“Cecco, il pastore delle nuvole” (racconto di Alberto Bottazzi)

Dopo un lungo viaggio, per altro sereno, come gli avevano augurato i suoi paesani, Cecco si risvegliò in cielo su una nuvola. Guardandosi intorno si rese subito conto che qualcosa d'insolito l’aveva colpito. Il panorama non era quello di sempre, non vedeva più la sua piccola casa, l'osteria, le sue pecore, il suo cane, la sua gente. Cecco era diventato una fiammella tra tante fiammelle.

Chi sei, da dove arrivi?” chiese l'Entità che sembrava essere il portavoce del gruppo. “Mi chiamo Cecco, o meglio mi chiamavo Cecco, ora non lo so più, provengo da un piccolo paese sulla Terra dove sono nato e cresciuto tra la bellezza dei monti, il verde dei boschi, l'acqua limpida e fresca dei torrenti”. “Ma qui non ti conosce nessuno…!” replicò l'Entità. “Vuoi vedere che il tuo lungo viaggio si è concluso sulla nuvola sbagliata!?”. Quelle parole sconvolsero Cecco che, ansioso e tremante, come la sua fiammella, rispose titubante: “Governavo le mie pecore nella radura del monte sopra al paese, in una primavera splendida, poteva essere maggio o giugno, l'erba era bella e rigogliosa, il cielo sereno, quando una grande stanchezza assalì le mie gambe, le mie braccia, il mio corpo.

Allora mi sono sdraiato all'ombra di un castagno per fare un pisolino, con il mio fedele argo accanto… e… e… ed eccomi qua…!”. “Come si chiama il paese sulla Terra da dove provieni?” “Vaglie” replicò Cecco sempre più ansioso. “Vaglie!?” continuò l'Entità… “ne ho sentito parlare, siete in molti quassù, ma la vostra nuvola non è questa!”. “Dunque, qual è la nuvola di Vaglie?”, domandò, mesto e pensieroso Cecco! “Quella laggiù in fondo”, rispose l'Entità, “dove la luce del cielo si fa più azzurra e accecante, là c'è solo una nuvola in quel punto, a forma di cuore, quella è la nuvola di Vaglie”. “Ma come faccio ad arrivarci?” chiese Cecco sconsolato. “Vola, vola, ora puoi volare, hai le ali, non temere, ti farò accompagnare da due fiammelle rosa!”. “Hai detto che facevi il pastore sulla Terra? Bene, qui il cielo è spesso rivestito da nuvole che i terrestri chiamano 'pecorelle' così, potrai pascolare anche qui…!”. Cecco, così rinfrancato dalle parole di San Pietro, spiegò le ali e spiccando il volo verso la nuvola di Vaglie, diventò, fantasticamente e meritatamente il “pastore delle nuvole…!”.

Alberto Bottazzi, da:“SE LIGONCHIO AVESSE IL MARE e tante altre storie”

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4 Commenti

  1. Vaglie, le sue genti, i bambini pastori divenuti uomini nei nostri monti. Le mie origini, i miei avi pastori, mio padre pastore e i suoi racconti… nel mio cuore in eterno lassù nella nuvola vagliese a forma di cuore
    Grazie Alberto Bottazzi
    Luca Zanicchi

    luca zanicchi

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  2. Commovente, potrebbe essere una risposta ai miei tanti: ci sarà, come sarà?
    Grazie per avercela fatta conoscere. Elda Zannini

    EldaZannini

    Rispondi

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