Radionova e l’Appennino piangono Ermete Muzzini, pioniere tecnologico e uomo buono

“Ora Ermete Muzzini modula le buone frequenze dal Paradiso, ma certamente l’Appennino perde uno dei suoi personaggi più umili, illustri e generosi”. Si è spento serenamente stamane, dopo alcune giornate di ricovero a Villa delle Ginestre, Ermete Muzzini, prossimo ai 94 anni -. Era nato il 16 maggio del 1927 a Castelnovo ne’ Monti -, socio di Radionova, storica emittente dell’Appennino che, con queste parole del Consiglio d’amministrazione della Cooperativa Novanta, lo ricorda.

Diplomato perito elettrotecnico lavorò in ambito geofisico, per una vita, ad Agip Mineraria e sino all’ultimo visse una smisurata passione per le tecnologie, l’elettronica, la radiofonia e, non ultimo, informatiche e social: aveva naturalmente un profilo Linkedin e uno Facebook. La sua professione, nella ricerca petrolifera negli anni Cinquanta su carta fotografica, poi su nastri analogici e la sua passione per la tecnologia lo resero foriero di aneddoti degni dei grandi avventurieri.

Nemmeno maggiorenne venne catturato, col padre (che riuscì a fuggire prima dell’arrivo a Reggio) dai tedeschi. Troppo gracilino, non lo trattennero, pur non credendo fosse uno studente a causa dei calli nelle mani. Anche una breve parentesi partigiana: “Accompagnai il comandate Armando (Corradini Armando) a Sole di Vetto per portare ai partigiani le radio che Armando ed io avevamo fatto o riparato”.

Proprio gli studi divenuti poi hobby e mestiere, gli consentirono di fare diverse invenzioni o di cimentarsi “nel riparare un orologio dismesso da una nave, cui lavorò per nove mesi e per il quale si ingegnò a costruirne pezzi e sistemi di taratura per poi rifiutare di farsi pagare. O come la fusione in casa di una rotellina di un orologio svizzero Eberhard che la casa madre aveva rispedito indietro perché ‘non si poteva riparare’”.

Pioniere, anche, delle prime dirette radio dai campi del torneo della montagna attraverso “il ponte radio”, con la consueta generosità e modestia.

Difficile trovare un suo pari età più tecnologico. Il suo studio laboratorio, che manteneva operativo nella sua casa di Castelnovo, era una vera miniera di apparecchiature e attrezzature di ogni tipo. Tre anni fa la Novanta società cooperativa, che lui sostenne assieme al fondatore don Gianni Manfredini e ad altri soci, tra i quali la professoressa Liliana Guglielmina Azzolini e il compianto amico Armando Lazzari, lo volle salutare con un attestato di benemerenza con scritto: “A Ermete, decano di Radionova e della Cooperativa Novanta, maestro nel lavoro e nella vita. Con riconoscenza”. Lui commentò su internet l’articolo relativo: “Vi leggo e ascolto sempre!”.

Ermete lascia i fratelli Gastone ed Alessandro, i nipoti Eugenio, Annamaria, Gabriele, Bianca e Giuseppe, le cognate Silvana, Maria e Franca oltre che a numerosi amici e parenti. Giunga a loro il cordoglio di tutta la nostra cooperativa e delle rispettive redazioni delle diverse testate.

La recita del Santo Rosario venerdì 7 alle 20.30 presso la chiesa della Pieve di Castelnovo Monti. I funerali sabato 8 alle ore 10 partendo dall’obitorio dell’Ospedale Sant’Anna per la chiesa della Resurrezione e, da lì, al locale cimitero. (G.A.)

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9 Commenti

  1. Tutto quello che si scrive di Ermete sarà sempre troppo poco. Coniugava intelligenza, fede, generosità ed umiltà in una miscela veramente grandiosa. Lascia una eredità umana molto preziosa a tutti quelli che lo hanno conosciuto.

    (Domenico Dolci)

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  2. ESPRIMO SENTITE E PIU’ CHE SINCERE CONDOGLIANZE A TUTTI I PARENTI PER LA SCOMPARSA DELL’AMICO ERMETE CONCORDO PIENAMENTE IL
    COMMENTO DEL COLLEGA ED AMICO DOMENICO DOLCI
    LUISITO

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  3. Tanti anni fa Gabriele fece una descrizione dello Zio che mi è sempre rimasta impressa. Ne conservo il fascino, lo stupore e la gratitudine. A tutti i Suoi Cari le mie condoglianze, con affetto, Cecilia

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  4. Ho conosciuto Ermete quando gentilmente mi ospitava sulla sua autovettura nel rientro a Milano dove lavorava e io svolgevo il servizio militare. Ci siamo di nuovo incontrati dopo il pensionamento e, condividendo la passione per l’elettronica, siamo diventati amici, anche se lui era un maestro e io meno di un principiante. Non posso dimenticare le nostre visite alle varie mostre di elettronica. La sua casa era una miniera di apparecchiature tecnologiche, alcune veri pezzi da collezione. Mi ha raccontato la sua vita avventurosa in giro per il mondo per lavoro e mi ha mostrato le sue incredibili invenzioni in campo elettronico e meccanico. Un vero genio. Ermete era una persona buona, generosa nel sociale e molto intelligente. Era un vero amico e come tale lo ricorderò sempre con affetto.
    Addolorato, porgo ai familiari le più sentite condoglianze.
    Ciao Ermete
    Carlo

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  5. Condoglianze vivissime.
    Maria Gabriella Cagnoli

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  6. Ciao Ermete. Te ne sei andato in silenzio come consente il tuo carattere mite ed educato. Avevi una enorme capacità e conoscenza, eri sempre generoso verso tutti ed avevi sempre la soluzione geniale ad ogni problema tecnico. Ci mancherai tanto, ma sono sicuro che lassù sarai sempre disponibile a risolvere altri problemi. Sincere condoglianze ai famigliari
    elio bellocchi

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  7. Sentite condoglianze alla famiglia
    Caro Ermete ti voglio ricordare come grande uomo sapiente grande tecnico ma sopratutto grande uomo nella tua semplicità e bontà umana.
    Ti voglio ricordare e sopratutto ti ricorderò sempre con i tuoi consigli i tuoi suggerimenti da grande tecnico ma sopratutto la tua grande umiltà.
    Sarai sempre con noi non ci sarà una diretta di Radionova che non ti ricorderemo si perchè proprio grazie a te siamo riusciti a fare quello che che ora riusciamo a fare e solo grazie a te che ci hai coordinato e seguito.
    Riposa in Pace Grande Ermete grande Uomo
    Claudio Chierici

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  8. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, una bellissima persona sotto tutti i punti di vista, riposa in pace caro Ermete
    Catia Romei

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  9. Ciao zio, grazie di cuore per tutto ciò che abbiamo condiviso insieme….
    Mi hai trasmesso tanti interessi, forse troppi…. (ho sempre qualcosa da fare ed aggiustare)
    Mi ricordo che quando ero adolescente volevo smettere di studiare per potere andare a lavorare.
    Grazie ai tuoi preziosi consigli (ed anche a quelli dei miei genitori) ho continuato i miei modesti studi raggiungendo il traguardo che non sembrava interessarmi.
    Ora ti immagino in cielo, in sella alla tua amata Moto Guzzi (una delle tue tante passioni) destreggiandoti tra le nuvole.
    Sei stato come un mio secondo padre (il mio l’ho perso tanto tempo fa prematuramente) e ti porterò sempre con me.
    Grazie ancora.
    Un bacione
    Giuseppe

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