“No vaccini ai minorenni”, l’appello del Comitato Salviamo le Cicogne

Riceviamo e pubblichiamo l'appello del Comitato Salviamo le Cicogne sulla possibilità di aprire la campagna vaccinale anche a bambini e ragazzi sotto i 18 anni. "Giù le mani dai nostri figli"

-

In qualità di mamme vogliamo entrare nel merito delle intenzioni del ministro della sanità Roberto Speranza che vorrebbe vaccinare i ragazzi e bambini sotto i 18 anni.

Diciamo a chiare lettere giù le mani dai nostri figli. Noi tutte ci siamo vaccinate o ci vaccineremo e crediamo che questo presidio sia fondamentale per salvare le vite umane. Ma proprio perché il Covid è una patologia statisticamente a rischio per le fasce d’età over 50 e per i fragili e soprattutto perché il vaccino non blocca la trasmissione del contagio, ma è una prevenzione utile individualmente, non ha senso imporla a minorenni sani che  possono invece immunizzarsi naturalmente. L'immunità di gregge, se mai possibile, la si ottiene vaccinando le persone adulte, le quali superano il 70% della popolazione.

Le mamme del comitato Salviamo le Cicogne appoggiano pertanto i numerosi appelli dei medici israeliani, inglesi ed italiani affinché, stante il quadro attuale, non si proceda a organizzare campagne di vaccinazioni sui minorenni. Chiediamo si ascolti l’appello del direttore generale dell’Oms, il quale raccomanda agli Stati ricchi di donari i vaccini ai paesi più poveri anziché inocularli a gruppi a basso rischio, così che almeno il 10% di ogni Paese possa immunizzarsi.

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

17 Commenti

  1. a parte il fatto che non c’è l’obbligo, e se permettete io ho un figlio fragile e lo vaccinerò il prima possibile, poi voi che non volete far vaccinare i vostri figli, ad altri genitori magari puo anche dare fastidio, mandare i propri figli a condividere la stessa aula con i vostri correndo il rischio di creare focolai non vi pare? se non è un dovere per legge, puo essere un dovere morale!!!!!!

    Rispondi
  2. È sconcertante l’egoismo sfrenato di questa società…

    Rispondi
  3. Questa volta devo dire che non capisco il senso del comunicato; dal mio punto di vista un tema così complesso merita approfondimenti ed interventi che vanno oltre alcune scarne righe di comunicato

    Rispondi
  4. È bello constatare che in montagna ci sono alcune mamme che ne sanno di più degli scienziati della agenzia europea EIMA in materia di uso dei vaccini! Auguri!
    Pietro

    Rispondi
    • Si rallegri sig.Pietro che ci sono alcune mamme che ci mettono la faccia che non mettono i papà per paura di non essere graditi. Si sta parlando di figli. Che tutti sanno non essere vittime del Covid. Si sta parlando di rischi vaccinali più alti dei benefici, e di una raccomandazione dell’OMS di non somministrare il vaccino ai bambini e darlo ai paesi poveri. Ma soprattutto si sta parlando di non perdere la capacità di capire.
      Gianni

      Rispondi
    • Le stesse mamme che hanno contestato scelte medico-organizzative della Regione. Chissa se hanno avuto la stessa ispirazione anche allora.
      Visto che le posizioni no-vax vengono da un area politica ben precisa.
      Questa volta cicogne mi avete proprio deluso!

      Rispondi
  5. Buon giorno a tutti, sono Daniela, parte del comitato e parte attiva tra chi ha condiviso tale testo; parlo a nome mio, da mamma, NON da medico ne’ da scienziato (parlo come fa la gente comune).
    Continuo a rileggere il testo ed in quanto abbiamo scritto non capisco cosa susciti alcune reazioni… non siamo organi con poteri decisionali, non dobbiamo decidere nulla, osserviamo e ci poniamo delle domande, rispettiamo i medici e le scelte mediche. Poniamo delle questioni che possono essere condivise o meno, a volte sbagliamo altre volte no.
    Fino ad oggi abbiamo più o meno cercato di non discutere di quanto riguardasse la situazione pandemica attuale, coscienti che è argomento delicato e più grande di noi.
    Con l’ intensificarsi della campagna vaccinale rivolta ai giovani (a mio parere dire “martellante” è poco), categoria che attualmente sembra non essere colpita in maniera importante dal virus in questione, abbiamo provato a dire la nostra, che non vuol essere la “verità medica” ma punto di discussione, se possibile costruttiva.
    “Giù le mani” non significa che “noi delle cicogne” vogliamo o lotteremo per non far vaccinare i bimbi/ragazzi fragili o chi per scelta decide di fare il vaccino se minore, per i mille motivi che non sta a noi giudicare o valutare. Evviva la libertà, evviva il rispetto per i più fragili.

    Spero da mamma si sia il più cauti possibile ad intervenire sui giovani con medicinali, preparati, vaccini, o come li chiamano, almeno finché non sia evidente la necessità per gli stessi. Le persone a rischio, ad esempio i nonni, dobbiamo tutelarli in ogni modo possibile ma non sulla pelle del minore, almeno finché non siamo certi che questi ultimi non corrano nessun rischio.

    Non nego l’utilità della vaccinazione della popolazione adulta, è stato espressamente scritto, ma non nego la libertà di ognuno di scegliere cosa fare per se stesso, ovviamente nel rispetto delle altre persone.

    Sappiamo bene che ad oggi tutto è su base volontaria e mi auguro resti così.
    Da mamma, non posso non pensare agli obblighi sui minori imposti nel recente passato, ovvero l’obbligo vaccinale per accedere alle scuole e alla vita comune; da mamma temo che riagganciandosi col solito tema del buon funzionamento della scuola, luogo sicuro, si procederà nuovamente ad imporre una vaccinazione. Per ora non è così ma direi che nessuno può negarmi che questo potrà ripetersi, e credo sia lecito me ne possa preoccupare.
    Nei vari commenti, leggo il termine “dovere morale”: esattamente quella sensazione che dovremmo provare noi adulti, ad oggi quelli davvero a rischio per fasce d’età, verso tutti i bambini. Il dovere morale verso gli anziani lo rispettiamo prima noi “grandini” dopo lo somministriamo a chi, nella nostra società, non ha potere decisionale, se no il rischio è divenire “ipocriti” noi nei loro confronti.

    E’ sempre spiacevole vedere come le persone, immagino per rabbia, facciano volare appellativi di vario genere non contemplando che dietro ad un affermazione/scritto ci sono dei ragionamenti e delle valutazioni. Parlare per ricevere eventuali approfondimenti o spiegazioni, anche dagli esperti, non può voler dire diventare no-vax, se no di libertà ne abbiamo perse parecchie oltre a quella di andar dove ci pare quando vogliamo.

    Daniela Baroni

    Rispondi
  6. Io vorrei capire se ,indipendentemente dalla fascia d età ,i risultati della vaccinazione in atto si stanno già vedendo o si vedranno in autunno/inverno ,perché anche l anno scorso di questi tempi i contagi erano vistosamente calati pur senza vaccini.

    Rispondi
  7. Il commento di Daniela mi ha colpito molto perché riesce a rispondere a tutto e a tutti con la serenità e la semplicità d’animo di una mamma.
    Aggiungo che nel frattempo sono usciti altri due articoli che dicono molto sulla questione e che senza essere bibliografia scientifica sono molto più significativi di essa.
    Il primo è un articolo de “il manifesto” (testata non sospettata di essere leghista) che dice due cose, la prima che l’OMS raccomanda di donare ai paesi poveri i vaccini che i ricchi pensano di usare sui bambini, la seconda che “Va precisato, tuttavia, che con soli mille pazienti vaccinati è praticamente impossibile osservare l’incidenza di eventuali reazioni avverse più rare. Dunque solo gli studi sul campo permetteranno di valutare con accuratezza il profilo di sicurezza del vaccino.”.
    L’altro articolo è una intervista della Gazzetta di Reggio al pediatra direttore del materno infantile dell’ausl che, nell’attesa di una indicazione regionale, non intende procedere con una campagna vaccinale estesa ai 70 mila giovani sotto i 15 anni, ma solo rivolgersi ai mille e cinquecento fragili, ovvero agli unici che potrebbero averne un potenziale beneficio rispetto al potenziale rischio. Quindi una vaccinazione con criteri di valutazione individuale e non una generale passata per la leva.
    Entrambi gli articoli sono pubblicati sulla pagina del Comitato Salviamo le Cicogne, che ribadisce l’impegno a proteggere l’infanzia da eventuali “generalizzazioni” a suo danno.
    Chi ha usato l’occasione per screditare il comitato dovrà continuare a rosicare.
    Gianni Marconi

    Rispondi
  8. In questa difficile e complessa stagione pandemica abbiamo assistito ad una pluralità di tesi, anche abbastanza diverse se non distanti tra loro, e ciascuna con le proprie ragioni, il che autorizza a dar spazio a punti di vista propri, senza dover essere necessariamente esperti della materia, e senza che abbiano a sollevare sconcerto, o esser presi per sfrenati egoisti, ma c’è nondimeno chi lo pensa, e c’è pure chi la mette in politica scorgendovi “posizioni no-vax” attribuibili, a suo dire, ad un’ area politica ben precisa, come leggiamo in un commento di ieri pomeriggio.

    Io non so se “l’appello del Comitato Salviamo le Cicogne” sia giusto o sbagliato, ma anche nella seconda ipotesi, da doversi comunque dimostrare, vi vedrei in ogni caso una legittima espressione dei propri convincimenti, decisamente preferibile – a mio giudizio almeno, e con riferimento a chi la mette in politica – all’idea di voler inasprire le sanzioni per determinati “reati di opinione”, idea che ha una paternità politica piuttosto precisa, a dispetto, per quanto posso capirne, dell’art. 21 della nostra Costituzione che garantisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.

    P.B. 30.05.2021

    Rispondi
  9. Quante inutili polemiche, è ovvio che a un ragazzo sano non serve vaccinarsi. Ma poi ognuno può fare la sua scelta senza per forza dover obbligare gli altri?
    Giovanni

    Rispondi
    • A lui forse no. Magari serve al suo compagno di classe immunodepresso. O al nonno che non può essere vaccinato per altre patologie. O semplicemente a non portarlo in giro facendo aumentare il rischio di varianti. Ma continuiamo pure a pensare al nostro minuscolo orticello. Prima o poi la lezione ci arriverà durissima. Che sia una nuova pandemia o magari qualche effetto del riscaldamento globale. Poi rimpiangeremo di non essere stati più lungimiranti.

      Rispondi
  10. Sembra diventata la normalità che chiunque si permetta di andare fuori dal gregge, anche solo per esprimere un proprio dubbio, venga battezzato come negazionista, fascista, o polemico, o uno che non gli va bene niente. Eppure il vedere le cose, anche da prospettive non nostre, può aiutare a ragionare in modo più ampio e può far bene. Ho sempre temuto il ragionamento unico e non fa parte del mio essere, quindi ringrazio chi espone le proprie idee in libertà: libertà che va concessa a chi espone il proprio pensiero, riservandoci tutto il diritto di controbattere con le nostre motivazioni, ma non etichettando chi non la pensa come noi, con troppa leggerezza.
    Antonio D. Manini.

    Rispondi
  11. E’ possibile imbattersi in polemiche inutili e “sterili”, come dice Giovanni, ma ve ne sono anche di quelle abbastanza “fruttuose” – che possono aiutarci a maturare un’opinione circa un determinato fatto od argomento – e solo alla fine sapremo se ciò che ascoltiamo o leggiamo appartiene all’una o altra categoria (salvo che il nostro giudizio sia sempre e comunque guidato dalla ideologia).

    Il rischio è che l’eventuale timore di esser qualificati da qualcuno come “polemisti”, ci induca a non manifestare la nostra opinione, il che non mi sembra essere una buona cosa, visto che ci priva di elementi di confronto, così che io mi sentirei di dire che ogniqualvolta ci esprimiamo argomentando le nostre opinioni, e considerazioni, noi non facciamo alcuna polemica “fine a se stessa”.

    P.B. 31.05.2021

    Rispondi
  12. Anche in Italia (dopo Israele e Regno Unito) un migliaio di medici e operatori sanitari riuniti hanno firmato una moratoria sulla vaccinazione ai bambini, nella Rete Sostenibilità e Salute.
    Il Dott. Eduardo Missoni, docente di Global Health all’Università Bocconi, uno dei promotori della lettera spiega:
    “Chiediamo di non vaccinare i bambini per tre motivi: i bambini sono a rischio minimo di Covid, dai 18 anni in giù il rischio per i giovanissimi è irrilevante, come riferisce anche Franco Locatelli, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Secondo motivo: il vaccino protegge dalla malattia chi lo riceve, e riduce ma non evita l’infezione e la possibilità di contagiare altri. Terzo motivo: i bambini non sono fonte di contagi-cluster significativi per gli adulti, è soprattutto vero l’inverso.
    .. gli ultimi dati riportati dalla CDC parlano di effetti secondari, dopo il vaccino, nei giovanissimi, come la miocardite, problemi cardiaci quindi. A questo aggiungo che anche nelle premesse del trial Oxford si ammettono significative incognite circa il collegamento tra Covid-19 e sindrome di Kawasaki di cui il vaccino potrebbe essere un fattore scatenante. Più in generale, dunque, i rischi da malattia nei bambini sono decisamente ridotti e anche, il cosiddetto long Covid, avrebbe una durata breve e priva di significative conseguenze, a fronte di rischi non noti a lungo termine, o su larga scala, derivanti dalla inoculazione di prodotti transgenici nell’organismo in rapida evoluzione del bambino”.

    La scienza dimostra, non è un credo, una religione a cui si può chiedere fiducia a prescindere: la scienza deve dare evidenze oggettive, che al momento, su questo vaccino(o meglio terapia genica) NON ci sono.
    Ed è allarmante che si faccia leva sulla paura indotta nelle persone ricattandole; qualcuno si dovrà assumere la responsabilità delle sue autorizzazioni, delle sue scelte, delle sue dichiarazioni, della sua propaganda e dei suoi silenzi , in caso di eventi avversi che dovessero colpire in misura più o meno estesa i ragazzi sottoposti alla sperimentazione.

    Rispondi
  13. le tesi di tanti anzi troppi, lasciano il tempo che trovano, la classe di mio figlio e stata chiusa piu di una volta, si sono creati focolai in barba a certe tesi, i nipotini hanno mandato i nonni all’ospedale o peggio a rimetterci la vita per questo subdolo e vigliacco virus, percio anche i ragazzi sono contagiosi come tutti gli altri, credo che come si vuole spiegare o girare l’unica soluzione sia il vaccino, questo e il mio pensiero!!!!!!!!!

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48