La proposta della Lega sugli spostamenti: “Considerare l’Unione dei Comuni come un’unica area” – Aggiornamento: le ragioni in base alle quali il sindaco Bini non condivide pienamente

L'Emilia Romagna è da oggi in zona arancione: è quindi vietato ogni spostamento al di fuor del proprio comune di residenza o domicilio. Queste nuove misure per prevenire il diffondersi del contagio da Covid-19 ed evitare un secondo lockdown nazionale, penalizzano fortemente i piccoli comuni di montagna, dove la gente è costretta a spostarsi per ricevere alcuni servizi essenziali in comuni limitrofi.

Da qui la proposta dei consiglieri regionali della Lega, Gabriele Delmonte e Maura Catellani di considerare l'Unione dei Comuni dell'Appennino Reggiano come un'unica area, al fine di facilitare al suo interno gli spostamenti dei residenti. La richiesta è stata mossa al presidente della Regione Stefano Bonaccini affinchè faccia pressioni in tal senso sul Governo.

Delmonte e Catellani sottolineano infatti le difficoltà oggettive che il provvedimento del Governo, in vigore da oggi domenica 15 novembre, impone a carico dei residenti di comuni particolarmente svantaggiati quanto a dotazione di servizi e collocazione logistica. “Per logica e buon senso – spiegano Delmonte e Catellani – chiediamo alla Giunta regionale che i territori dei comuni di Castelnovo Monti, Ventasso, Villa Minozzo, Toano, Casina e Carpineti e Vetto in provincia di Reggio Emilia siano considerati come un comune unico e che sia garantita la possibilità di spostamento senza autocertificazione al loro interno".

Il provvedimento, secondo i leghisti Delmonte e Catellani, si rende “tanto più necessario per il fatto che la maggior parte dei servizi destinati a tutti i residenti della montagna reggiana sono accentrati a Castelnovo Monti e che il rispetto del divieto di non uscire dal proprio comune, se non per ragioni indifferibili, imposto dalla Zona arancione, finirebbe per creare ancora più disagi alla popolazione già duramente provata da questo provvedimento restrittivo”, concludono i rappresentanti del Carroccio.

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Aggiornamento: le parole del sindaco Bini
Nei giorni scorsi, attraverso i consiglieri regionali Gabriele Delmonte e Maura Catellani, la Lega ha proposto alla Regione di considerare il territorio dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano come se fosse un unico Comune in relazione agli spostamenti interni, dopo che la Regione Emilia-Romagna è stata catalogata come “arancione”. Uno status che richiede l’autocertificazione in caso di spostamento da un Comune a un altro. Devo dire che mi fa piacere da parte della Lega un riconoscimento che coinvolge e riguarda l’Unione dei Comuni dell’Appennino, Unione che il partito ha sempre criticato e osteggiato. E leggo anche nell’intervento dei Consiglieri Delmonte e Catellani un superamento di polemiche andate avanti per anni, sulla montagna “Castelnovocentrica” e la presenza di “troppi” servizi mantenuti nel centro principale. La proposta che hanno avanzato non è certamente insensata, ma non la condivido pienamente per più di una ragione: la prima è che già oggi, attraverso l’autocertificazione, viene data ampia possibilità di spostamento tra un comune e l’altro del territorio. Sono contemplate infatti le motivazioni per lavoro, studio, salute e altre necessità, ove in quest’ultima sezione la Regione ha chiarito che rientra il fare la spesa in un altro comune se quello in cui si vive non disponga di punti vendita, o non siano presenti alcune categorie merceologiche, o anche se si ravvisi in un comune vicino una maggiore convenienza. In questo caso si può andare in un altro comune, sempre secondo il criterio del punto vendita più vicino possibile che risponda alle proprie esigenze. Detto questo però, ritengo sia fondamentale in questo periodo sostenere i piccoli e medi negozi e supermarket che, sicuramente con sacrifici, rimangono aperti nei paesi dell’Appennino e in particolare del crinale: tenere aperto il località come Villa Minozzo, Ramiseto, Collagna, Ligonchio e frazioni, è una scelta da cui dipende in buona parte la tenuta socio economica del territorio, per cui invito tutti ad acquistare secondo i criteri di prossimità che tengano conto di questo alto valore delle realtà economiche periferiche. Inoltre, vorrei richiamare ancora una volta l’attenzione sull’andamento della pandemia, che ci invita a limitare il più possibile gli spostamenti, e che è il significato profondo dei provvedimenti presi dalla Regione e dal Ministero della salute. Basta guardare i dati sui contagi, anche in montagna e anche a Castelnovo, per capire quanto sia importante in questo periodo spostarsi il meno possibile, e limitare i rischi seguendo alla lettera anche le indicazioni su uso della mascherina, disinfezione costante delle mani e osservanza della distanza interpersonale. Facciamolo nella speranza che gli sforzi portino rapidamente a un “raffreddamento” della curva di contagio e alla possibilità di allentare le limitazioni, che non hanno ricadute solo sui nostri comportamenti ma anche, e in modo pesante, su tante attività economiche e commerciali, che seppure si stiano dando tanto da fare con servizi di trasporto a domicilio, e di vendita da asporto per quanto riguarda bar e ristoranti, sicuramente non attraversano un momento sereno. Ringrazio comunque i Consiglieri Delmonte e Catellani per la costruttività della proposta, in un periodo in cui altri si dedicano principalmente alle critiche strumentali.
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6 Commenti

  1. Sarebbe una richiesta fondata e importante visto le caratteristiche comuni, anche come densità abitativa di queste zone per lo più rurali e con adeguati distanziamenti e molte persone anziane che hanno bisogno di visite dei figli anche per motivi pscicologici…visite che si possono avere nei cortili senza entrare nemmeno in casa…

    MB

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  2. Finalmente una proposta intelligente

    FN

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  3. Va detto che sto piano pratico le proposta è inutile.
    Il decreto prevede già che se in un comune non c’è un servizio ci si possa spostare in un altro

    Piansano

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  4. Ottima proposta, sensata e che non crea certamente ammassamenti.
    Spiace sentire ciò che pensa il sindaco di C Monti, siamo uniti soltanto quando serve alle casse del comune, diversamente e soprattutto se una proposta non arriva dai banchi della sinistra, va scartata…E poi chiedono collaborazione…..
    Soltanto ora serve avere attenzione ai negozi del crinale, nella normalità tutto si dimentica.

    fabio

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  5. Si potrebbe far tesoro di questa brutta esperienza per il futuro e cominciare, al di là di sterili e spesso superati campanilismi, a valutare seriamente l’ipotesi di fondere i 7 enti amministrativi (socialmente, culturalmente e geograficamente pressochè omogenei), in un unico Comune montanaro (Io lo denominerei “BISMANTOVA”)… Grande, popolato e con piu’ peso specifico a livello politico, lasciando alle realtà soppresse lo status di municipalità ed alcuni servizi decentrati minori. Ne avremmo – a mio avviso – vantaggi prevalenti rispetto alle controindicazioni.

    Alby

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  6. Sarebbe una bella idea che tanto viene presa e messa in un cassetto come tutte le altre.

    F.F

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