Luca Ward sarà la voce narrante del documentario “Bismantova – I tempi della Pietra”, realizzato dalla giovane regista Margot Pilleri

Dopo una lavorazione durata oltre un anno è ormai pronto alla distribuzione il documentario “Bismantova – I tempi della Pietra”, realizzato dalla neo-regista Margot Pilleri. Un documentario che si avvarrà di una voce narrante straordinaria: quella di Luca Ward, attore, doppiatore e direttore di doppiaggio tra i più noti in Italia. "La possibilità di avere Luca Ward come voce narrante ha reso questo progetto un vero documentario - commenta la giovane regista di Baiso-. La sua presenza lo rende adatto ad attrarre un pubblico più vasto e potrebbe essere un incentivo per chi non conosce la Pietra ad appassionarsi alla sua storia".

Insieme ad alcuni suoi colleghi, due anni fa Margot lancia l’idea di un documentario sull’Appennino Reggiano e in particolare sulla Pietra di Bismantova, unendo la passione per la regia, per la storia e per il suo territorio.

“La pietra di Bismantova è una risorsa sempre più apprezzata del nostro territorio – spiega la giovane regista – come ritrovo per turisti, sportivi e appassionati della vita all’aperto. Ma la maggior parte delle migliaia di persone che annualmente la visitano ignora la sua storia geologica e le vicende umane susseguitesi nei secoli fino a oggi. Lo scopo di questo documentario è di raccontare e valorizzare la pietra di Bismantova, monumento naturale dell’Appennino reggiano".

Il documentario sarà diviso in due sezioni. Da un lato affronterà il tema delle origini geologiche della Pietra di Bismantova, con interventi di esperti supportati da materiale di repertorio grafico e fotografico, nonché dalle numerose riprese effettuate in loco. Si andrà dalla paleontologia, alla formazione della pietra di Bismantova in seguito a processi morfogenetici e i processi tutt’ora attivi nella sua modificazione.

L’altro aspetto sarà quello antropologico della rupe, attraverso interventi di figure di matrice diversa: dalla prima frequentazione umana alla Pietra, che risale circa al III millennio a.C, per arrivare fino alla seconda guerra mondiale, dagli enti pubblici e privati che la gestiscono, fino alle attività sportive ed escursionistiche. Per trattare ciascuno di questi aspetti, interventi di figure esperte e competenti si alterneranno al materiale d’archivio, ricostruzioni storiche con attori e riprese in luoghi salienti della Pietra. "Attraverso il racconto della Pietra si inserisce la storia dell’Appennino - continua Margot - che rientra inevitabilmente sia nella geologia che nelle vicende storiografiche”.

Il documentario ha durata di 90 minuti e l’uscita è prevista nel mese di giugno, ma prima inizierà l’attività di promozione. Il primo teaser sarà diffuso a partire da lunedì prossimo, 19 aprile.

“Raggiungere una buona circolazione dell’opera – continua Margot Pilleri – è l’obiettivo primario mio e di tutto il team che ci ha lavorato. È infatti l’unico sistema in grado di allargare l’orizzonte di pubblico a cui far scoprire la Pietra di Bismantova. Abbiamo intenzione di diffonderla attraverso canali streaming, sale cinematografiche e televisione, per promuovere interesse e sensibilizzazione verso un elemento identitario del territorio reggiano”.

Aggiunge il vicesindaco e assessore alla Cultura di Castelnovo, Emanuele Ferrari: “La Pietra non è soltanto una stratificazione di rocce, ma soprattutto una stratificazione di storie, che si intrecciano nel tempo e non contengono solo i segni del passato. Ma credo anche i semi del futuro. Il lavoro di Margot Pilleri nasce da una conoscenza che si è nutrita di passione e desiderio di coinvolgere giovani professionisti del cinema, in un racconto corale dove ognuno può sentirsi protagonista e riconoscere un profondo senso di appartenenza al luogo simbolo del nostro Appennino. I tempi della Pietra diventano così la mappa di quello che il nostro territorio può essere, questo mosaico di vite fissate nel tempo e nelle sequenze di immagini, ci richiamano alla responsabilità di proseguire nel filo di una storia di uomini, abitanti del pianeta che sanno custodire il tempo della vita, in ogni sua possibile sfumatura”.

Il progetto ha potuto contare su tantissime collaborazioni di residenti, turisti, sportivi, ma anche attività ed enti che hanno dato un contributo fondamentale all’arricchimento artistico del documentario, che è anche patrocinato da diversi Comuni, tra i quali Castelnovo ne’ Monti, che ha fornito anche un sostegno economico al progetto, oltre ad aver permesso e agevolato le attività in loco. Inoltre hanno supportato l’opera anche il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e la Provincia di Reggio Emilia.

La troupe che ha realizzato il documentario, ed è ancora attiva nel processo di ultimazione, è composta interamente da giovani guidati dalla passione per il cinema. L’intero lavoro non è stato remunerato, i fondi percepiti sono stati interamente utilizzati per l’acquisto di materiale d’archivio che arricchisce straordinariamente il progetto. “L’ideazione e la realizzazione sono completamente autonome – conclude la regista - il documentario è nato dalla volontà di iniziare a fare cinema nel territorio in cui sono nata e cresciuta, con la prospettiva di avviare altri numerosi progetti cinematografici già in fase di scrittura con il mio team. I componenti della mia troupe sono ex compagni dell’Accademia di Cinema di Roma, che non hanno esitato a mettere le loro competenze e i loro strumenti (fotocamere, drone, programmi di montaggio, esperienza) al servizio del progetto, ma anche amici e parenti con mirate capacità per la realizzazione di ogni aspetto del documentario”. La curiosità è già molto alta in attesa dell’annuncio dell’anteprima.

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Un Commento

  1. Ma la Pietra per i montanari è sempre stata soprattutto un luogo di culto e spiritualità…..

    Cecco

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