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Carcassa di lupo ritrovata in un torrente, ucciso da una fucilata

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Foto da "La Gazzetta di Reggio"

Giovedì scorso, la segnalazione di un gruppo di cittadini ha allertato Ivano Chiapponi, incaricato del recupero di animali selvatici, per la presenza di una carcassa di lupo nel corso d'acqua tra La Vecchia e il Comune di Casina.

Ad uccidere l'animale, un'esemplare femmina di giovane età, un colpo di fucile. Si tratta di un grave episodio, nei confronti di una specie protetta, perseguibile penalmente e sul quale ora stanno indagando i carabinieri forestali di San Polo.

"Qui siamo di fronte all'uccisione deliberata di una specie protetta - afferma Chiapponi-. Quando l'abbiamo recuperata abbiamo notato subito il grosso foro, da dove è uscito il proiettile, dall'altra parte abbiamo notato quello più piccolo: il foro di ingresso".

In quest'ultimo periodo gli avvistamenti di lupi, anche in pianura, non sono più rari come un tempo. "Io credo che in questo periodo il lupo sia molto in difficoltà - denuncia - Lo dimostrano i ripetuti incidenti in cui rimangono coinvolti e ora anche questo episodio". D'altronde Chiapponi con il suo lavoro è un osservatore speciale di quello che avviene alla fauna nel nostro territorio. A lui spettano anche i recuperi di altri animali selvatici, o di quello che di loro resta, dopo il passaggio del lupo. "Si è infatti registrato anche un calo degli animali che sono prede predilette da parte dei lupi, come daini e caprioli - afferma - per effetto della diffusione del lupo".

La carcassa dell'animale è stata affidata al Wolf Apennine Center, per tutti gli studi del caso, insieme ad altre 8 lupi morti perché investiti e recuperati tra le province di Modena e Reggio da Chiapponi in soli 2 mesi.

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19 Commenti

  1. NON SONO OVVIAMENTE STATO IO, NON HO MAI SPARATO AD UN LUPO, MA …
    letto l’articolo mi sorge una domanda: se vedo un lupo nel mio giardino, a fianco della mia casa qui a Ramiseto, che sbrana una delle mie galline, che faccio? Gli scatto una foto e la posto sui social?
    Ne avevo sette, belle cocche di razza New Hampshire rosse acquistate da un noto rivenditore locale. Più un bel gallo regalatomi da una amica di Felina. Le cocche vivono, o meglio, vivevano in una casetta in legno sotto un grande punto, protette da un recinto di 30 mq, a norma delle regole sul benessere animale, rete alta 1,75, pali in castagno. All’’esterno un recinto con bandella elettrificata di oltre 200 mq.
    Il lupo, un lupo grigio maschio, è entrato più volte, in un caso avvistato dalla badante della mia povera mamma, con una gallina in bocca.
    Adesso mi è rimasto un gallo, di razza cocincina. Delle 5 galline che mi facevano ottime uova nostrane e del gallo rosso, nemmeno il ricordo.
    Ripeto la domanda, agli ambientalisti di città, da condominio, al Presidente stipendiato dal Parco Nazionale, ai consulenti remunerati dal Parco e dall’Unione Europea, per arrivare alle Forze dell’Ordine, stipendiate (meno del Presidente) dallo Stato, tramite le mie tasse: le uova fresche, adesso me le portate voi o devo comprarle al supermercato? E le mie belle cocche, sane, felici di vivere libere, a beccare granturco, erba, a ripulire dagli insetti e in un caso anche da una vipera il mio giardino, chi me le rida’ ?
    Mi seguivano come dei cagnolini, quando aprivo la casetta all’alba, poi sciamavano felici nel giardino. Peccato per loro che non fossero una razza protetta. Mi sorge un dubbio, gli animalisti, l’Unione Europea, il Parco Nazionale sono forse razzisti, che decidono (parafrasando George Orwell), che “alcuni animali sono più uguali degli a altri? Che alcuni devono vivere e altri no?
    Posseggo un fucile da caccia semiautomatico Breda, calibro dodici, provvisto di cartucce adeguate. Posso farne uso per difendere l’ultimo gallo, che canta sconsolato tutto il giorno, e qualche volta, angosciato per la solitudine, e forse la fifa, viene a beccare al vetro della finestra del soggiorno, perché mi affacci e gli dica due parole … ? Posso? c’è qualcuno che riconosce lo “stato di necessità” oppure è prevista una pena detentiva, il sequestro del fucile e una pesante multa se difendo i miei animali?
    C’è un’anima bella ambientalista che può spiegarlo al mio gallo, (a proposito si chiama Grinta, di cognome Napoleone …) che è giusto che lui si sacrifichi e si rassegni ai denti aguzzi del lupo grigio selvatico …?
    Grazie per l’attenzione.
    Alessandro Raniero Davoli

    Ps: chiedere cosa ne pensano del lupo ad allevatori di cavalli, pecore, capre, bovini allo stato brado sbranati negli ultimi 15 anni dal lupo sia italico che importato …

    Alessandro Raniero Davoli

  2. Anche quando ero cacciatore, definivo il Lupo 🐺, come un animale straordinario, precisando che, il più intelligente dei nostri cani da caccia, non sarebbe stato in grado di cavarsela da se, in libertà, come invece, il Lupo sa fare. Straordinario, non è sinonimo di meraviglioso, ma sta a significare : NON, ordinario. Anche i problemi, riconducibili a lui, non sono di poco conto. Dopo che salvai quel cucciolone dalla Rogna ( grazie al supporto del Parco Nazionale) e dopo averne catturati tanti (ma solo con le fototrappole!) ho saputo di recente, per puro caso, di essere stato soprannominato IL LUPARO. Così che spesso mi chiamano persone (Davoli compreso) a cui il Lupo (presumibilmente) arreca danni. Ho visto fantastiche recinzioni violate da Ezechiele, anche se costruite con reti speciali adottate dalle Basi della NATO. Non è certo piacevole allevare animali, per poi vederseli sbranati. Così, che il tema sollevato con ironia da Davoli, è molto reale e credo che servirebbero in quei casi, risarcimenti/indennizzi adeguati. Ciò, sarebbe a mio avviso molto utile, al Lupo stesso che sarebbe così visto, con occhio più benevolo… Temo che molti Lupi vengano abbattuti ogni anno, vittime della Piombite… (pallottole). E credo anche che soltanto uno su mille, venga poi rinvenuto. Un occhio più attento agli allevatori (anche solo di galline) credo sarebbe una buona medicina.

    Il Luparo

  3. Aridaje…i lupi importati (almeno legalmente), in Italia non esistono!
    Siamo ancora qui a discutere sempre degli stessi luoghi comuni, già ampiamente smentiti da anni…
    Quanto al resto, credo che la difesa passiva (intesa come barriere antilupo, non come fucili da caccia) sia un diritto/dovere dell’uomo, che si deve adattare all’ambiente in cui vive. E non il contrario…
    Ultima cosa, ma non per importanza, massima solidarietà per le sue galline.

    Andrea

  4. In effetti, la questione posta da Davoli non è di poco conto.
    Se ci capitasse un incontro col lupo che minaccia i nostri animali, possiamo sparare o dobbiamo lasciarli sbranare?
    Vale più la vita di un mio cane o quella di un lupo?
    La risposta la immagino … sarà il Magistrato a verificare lo stato di necessità… ma le spese di avvocato e i tempi di indagine rimangono a mio carico…
    Le alternative sono diverse…
    – stare a guardare lo scempio degli animali di nostra proprietà ed ai quali siamo affezionati….
    – le altre non sono illustrabili…. in quanto forse penalmente rilevanti….

    Luca Fioroni

  5. A volte io dormo sul divano con una delle mie gatte accanto. Si può provare a fare la stessa cosa con il gallo accarezzandolo e coccolandolo (in questo modo una volta avevo abituato un galletto francese anziano a portare a spasso i pulcini). D’ altra parte non è neppure la cosa più strana: avevo sentito parlare di un noto psichiatra che passò un periodo della sua vita in cui andava in giro spogliato dei suoi indumenti con una gallina in mano.

    Roberto Pastorelli

  6. Mi pare di ricordare che una delle galline del Signor Davoli sia stata tristemente schiacciata da una macchina propio sotto al recinto di casa sua. La macchina non era nemmeno una vecchia Lupo….. ( mi perdoni l’ironia). E sempre le suddette galline scorrazzavano libere nella piazza del paese, dove di lupi ce ne sono ben pochi ma ci sono fin troppe persone appassionate di uova.
    Consiglio a tutti gli accaniti ” uccisori” di lupi di leggersi con molta Tranquillità il libro della signorina Canestrini Mia, lupologa di professione e profonda appassionata di natura e del suo totale equilibrio. E parlo anche di quell’equilibrio fra uomo/allevatore e animali selvatici.
    Ammirate la natura, impariamo da lei.
    Il senso di apparenza e soliderietà ad un branco che hanno i lupi noi facciamo fatica ad averlo adesso che siamo TUTTI in un momento di difficoltà.

    Sibil

    • Gentile Sibil, le galline sono curiose (sarà perché sono femmine 😀), e le mie amavano andare in piazza a guardare la gente, sopratutto il giovedì, giorno di mercato. Più di una volta sono venuto a prenderle. Tutte in fila stavano su un muretto, passavano mezza giornata li, come tante ragazze in libera uscita.Come ho scritto, cinque su sette sono state mangiate, due sono finite sotto un’auto. Le altre invec avevano imparato ad attraversare. In realtà altre sue sono state sbranate da due maremmani, di un signore del mio paese. Cani liberi di girare a piacimento. Uno di questi ha tentato anche di assalirmi, e mi ha procurato una ferita alla mano sinistra. Mi sono difeso. Non sarà per caso lei, Sibil, la padrona dei due maremmani? Sa, sono cani di 40/50 chili e aggressivi. Uno ha aggredito anche un pastore, a quanto mi dicono. Ho ovviamente presentato denuncia ai carabinieri, e per la ferita sono andato al Pronto Soccorso. Se poi lei avesse visto (ma non credo perché a Ramiseto la gente “locale” è onesta) qualche umano “prelevare” le mie galline, come pare di capire dal suo commento, sarebbe suo dovere avermelo già segnalato, oppure tace e diventa complice? Noto molto astio nel suo commento, è una fan sfegatata del lupo e non le sono simpatiche le galline?
      Saluti,
      Alessandro Raniero Davoli

      Alessandro Raniero Davoli

  7. Parafrasando e parafrasando, secondo il dire di Davoli, a volte ci si prende, e agli animali che risultano essere meno uguali degli altri non resta dunque che subire, e la loro difesa attuabile solo in maniera passiva, nella fattispecie barriere antilupo come scrive Andrea, pur se potrebbero anche non bastare, stando al commento de IL LUPARO.

    In ogni caso, al di là delle diverse massime e citazioni, trovo anch’io che la “questione posta da Davoli non è di poco conto”, mutuando le parole di Fioroni, e credo che dovrebbe trovare risposta da parte di chi ha titolo per farlo, così come il sapere se siano possibili forme inoffensive di difesa attiva, volte ad allontanare e dissuadere il predatore.

    Sperando di non essere frainteso, penso ad es. al poter semmai usare un fucile da caccia regolarmente detenuto e caricato a salve, o ad una “pistola giocattolo”, cioè strumenti col solo scopo di produrre un rumore sgradito al Lupo (l’essere “armi” innocue potrebbe indurre qualcuno a ricorrervi, ma bisognerebbe prima sapere se sia o meno consentito).

    A me sembra insufficiente la tesi secondo cui è l’uomo “ che si deve adattare all’ambiente in cui vive. E non il contrario…”, perché, trascurando o minimizzando il problema, si possono alimentare ingiuste avversioni al Lupo, come quando qualcuno se la prende ingiustamente con i cani causa il fatto che taluni proprietari li “gestiscono” in maniera inappropriata.

    P.B. 26.03.2021

    P.B.

    • Basta urlare sig. PB. e il upo se la dà a gambe.
      La migliore difesa attiva verso il lupo. Il sig. Alessandro Raniero Davoli (uso il nome completo se no non si volta cit.) gia da anni sparla della presunta aggressività del lupo. Ma visto che circa un quarto dei lupi ogni anno muore, la maggior parte per bracconaggio, è lui il più spaventato di tutti.

      AG

      • Caro AG uso il nome completo perché in provincia di Reggio Emilia sono oltre 15 gli omonimi Alessandro Davoli, tra i quali, a quanto ricordo, un giornalista, un concessionario d’auto, un calciatore, un preparatore atletico ecc Oltre a quattro o cinque Alessandra.
        Dopo i problemi in banca, in posta, all’Ufficio Motorizzazione, dove devono cercare il codice fiscale, data di nascita ecc per evitare scrivo tutti e tre i nomi. Come usava quando sono nato io, al primo nome Alessandro, si aggiungevano i nomi del nonno paterno e materno, di solito. Questo è il motivo. (A volte mi chiedo cosa ci sia nella testa della gente, certamente non la buona educazione, “se no non si volta” è una battuta di pessimo gusto e malevola, tutta sua … signor AG)
        Saluti,
        Alessandro Raniero Angelo Davoli

        Alessandro Raniero Davoli

        • Quindi il suo unico scopo è di essere riconosciuto quando dice qualcosa. Una permanente campagna elettorale insomma. Una soddisfazione del proprio ego. Nient’altro.
          Esattamente come al suo capitone.
          Ad altri basta comunicare le proprio idee. Non la propria riconoscibilità.

          AG

          • Far sapere chi è che parla è una forma di educazione di base e rispetto verso se stessi e i propri interlocutori, che a lei, AG, manca del tutto. Chi non vuol essere riconosciuto è qualcuno che si vergogna delle proprie azioni, che non se ne assume la responsabilità. Come esempio: ha presente i criminali, i rapinatori con i cappucci? Al contrario degli anonimi, io ci metto la faccia, non come lei, che si firma AG. Però mi convinco sempre più che sia tempo perso, volerlo spiegare a chi ha solo odio da comunicare, (cosa c’entra l’uomo politico che lei insulta paragonandolo ad una bestia, attribuendogli il nome del maschio dell’anguilla?).
            Mi sorprende ancora una volta in negativo il comportamento della redazione di REDACON, che invece di moderare i commenti lascia passare insulti, come accaduto lunedì scorso nei miei confronti (è reato di diffamazione a mezzo stampa, articolo 595 cp), e poi, come adesso, gratuiti messaggi d’odio contro un senatore della Repubblica, segretario del primo partito d’Italia.
            Signor/signora AG, nel difendere il proprio punto di vista non si deve scadere negli insulti o nella mancanza di rispetto per la persona alla quale ci si rivolge, forse mamma e papà non hanno fatto un buon lavoro, nel crescerla.
            Per REDACON: se esiste un moderatore imparziale e accorto, dovrebbe intervenire.
            Un saluto ai lettori,
            Alessandro Raniero Davoli

            Alessandro Raniero Davoli

  8. Ho molto più paura di che grida, ogni due per tre, ai brogli elettorali;prima a Castelnovo,poi contro il povero Trump,poi gioisce per la presa del palazzo,poi sono i comunisti. Lasciamo stare i lupi,almeno loro conoscono il significato della parola “coerenza”.

    Simon

    • Egregio Signor Davoli
      a parte il fatto che stiamo scivolando, come spesso accade, fuori tema, le faccio sommessamente notare che se Matteo Salvini, senatore della Repubblica, segretario del primo partito d’Italia, è appena stato assolto nel processo per aver definito la magistratura italiana un “cancro da estirpare” (un chiaro messaggio di amore,come quando paragonò la Presidentessa della Camera Laura Boldrini ad una bambola gonfiabile), dubito che si possa invocare l’articolo 595 c.p. nei confronti di AG per aver definito il suddetto Matteo Salvini “capitone”.
      Un po’ di coerenza non guasterebbe…

      Andrea

  9. Urlare è la migliore difesa attiva, secondo AG, e non gli mancheranno certo i motivi per affermarlo con tanta ferma certezza, ma si dovrebbe nondimeno tener conto delle persone che la pensano invece diversamente, semmai per aver sentito parlare di casi in cui il Lupo è rimasto piuttosto indifferente ed impassibile di fronte all’umano “vociare”.

    E se tali persone ritenessero eventualmente di avvalersi di strumenti del tutto innocui per gli animali, vedi cartucce di fucile caricate a salve o pistole cosiddette scacciacani, al solo scopo di riprodurre “detonazioni” che potrebbero intimorire il Lupo più della voce, non vedo perché non dovrebbero innanzitutto sapere se ciò sia o meno permesso.

    P.B. 27.03.2021

    P.B.

  10. Devo dedurre quindi dall’ultimo messaggio del sig. Alessandro Raniero Davoli che tutti quelli che si firmano con
    uno pseudonimo (come fa da anni il sig. PB ad esempio o come fanno quasi tutti gli utenti) si vergognino di quello che scrivono.
    Devo quindi dedurre che al sig. Alessandro Raniero Davoli, redacon abbia chiesto i documenti di identità prima di pubblicare i suoi testi.
    Perchè se così non fosse, vede, chiunque potrebbe pubblicare un messaggio a suo nome.
    Ma andiamo oltre, io avrei comunicato odio? Storpiando un soprannome dato ad un uomo politico?
    Un soprannome dato dai suoi, sia ben chiaro.
    Che capitano non è, non almeno dell’esercito italiano.
    Trovo veramente ironico che si parli di odio per questo, dall’esponente di un partito sulle cui pagine facebook vengono quotidianamente lanciati insulti verso minoranze, donne ecc.
    Non so a cosa si riferisca quando parla degli insulti di lunedi scorso, ma non credo proprio di poter essere tacciato di odio per aver fatto riferimento al suo ego.

    AG

  11. Giusto uccidiamo tutti i lupi, poi passiamo alle volpi, perché si sa anch’esse si nutrono di galline,quindi bisogna eliminare tassi,faine e tutti gli uccelli rapaci che a volte planano su qualche animale da cortile; ma potrebbero infastidire anche i passeri che rubano alle suddette galline qualche chicco di grano e con i passeri anche gli altri uccelli che a volte becchettano qualche preziosa ciliegia; quindi si possono uccidere caprioli, cervi ,linci, cinghiali che tutti chi in un modo, chi in un altro non hanno il diritto di esistere in quanto interferiscono con l’unico essere che ha il diritto di vivere su questo pianeta l’uomo insieme agli animali che alleva perché ovviamente sono a lui necessari! Chi ha ucciso quel lupo è un criminale e come tale dovrebbe scontare una severissima pena…ma purtroppo nessuno lo troverà e nessuno ridarà la vita al meraviglioso lupo, scontratosi ancora una volta, con la crudeltà umana.

    MB

  12. Visto che AG mi chiama in causa nel suo ultimo commento, confermo il mio punto di vista già espresso in altre circostanze, ossia il ritenere che ci si debba innanzitutto confrontare sulle rispettive opinioni, e non tanto su chi ne ha la paternità – paternità che è del resto ben nota alla Redazione, nel senso che qui non c’è anonimato – ma il discorso è diverso per chi ha ad esempio un ruolo politico e in tale veste intenda mettere al corrente i propri elettori e simpatizzanti sul come la pensa riguardo all’uno o altro argomento, o voglia in questo modo farsi conoscere e guadagnar consenso, e deve pertanto qualificarsi con nome e cognome.

    Passando a quanto scrive MB, non vedo come chi cerca semplicemente una qualche modalità per meglio proteggere i propri animali dal predatore, possa essere visto come chi intenderebbe uccidere tutti i lupi, per passare poi alle volpi, e arrivare via via fino caprioli, cervi, linci, cinghiali, seguendo l’elenco fatto da MB, il che mi sembrerebbe una bella forzatura interpretativa, dal sapore un po’ ideologico mi verrebbe da dire – e che non valorizza molto gli “animali da cortile” tanto cari alle nostre nonne – ma d’altronde dobbiamo rassegnarci, essendo giunti al punto che il discorrere di lupi dà a qualcuno l’occasione per parlare di Trump (se non è forzatura questa !?)..

    P.B. 29.03.2021

    P.B.

    • PB l’ho tirata in causa solamente come esempio, di chi si firma da anni con due lettere esattamente come faccio io. Lei ha ragione sul confronto sulle idee e sono completamente d’accordo su questo, anche se spesso non condivido altre sue idee.
      Poi se politico vuole essere in perenne campagna elettorale… deve accettare anche le critiche politiche.
      Saluti e cordialità.

      AG

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