Manfredini: “Le chiusure penalizzano luoghi sicuri come cinema, teatri e palestre”

"E' una situazione drammatica e non è facile commentare certe scelte, ma è il momento della lucidità". Così commenta lo scrittore ed già candidato alle ultime elezioni regionali,  il carpinetano Matteo Manfredini, le scelte fatte dall'ultimo Dpcm del 24 ottobre 2020 per contrastare l'impennata di contagi da Coronavirus.

"Ritengo abbastanza incomprensibile la decisione di chiudere cinema, teatri e palestre. Luoghi in cui effettivamente tutto viene rispettato in modo diligente (anche dai frequentatori). Con i casi in continuo aumento è evidente che le restrizioni precedenti non erano abbastanza. Proviamo a guardarci attorno, perché non è un problema solo italiano. Più della metà della Francia è in semi lockdown (inclusa Parigi) il coprifuoco è orma esteso a tutto il territorio. Il Belgio, con pochi milioni di abitanti ha 17.000 mila casi al giorno e bar e ristoranti sono stati completamente chiusi per un mese. Oggi la Spagna non ha escluso che molte restrizioni potrebbero durare fino alla prossima primavera".

"Pur non comprendendo certe misure ho tuttavia apprezzato i consigli di stare a casa, come ha fatto sapientemente la cancelliera Merkel la settimana scorsa. E' quanto dovrebbe accadere in un Paese in cui i cittadini sono responsabili e i governanti si comportano da buoni padri e madri di famiglia. Come ho scritto nelle settimane scorse credo che esistano soluzioni efficaci (ma non semplici), bisognerebbe guardare e analizzare i casi di Sud Corea, Giappone o Taiwan (in questa isola il virus è addirittura sparito)".

"Questo per dire che ci sono milioni di persone e decine di Paesi nella nostra stessa situazione, ma ci sono anche governi e popolazioni che hanno trovato un metodo che funziona (per ora). Se una App efficace fosse stata utilizzata da 60 milioni di italiani la situazione potrebbe (forse) essere diversa. Non è però il momento dei se. C'è invece bisogno di affrontare la situazione corrente con determinazione e coraggio. Sono molto preoccupato e continuo a farmi domande, evitando di proporre soluzioni risolutive perché il momento è delicato".

"Durante la campagna elettorale di gennaio ho conosciuto tanti artigiani, imprenditori commercianti e ristoratori che con un lavoro encomiabile mantengono vivi i nostri borghi e i nostri paesi. Piccoli gesti possono aiutarli a superare questo momento complesso: l'asporto regolare, un caffè al bar, un libro, un vestito. Azioni che si possono compiere in totale sicurezza e che permetteranno a loro di superare un inverno che si preannuncia non facile. In queste complesse circostanze è forse l'unico contributo concreto che tutti noi possiamo apportare al nostro Appennino".

 

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9 Commenti

  1. Condivido il commento del Sig. Manfredini , vorrei solo aggiungere una frase che leggevo stamane in un bar che mi ha fatto riflettere e precisamente : “PER COLPA DI QUALCUNO NON SI FA CREDITO A NESSUNO ” . Nata per altre ragioni ma forse di attualità .

    Domenico

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  2. Sono assolutamente d’accordo con il Sig. Manfredini; che senso ha chiudere cinema e teatri, considerati “a ragione” tra i luoghi piu’ sicuri in assoluto? Se non riusciamo a gestire al meglio i luoghi dove abbiamo maggiore evidenza di sicurezza, allora richiudiamo tutto come fatto a Marzo-Aprile e risolviamo tutti i dubbi e problemi!

    Enrico 1960

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  3. Dai tempo al tempo. Se la curva continua ad aumentare torneremo esattamente come ad allora ….. Paghiamo l’allentamento estivo e il ritorno al lavoro e a scuola di molte persone.

    Stalingrado

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  4. Sarà ma le totali aperture hanno penalizzato tutti, specialmente chi in estate ha sempre rispettato il distanziamento come il sottoscritto mentre molti se ne fregavano e questo è il risultato. Ora dispiace per chi è costretto a chiudere, prendetevela con gli amanti della movida.

    Giovanni

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  5. Bisogna capire se vale piu’ la vita di un anziano (perchè le categorie a rischio sono queste) o l’andare a teatro al cinema e al bar o in palestra.
    Io dico che che per salvaguardare le categorie piu’ deboli (oltre che per non far collassare il sistema sanitario e chi ci lavora dentro) bisognava farlo.
    Anche se credo che siamo ormai in ritardo; il sistema di tracciamento con cosi’ tanti casi va a farsi benedire.

    Lollo

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  6. Lei ha perfettamente ragione e non voglio essere frainteso su questo punto una vita vale più di qualsiasi cosa: i miei dubbi vengono dal fatto che ci sono altri settori che non sono stati toccati, ma molto più rischiosi. E’ evidente che una stretta fosse necessaria, perché le restrizioni non bastavano.
    Anche io credo sia già tardi e che i buoi siano scappati: basta guardare Francia e Germania per capire dove stiamo andando….

    Matteo Manfredini

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  7. Pur se non deve mai venir meno la consapevolezza che certe decisioni in materia possono rivelarsi difficili, o per niente semplici, vi sono nondimeno misure, tra quelle ultimamente adottate, che non riesco o fatico a spiegarmi, e me ne viene in mente una in particolare cui fino ad ora non sono riuscito a trovar risposta.

    In tema di scuola, si sente ripetutamente dire che la maggiore criticità risiederebbe nei trasporti-spostamenti, dal momento che i mezzi volti ad ospitare gli studenti non sarebbero numericamente sufficienti, quanto a posti disponibili, per permettere e garantire il richiesto “distanziamento sociale” durante il tragitto.

    Risulta nel contempo che siano fermi, in tutto o in parte, per calo o mancanza di domanda, i torpedoni di diverse ditte-aziende che dispongono di un proprio parco macchine per viaggi turistici, ecc.., posseggono cioè mezzi che potrebbero venir utilmente impiegati per integrare, esaurientemente o quasi, il numero dei primi.

    Dicono che mancherebbero le risorse per “arruolare” tali automezzi, ma se dette aziende devono poi venir indennizzate per il mancato lavoro, e per gli eventuali loro dipendenti si attiva la cassa integrazione, mi chiedo se non sarebbe preferibile che le corrispondenti somme fossero impiegate per la integrazione mezzi che avanti dicevo.

    E’ possibile che il mio ragionamento sia carente, nel senso che mi manchino elementi utili per avere un quadro più completo della situazione, ma da quanto posso saperne, o capirne, continuo a pormi la domanda di cui sopra (almeno fino a quando dovessi disporre di dati e notizie che mi facciano comprendere meglio il perché delle cose).

    P.B. 29.10.2020

    Paolo Bolognesi

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  8. Anche io mi sono posto esattamente la stessa domanda di P.B.

    Andrea

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  9. D’accordo con P.B. Paolo Bolognesi. Poi protezione assoluta con le mascherine e distanziamento, aria aperta e arieggiare. Multare chi non rispetta le regole con multe non spropositate, che c’è quasi vergogna a farle, basta qualche decina di euro… raddoppiando i recidivi… I sindaci devono controllare. Ma non chiudere scuola e lavoro, cultura e sport. La scuola fa sforzi enormi, lo so perchè ho due insegnanti nel parentado, il lavoro poi… so dell’angoscia di chi non sa come fare… cultura a sport possono essere gestiti con regole severe. Ordiniamo una cena al ristorante una volta alla settimana, la sera. Non preoccupatevi troppo di noi vecchi… siamo furbi, stiamo attenti. Potenziare le terapie intensive, tenerle pronte per qualsiasi evenienza, ci va bene. A dire il vero siamo destinati a morire… ci ammaliamo anche di altre malattie. Controllare sì le sere e le notti perchè alcuni giovani sono incoscienti. E aspettarsi presto un vaccino, altrimenti c’è da sbiellare. Dilva Attolini

    Dilva Attolini

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