90 anni per il cardinal Ruini. Tanti ricordi anche in Appennino

90 anni: questo il traguardo che il cardinale Camillo Ruini – eminente figura del collegio cardinalizio -   raggiunge oggi, 19 febbraio.

E’ infatti nato a Sassuolo - provincia di Modena e diocesi di Reggio Emilia - il 19 febbraio 1931 dal prof. Francesco, medico chirurgo, e da Iolanda Rizzoli.

Dopo gli studi liceali, il futuro cardinale Camillo Ruini ha compiuto presso la Pontificia Università Gregoriana gli studi filosofici e teologici in qualità di alunno dell’Almo Collegio Capranica, conseguendo la licenza in filosofia e la laurea in teologia.

E’ stato ordinato sacerdote presbitero l’8 dicembre 1954 proprio nella cappella dell’Almo Collegio Capranica di Roma da mons. Luigi Traglia vicegerente della diocesi di Roma, quindi cardinale e vicario del Papa. Il ventitreenne don Camillo era allora studente nella Pontificia Università Gregoriana.

Nella città natale di Sassuolo il “novello sacerdote” celebrava la Prima Santa Messa la mattina della domenica 12 dicembre nell’Insigne Collegiata di San Giorgio Martire; nel pomeriggio, durante la funzione del canto dei Vespri don Camillo rivolgeva un breve discorso di saluto ai tanti fedeli accorsi in San Giorgio e ringraziava Dio per il dono grande del sacerdozio.

L’impegno di “don Camillo” in diocesi

Conclusi gli studi a Roma e rientrato definitivamente in diocesi nel 1957, durante l’episcopato del vescovo Beniamino Socche è divenuto docente di filosofia nel Seminario Diocesano. Dal 1958 al 1966 ha ricoperto l’incarico di assistente dei Laureati cattolici e successivamente del Movimento ecclesiale di impegno culturale.

Nel 1966 il vescovo Gilberto Baroni lo ha nominato delegato vescovile per l’Azione Cattolica, incarico che ha ricoperto sino al 1970. Nel 1968, istituito a Reggio Emilia lo Studio teologico interdiocesano ne è divenuto docente di teologico dogmatica e contemporaneamente preside, formando generazioni di sacerdoti e di laici. Lo stesso anno il vescovo Baroni gli affidava l’incarico di vicario episcopale per l’apostolato dei laici, ufficio che ha ricoperto sino al 1986. Sempre nel 1968 monsignor Baroni lo nominava presidente del Centro Giovanni XXIII - “il Giovanni” come era abitualmente chiamato, con sede in via Prevostura, 4- istituzione culturale che ha guidato con saggezza e ricchezza di attività sino al 1986. E’ stato don Camillo, in questo ruolo, ad accompagnare a Reggio e a Canossa il futuro Papa Ratzinger. In Appennino molti ex giovani lo ricordano anche per le celebrazioni per le Cresime, prima ancora, diacono, conobbe il cardinal Sergio Pignedoli.

Il 1 novembre 1975 sempre il vescovo Baroni lo nominava presidente della Consulta diocesana, poi interdiocesana, per la pastorale scolastica; durante la sua presidenza promosse la nascita degli Studenti Democratici in concomitanza con l’introduzione dei decreti delegati del 1974 per favorire la partecipazione degli studenti alla gestione sociale della Scuola. Nello stesso periodo nacque a Reggio Emilia l’Associazione Genitori - A.Ge - sotto la sua guida. In tali ruoli si è sempre contraddistinto per dinamismo, proposta di iniziative e lungimiranza di intuizioni.

L’allora don Ruini ha avuto attiva parte nella organizzazione e nella conduzione del Sinodo diocesano sull’evangelizzazione in terra reggiana e guastallese; uno dei momenti salienti è stato il Convegno ecclesiale sulla presenza dei cristiani nella società civile.

Vescovo ausiliare

Il 16 maggio 1983 il papa Giovanni Paolo II lo eleggeva vescovo titolare di Nepte e ausiliare della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla; il 29 giugno 1983 nella cattedrale di Reggio Emilia, gremita di fedeli e di amici, il vescovo Gilberto Baroni – che lo stesso Ruini definì “”padre, maestro e guida nella missione sacerdotale e poi episcopale” lo consacrava vescovo. Monsignor Ruini scelse come motto episcopale il versetto del Vangelo di San Giovanni: “La verità vi farà liberi”.

Da allora prese avvio la bella tradizione di celebrare in luglio l’onomastico del presule in quella che divenne la tradizionale “festa dei tre Camilli: Ruini, Mescoli, Rossi. Profondo è sempre stato il legame di Ruini con monsignor Baroni; lapidariamente lo definì “Il Vescovo: uomo di Dio, sposato alla sua Chiesa”; il 16 aprile 2013 nella cattedrale di Reggio il cardinale Ruini inaugurava assieme al vescovo Camisasca la lapide commemorativa in memoria del vescovo Gilberto.

Nel 1985 il Papa Giovanni Paolo II nominava monsignor Ruini vicepresidente del Comitato preparatorio del Convegno Ecclesiale di Loreto, presieduto dal cardinale Carlo Maria Martini. Sempre nel 1985 veniva eletto membro della Commissione episcopale della Cei per l’educazione cattolica, la cultura e la scuola.

Il ruolo di Ruini nella CEI e la nomina a Cardinale

La nomina ad ausiliare era solo il primo gradino di un “cursus honorum” che ha portato “don Camillo” a responsabilità sempre più alte, sino alla presidenza della Cei e alla guida della diocesi di Roma, quale vicario di due papi: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI; nonché alla porpora cardinalizia.

Il 28 giugno 1986 Giovanni Paolo lo nominava Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. L’8 settembre 1986 mons. Ruini dava il saluto ufficiale alla sua diocesi di Reggio Emilia–Guastalla presiedendo il solenne pontificale nel Tempio della Beata Vergine della Ghiara. Ritornò nella basilica mariana il 6 giugno 1988 in occasione della memorabile visita di Papa Giovanni Paolo II e il 29 aprile 1996, quale inviato speciale del Papa Giovanni Paolo II, per aprire le solenne ed esaltanti i celebrazioni del IV Centenario del primo Miracolo e dell’erezione del Tempio.

Il 17 gennaio 1991 Papa Woytjla lo elevava alla dignità di arcivescovo e lo eleggeva suo pro-vicario per la diocesi di Roma; il 7 marzo 1991 Giovanni Paolo II lo nominava presidente della Conferenza episcopale italiana e lo creava cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991, del titolo di Sant’Agnese fuori le mura; il successivo 1 luglio fu nominato Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma. Papa Woytjla lo riconfermò per due quinquenni presidente della Conferenza Episcopale Italiana: il 7 marzo 1996 e il 6 marzo 2001, incarico mantenuto sino al 2008. Particolarmente attese e oggetto di ampia riflessione anche dal mondo politico sono state le sue prolusioni alle riunioni dei vescovi italiani, così come lo sono oggi i suoi puntuali interventi su tematiche ecclesiali, etiche e concernenti la politica nel suo senso più alto.

Fede esemplare, profonda spiritualità, afflato pastorale, passione per lo studio e l’insegnamento della filosofia, aggiornamento su tematiche nodali, lungimiranza, puntuale capacità di analisi profonda delle diverse problematiche anche in ambito politico e sociale nonché di individuare e proporre adeguare risposte, solidi fondamenti cristologici, antropologici ed ecclesiologici, sottolineatura della centralità della persona umana e della cultura sono fra le doti che contraddistinguono il solido ed ampio magistero del cardinale Ruini.

Fedele, saggio, intelligente, esperto, fedele, generoso, soprattutto lungimirante: questi sette aggettivi sono stati riservati da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI in lettere inviate al cardinale Camillo in occasione di sue particolari ricorrenze. Il cardinale Ruini vanta una cospicua e impegnativa produzione editoriale sui temi di particolare rilevanza; solo alcuni titoli: “Intervista su Dio”; “C’è un dopo”, sul tema della morte e dell’aldilà; “Un’altra libertà”. Numerosissimi i suoi interventi sulla stampa e le interviste televisive.

L’8 dicembre 2014 il cardinale Ruini ha celebrato nella sua Sassuolo, nella chiesa di San Giorgio circondato da tanti amici, il 60° di sacerdozio. E’ inoltre divenuta ormai consuetudini per gli ex giovani che lo hanno avuto come guida nella loro formazione ritrovarsi a Roma per festeggiare il suo compleanno.

 

(Giuseppe Adriano Rossi)

 

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6 Commenti

  1. Buon compleanno Eccellenza !
    Oltre ai sette aggettivi dell’articolo, aggiungerei una definizione,a mio avviso calzante: “sempre con la schiena dritta e le idee chiare, poco incline al relativismo imperante di questi ultimi decenni”.

    Ivano Pioppi

    Rispondi
  2. in questa bellissima presentazione di don Camillo non ho trovato che negli anni settanta quando cominciarono i consigli di istituto don camillo oganizzò ” gli studenti democratici ” con lui mi venne la passione per la politica

    bertoncini savio

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  3. Auguri Eccellenza.
    a Lei, formatosi sotto l’allora Santa Romana Chiesa, sempre pronto
    a combattere contro la secolarizzazione , il modernismo e il relativismo,
    va il nostro ringraziamento per la Sua guida di Buon Pastore nella
    “buona battaglia”.
    Che il buon Dio la protegga e ci faccia dono di tanti Suoi servitori come Lei.
    Sursum Corda
    .

    esule in patria

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  4. E’ un cardinale, non un vescovo. Il “titolo” è Eminenza.

    Giovanni Annigoni

    Rispondi
  5. Per essere ancora più precisi, Reverendissima Eminenza: ma penso che a Don Camillo interessi poco….

    Ivano Pioppi

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  6. Questo “don Camillo” ne evoca un altro, che nelle apparizioni cinematografiche degli anni Cinquanta-Sessanta si guadagnò tanta simpatia tra gli spettatori dell’epoca, unitamente al suo “avversario” Peppone, due figure che ci riportano con la memoria ad un tempo in cui esistevano valori chiari e ben riconoscibili, cui potersi ispirare (valori cosiddetti “non negoziabili”).

    Non intendo fare alcun accostamento con il Cardinale, che peraltro ho conosciuto soltanto attraverso gli organi d’informazione, ma ne ho nondimeno seguito l’operato nel corso di questi anni, e in questa circostanza, cogliendo l’occasione di quanto riportato ieri da Redacon, mi permetto di esprimergli anch’io, seppur con ritardo, un sincero “Buon Compleanno”.

    P.B. 20.02.2021

    P:B.

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