Decreto Natale, zona rossa nei festivi e prefestivi. Divieti e deroghe

Un lockdown a singhiozzo per il periodo natalizio: l'Italia sarà zona rossa per dieci giorni, quelli festivi e prefestivi, e arancione per altri quattro.

Al contrario di quanto detto nell'ultimo Dpcm, l'Italia rimarrà gialla fino al 24 dicembre (cade quindi il divieto di spostamento dal 21). I giorni in zona rossa saranno il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021. Rimangono zona arancione quindi i giorni del 28, 29 e 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021.

L'Italia ritorna quindi in lockdown nazionale. Gli spostamenti saranno consentiti solo per motivi di lavoro, salute o necessità (come andare a fare la spesa, seguire la messa o fare attività sportiva). Anche l’assistenza ad una persona non autosufficiente rientra nei motivi di necessità, per la quale si potrà muovere una sola persona con eventuali figli minorenni.

Resta sempre consentito viaggiare per fare rientro alla propria residenza, domicilio o nell’abitazione in cui ci si ritrova abitualmente con il partner. Sarà inoltre consentito raggiungere le seconde case, purché all'interno della propria Regione. Tutto ciò con l'apposita autocertificazione (la potete trovare qui).

Per consentire a familiari e fidanzati di ricongiungersi nei giorni festivi e prefestivi e poter dunque festeggiare insieme Natale e Capodanno, il governo ha permesso la deroga al blocco degli spostamenti. Si potranno quindi invitare un massimo di due persone a tavola, oltre ai bambini fino ai 14 anni e persone disabili. Coprifuoco sempre alle 22.

Deroghe anche per i piccoli Comuni sotto i 5000 abitanti. Nel periodo delle festività si potrà uscire dal territorio dei piccoli Comuni entro un raggio di 30 km. Contrariamente, non ci si potrà però muovere per andare nei Comuni capoluogo, anche se si trovano entro un raggio di 30 km.

Questo per quanto riguarda gli ultimi giorni del 2020, ma all'arrivo dell'Epifania che "tutte le feste porta via", porterà via anche l'incubo del Covid? Dal 7 gennaio, infatti, il governo è intenzionato a riaprire le scuole, con il rischio di ritornare ad un sovraffollamento del trasporto pubblico. E ancora non si sa nulla sulla riapertura degli impianti sciistici o delle palestre.

"Il Governo preveda ristori immediati anche per il comparto sciistico, un intero settore fermo nel momento più importante della stagione", l'appello che il presidente della Regione Stefano Bonaccini lancia all'esecutivo.

Nell'ultimo Decreto Ristori non è previsto infatti alcun sostegno economico per gli operatori del settore. “La nostra richiesta vale ovviamente per tutto il territorio nazionale - prosegue. Stiamo parlando di una filiera che va dalle piste agli impianti di risalita, tantissimi addetti che nel nostro Appennino emiliano-romagnolo rischiano davvero di ritrovarsi nelle condizioni di non potersi risollevare, spesso dopo aver investito anche per rispettare le regole di sicurezza”.

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Un Commento

  1. purtroppo la negligenza e il non capire la complessita della situazione da parte di tante persone ha fatto si che venissero inasprite le misure di contenimento, cosi ci rimette anche chi si e impegnato a rispettare le regole, non lamentiamoci troppo in parte ce la siamo cercata.

    anonimo

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