Colori regionali e riaperture: cosa cambia dopo il 7 gennaio

Nuovo anno, nuova vita. L'euforia per l'inizio di questo 2021 sta già scemando e i buoni propositi per il futuro sembrano nascosti dietro una coltre di nebbia che ricopre i giorni dopo il 7 gennaio (data dopo la quale non sarà più in vigore il Dpcm di Natale). Si potrà finalmente iniziare un 2021 con negozi e palestre aperti, con una bella cena al ristorante e un giro in centro dopo le fatidiche dieci di sera o con un weekend sulla neve in una delle stazioni sciistiche degli Appennini?

Si attende l'Epifania con tanta speranza, in questi ultimi giorni di zona rossa, ma poco si sa sulle misure che effettivamente saranno prese oltre quella data.

Sembra infatti che le Regioni torneranno a colorarsi di giallo, arancione e rosso a seconda dell'indice Rt, ovvero l'indice che misura quanto velocemente si propaga il virus tra le persone. L’Emilia Romagna ha registrato dati stabili per tutto il mese di dicembre, mantenendo l’indice Rt puntuale sotto l’1. Questo le permetterebbe quindi di tornare ad essere gialla.

Buone notizie, se così possiamo dire. Riaprirebbero le palestre e i negozi certo. Ma ricordiamo che tra le misure per limitare il contagio nelle Regioni gialle permane l'obbligo di chiusura alle 18 per bar e ristoranti e il coprifuoco alle 22. Gli spostamenti interregionali saranno consentiti solo con altre Regioni di colore giallo.

Inoltre, controversa è la questione della riapertura delle scuole superiori. Nonostante l'Emilia Romagna sarebbe pronta a riprendere la didattica in presenza per il 75% dei ragazzi, le nuove misure prevedono una ripartenza cauta al 50%. Sul fronte del trasporto pubblico, la provincia di Reggio Emilia si è attrezzata per una ripartenza in tutta sicurezza: addetti e steward si posizioneranno nelle principali fermate degli autobus in prossimità degli istituti per evitare assembramenti e un nuovo sistema di videosorveglianza sarà installato sull’intera flotta di Seta.

Infine, per quanto riguarda gli impianti sciistici, tra gli operatori del settore (maestri di sci, ma anche proprietari di alberghi e resort, di negozi sportivi e di noleggio dell'attrezzatura) rimane la speranza di non perdere una stagione invernale che sta regalando precipitazioni nevose abbondanti.

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2 Commenti

  1. Mi sbaglio o su circa 40 000 dosi di vaccino ricevute in Emilia Romagna, ad oggi ne sosno state somministrate circa 3 000, pari al 7% ? Di questo passo, ammesso che arrivino tutte le dosi necessarie, per coprire almeno il 75% della popolazione serviranno 2 anni e mezzo. Spero di aver sbagliato i conti.

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  2. Al pensiero che fra una settimana tutto riaprirà non riesco a gioire. Aprire bar ristoranti,negozi,palestre,impianti sciistici quando ancora il covid miete ogni giorno centinaia di vittime e i contagi sono alti ,quasi ai massimi a me sembra una follia. Sarà perché ,per età, rientro fra coloro che sono più a rischio ma, francamente , mi sembra una cosa demenziale, se attuata nei modi che vengono prospettati.
    Mi si dirà che il tutto si farà “in sicurezza” (sic.!!)e quindi senza rischi. Evidentemente ormai un anno di convivenza col virus non ha insegnato molto e gli interessi pecuniari di pochissimi avranno il sopravvento.
    Se davvero TUTTO si riaprirà prima che una diffusa vaccinazione sia stata fatta avremo una unica certezza: non sarà possibile curarsi manco negli ospedali.
    Francesco Magialli

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