Interrogazione gruppi di minoranza sul focolaio di Felina, online il Consiglio comunale

Durante il Consiglio comunale del 30 novembre, i gruppi di minoranza hanno interrogato il sindaco di Castelnovo ne' Monti Enrico Bini sul focolaio scoppiato durante una cena al Parco Tegge di Felina, risalente ormai a un mese fa.

Dopo esser venuto a conoscenza dei primi casi positivi, il sindaco ha provveduto a rilasciare un comunicato per fare chiarezza su alcuni punti: tra cui il numero di persone presenti alla festa, l'elenco dei tavoli nel rispetto delle norme anti-Covid all'epoca vigenti e per sfatare voci di paese che affermavano ci fosse il karaoke e la gente ballasse senza mantenere le distanze.

Il consigliere della Lega, Alessandro Raniero Davoli, ha obiettato nel comunicato non ci fosse alcun riferimento al locale in questione, creando questo non pochi equivoci ad altri locali di Felina come l'Aquila Nera, che si è trovata a dover smentire numerose voci infondate. "Il nome del Parco Tegge è uscito il giorno dopo il comunicato, una volta ricevuta conferma dal Servizio igiene pubblica dell'Ausl di Reggio Emilia" ha spiegato quindi il sindaco in risposta.

Il bisogno di fare chiarezza è sorto da un nostro lettore, dopo che il consigliere Raniero Davoli ha commentato la notizia apparsa su Redacon scrivendo "affermazioni false e denigratorie nei confronti del Ristorante Parco Tegge e della Giunta Comunale".

"Non trovo giusto che si possano affermare con leggerezza falsità, senza che nessuno si prenda poi la briga di smentirle - afferma il lettore". Per questo motivo, riportiamo il link per poter visionare il resoconto dell’interrogazione in Consiglio comunale del 30 novembre.

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7 Commenti

  1. Vorremmo poter seguire in diretta i prossimi consigli. Si potrebbe avere il link in futuro ? Grazie

    Gian

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  2. Salve, vorrei fare alcune precisazioni e ricordare a tutti che prima di parlare e fare polemiche bisogna informarsi bene, altrimenti il rischio è di recare danno e niente altro.
    Io ero presente al parco Tegge quel famoso sabato sera , prima di tutto era una cena normale con serata piano bar non una festa privata.
    Io e mia moglie abbiamo partecipato spesso nelle serate con musica al Parco Tegge , si mangia bene ad un prezzo giusto ma soprattutto per contribuire ed aiutare chi si da da fare per organizzare serate un po’ diverse in paese e più in generale in montagna.
    Mi sono sempre sentito tranquillo in sala da pranzo, perché le distanze venivano sempre rispettate come le altre norme e i camerieri tenevano il giusto comportamento.
    Mi sentivo sicuro perché in una sala da 300 posti eravamo sempre in 30 o 40 persone , quella sera famosa eravamo in un tavolo da 10 pur essendo in 4 e tutti gli altri tavoli erano sistemati così .
    La cantante non si è mai mossa dal suo palco con gli altri due musicisti e nessuno è andato a cantare a karaoke sul palco ; chi si alzava da tavola x andare in bagno , fuori a fumare o altro si metteva sempre la mascherina .
    Quella sera arrivato all’ingresso della sala con la mascherina ,mi sono disinfettato le mani come tutti e sono andato al tavolo e non mi sono mai mosso da li , neanche per andare in bagno. Nel mio tavolo eravamo io e mia moglie che siamo diventati positivi e altri due nostri amici stretti che non sono stati contagiati.
    Io penso che oltre a seguire attentamente e scrupolosamente tutte le norme/precauzioni, ci voglia anche una giusta dose di fortuna. Bisogna non abbassare la guardia e soprattutto avere senso di responsabilità e al primo sintomo isolarsi e fare tampone per evitare di fare ammalare altra gente .

    Angelo Magnani

    angelo magnani

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  3. Beh, se le cose sono andate come dice lei, sig. Angelo, (io di solito credo alle persone fino a prova contraria!) penso che neppure il prof. Brusaferro saprà spiegare come mai, secondo alcuni, vi sarebbero stati diversi contagi, legati dal comune denominatore, di quella serata. Vedremo…. E lei invece, come se lo spiega? Fortuna dice? 🤔 Sfortuna?

    Umberto

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  4. Beh Sig Umberto, io non sono certo un virologo, faccio tutt’altro, mi sono limitato a descrivere come è andata la serata a fronte di quanto sentito e letto in quei giorni, di cose inesatte e non veritiere.
    Tuttavia, avendo avuto molti giorni di tempo in casa per pensare ,ho fatto alcune ipotesi/constatazioni…ad esempio ho notato che tra i non contagiati molti sono fumatori che, ad ogni portata , uscivano a fumare(con tutte le dovute precauzioni sia all’uscita che all’entrata) e forse sono stati meno tempo e/o continuativamente dentro ad un ambiente chiuso anche se grande e spazioso …..
    PS con questo non voglio dire che fumare fa bene!

    Angelo Magnani

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  5. Buongiorno Sig. Umberto
    a noi invece interesserebbe sapere su quali basi scientifiche lei afferma che “neppure il prof. Brusaferro saprà spiegare come mai, secondo alcuni, vi sarebbero stati diversi contagi”. Ha per caso contatti diretti con Brusaferro? Oppure ha una laurea in medicina, con specializzazione in virologia, che le permette di basare questa affermazione sulle sue conoscenze personali?
    Spero non sia invece una delle solite affermazioni da tuttologi in stile Davoli, basata solo sul sentito dire…

    Andrea

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  6. Egregio Andrea,
    io non banalizzerei, o sminuirei, il “sentito dire”, perché spesso è il solo elemento a nostra disposizione per venire a conoscenza di qualcosa che può concernere le nostre rispettive comunità, e per farci o avanzar domande al riguardo.

    A me sembra poi che il porre domande sia ancora legittimo e consentito, anche perché le relative risposte possono aiutarci a comprendere gli accadimenti, mettendo semmai a confronto le eventuali diverse versioni o interpretazioni in proposito.

    Circa i “tuttologi”, non credo si debba essere giocoforza esperti dell’una o altra materia per interessarci di quanto succede intorno a noi, pure con ipotesi o supposizioni, visto che quel “quanto” potrebbe riguardarci da vicino (avere cioè attinenza col nostro vivere).

    P.B. 12.12.2020

    P.B.

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  7. Egregio P.B. concordo in pieno su tutto quello che lei scrive: è assolutamente leggittimo porre domande e porsi dei dubbi anche solo per il sentito dire.
    Diverso però è il caso in questione, in cui il “sentito dire”, nella fattispecie quello che fa comodo dal propio punto di vista politico, viene strumentalizzato e spacciato come verità sacrosanta e oro colato senza avere la benchè minima cognizione in materia. Affermazioni del tipo “se ci sono stati dei contagi saremmo di fronte ad un mistero scientifico”, oppure “neppure il prof. Brusaferro saprà spiegare come mai ci sono stati contagi” sono sparate senza senso, non supportate da nessuna logica razionale e scientifica.
    Porsi dei dubbi sul sentito dire va bene, ma spacciare i pettegolezzi da bar come sacrosanta verità (solo quando ci fa comodo, peraltro) invece può fare solo danni…

    Andrea

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