Centrale sul Dolo un “cantiere perenne”. Quanto ci costa in termini di impatto ambientale?

Nell'articolo precedente, l'amministrazione comunale di Toano affermava di star seguendo da vicino la situazione della Centrale sul Dolo. "Abbiamo subito contattato la ditta per sapere entro quando verranno ripristinate le tubazioni. L’impresa sta già provvedendo a togliere i tubi danneggiati, per poi posare quelli nuovi. La previsione è di concludere i lavori entro la primavera".

In risposta, pubblichiamo il commento di Lorena Lugari, guardia ecologica volontaria: "I lavori avrebbero dovuto essere seguiti da vicino sin dall'inizio, anche per verificare che venissero svolti come dichiarato nel progetto".

Il sospetto è che nessuno abbia controllato che i materiali e le tecniche utilizzate per costruire la centrale fossero quelli indicati inizialmente nel progetto. Prosegue Lorena, "Chiedo all’amministrazione - visto che si è subito informata - di che materiale sono fatti i tubi che la società sta così celermente utilizzando per ripristinare il danno."

Un ulteriore punto di discussione è quindi l'impatto ambientale della centrale. Secondo l'amministrazione, le risorse provenienti dall'infrastruttura avrebbero "consentito di realizzare interventi importanti, ad esempio la sostituzione di buona parte dell’illuminazione pubblica con lampade a led". Un risparmio energetico quindi, con una conseguente riduzione dell'inquinamento ambientale. Lorena sul punto conclude ricordando l'utilizzo costante di mezzi e ruspe per rimediare ai danni causati da quest'opera. "Ebbene, chiedo all'amministrazione quanto è costato in termini di impatto ambientale e di emissioni quello che ormai è diventato un cantiere perenne?"

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Un Commento

  1. Alle domande ed alle indicazioni giunte da diverse personalità, sta seguendo un silenzio ireale e demoralizzante. Mi chiedo se tutto ciò che sanno dire gli amministratori sta nel loro approssimativo comunicato e se dobbiamo accontentarci di quello, oppure se c’è speranza di avere qualche interessamento maggiore verso le problematiche riesumate dall’accaduto ? Diversamente viene da pensare che si ignori il compito del loro mandato che comprende anche il dare risposte ai cittadini. Peggio ancora si potrebbe pensare che i nostri amministratori non sappiano cosa rispondere. Attendiamo comunque fiduciosi che si esprima un interessamento maggiore verso il problema e che si vada oltre al lasciar fare al gestore, lavandosene tranquillamente le mani, ma consapevoli della realtà attuale non possiamo farci troppe illusioni.

    Antonio D.Manini

    Antonio D.Manini

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