibili per l'ambiente, combinando scienze naturali e sociali, economia e formazione.

"L’adesione dell'area urbana di Reggio Emilia al Mab Unesco - afferma l'assessora Bonvicini - va di pari passo anche con la scelta di portare avanti strategie per la mobilità sostenibile a scala extraurbana, come la Tranvia e il riuso delle ferrovie locali, e di elaborare un vero e proprio Piano di forestazione comunale con 15mila alberi da ora e 50mila nell’arco del mandato. La strategia di sostenibilità deve andare oltre i confini di paese, perché la sfida ambientale va vinta insieme, così come occorre lavorare insieme per incrementare l’attrattività turistica e culturale di tutto il territorio, città e montagna

L’adesione al Mab Unesco è infatti un’occasione per rinsaldare il rapporto con l’Appennino: il bacino del Crostolo, come corridoio ecologico che unisce Reggio Emilia alla montagna, così come i torrenti Rodano e Modolena. Quest'adesione sarà un laboratorio di progetti e sperimentazioni in materia di sostenibilità e, a partire dalla stazione Av Mediopadana, una porta di accesso alla città, all’Appennino e alle sue ricchezze.

Anche città europee come Madrid e Vienna hanno ampliato le loro aree Mab, includendo le zone urbane all’interno delle Riserve. Uomo e Biosfera: non più solo l’uomo che abita la natura, ma anche la natura che torna ad abitare luoghi oggi ampiamente antropizzati.

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3 Commenti

  1. L’ingresso di Reggio Emilia e dei comuni della periferia periurbana nell’area MAB Unesco Appennino è veramente tirata per i capelli e svaluta completamente l’inziativa.

    Comprendo le motivazioni economiche, ma non c’è alcun percorso in atto di rinaturalizzazione dei luoghi urbani o di recupero degli scempi di consumo del territorio operati nel passato da Reggio Emilia e gli altri comuni limitrofi (ultimo caso tra mille l’episodio del Conad Reggio Sud). Lo sviluppo residenziale di San Bartolomeo è stata una buona operazione, dal punto di vista del pendolarismo di studenti e lavoratori e necessità dei servizi pubblici, o è stata una speculazione edilizia?
    Perchè non inserire anche Scandiano o Casalgrande o Viano? Cosa hanno di “peggio” rispetto a Reggio Emilia come equilibrio tra uomo e biosfera?

    Rendere tutti “cavalieri” svaluta il titolo e la specificità dell’Appennino, nonché la possibilità di orientare verso l’Appennino le idee e i progetti. Vedremo i soliti progetti di miglioramento della SS63 concentrati tra Puianello, Rivalta e Sesso.

    SC

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  2. Si parla tanto di ecologia e nella riserva della biosfera mab (che dovrebbe proteggere gli ecosistemi naturali) entra una delle città piu’ inquinate d’Italia.
    Complimenti continuate cosi’.

    Lollo

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  3. Capisco le perplessità che sono state anche le nostre; e apprezzo la parte e l’intenzione che “esige” qualità dell’ambiente. Però..Le Riserve uomini e biosfera Unesco non sono Parchi ne riserve naturali. Si compongono di limitate aree “core” dove è prevalente la funzione di conservazione;di più ampie aree “transition” dove prevale la funzione di sviluppo e innovazione culturale economica e sociale per la sostenibilità; e di aree”buffer”,cuscinetto, tra le due di cui sopra. MAB non esiste per conservare i valori;ma per crearne di nuovi . È un marchio di qualità ma ancor di più una certificazione di impegno ( di persone imprese istituzioni associazioni ) . Un quadro di collaborazione urbano/rurale è la cornice più realistica e migliore per affrontare le sfide del cambiamento climatico e mettere in valore i territori insieme alle eccellenze e alle specializzazioni. Chiudersi in casa non è una caratteristica delle dinamiche dell ambiente e non è la vocazione di Mab. È un rischio e una sfida.. da accettare. Discuterne è importante.Suggerisco ascoltare sul profilo Fbook del comune di Reggio E il dibattito del consiglio consiglio del 19 u s in sala tricolore . È molto interessante.

    Fausto giovanelli

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