Calo dei giovani in Appennino, Lapam: occorrono investimenti nelle aree interne

L' Ufficio studi di Lapam Confartigianato ha realizzato un' indagine sulle aree interne a livello provinciale e regionale dal momento che il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) pone attenzione a quelle che vengono definite le Aree interne del territorio nazionale. Si fa riferimento a quei comuni distanti, in termini di tempi di percorrenza, dall' offerta di servizi essenziali (come mobilità collettiva, sanità, istruzione universitaria), caratterizzati al tempo stesso da rilevanti risorse di carattere ambientale e/o culturale e da problemi di spopolamento, invecchiamento demografico e riduzione dell' occupazione.

Le aree interne nella provincia di Reggio sono 16, prevalentemente nelle aree montane e pedemontane (Villa Minozzo, Ventasso, Toano, Castelnovo ne' Monti, Vetto, Carpineti, Baiso, Casina, Canossa, Viano, Castellarano, San Polo d' Enza, Brescello, Luzzara, Guastalla e Gualtieri), e rappresentano  il 38,1% del totale con 100.175 residenti, pari al 18,9% del totale della provincia un dato più alto del 12,3% regionale.

"E' importante - sottolinea il presidente Lapam Confartigianato, Gilberto Luppi - che il Pnrr preveda anche per queste realtà azioni di rilancio e valorizzazione attraverso investimenti per il potenziamento di infrastrutture e servizi, che agevolino la soluzione a problemi di disagio e fragilità sociale e innalzino l'attrattività di questi luoghi, invertendo i trend di declino che le colpiscono. Pensiamo, in particolare, all' Appennino che necessita di un rilancio sotto diversi punti di vista".

A fronte di un costante calo della componente giovanile di queste zone (-11,4%), vi è un consolidamento della piccola e media impresa (quelle con meno di 50 addetti rappresentano il 99,2% delle imprese che compongono il tessuto produttivo delle aree interne reggiane). "Bastano questi dati per comprendere il valore non solo economico, ma anche sociale di queste realtà e le problematiche che rischiano di accentuarsi se gli intenti scritti sulla carta non diventeranno realtà- sostiene Luppi.

"Come Lapam Confartigianato - riprende Luppi - chiediamo che in un' ottica di sviluppo delle infrastrutture, dei servizi per le imprese, dei servizi ospedalieri, si guardi anche a quei territori che per varie ragioni, a cominciare dalla collocazione geografica, sono distanti dalle grandi direttrici della mobilità e della comunicazione. Pensiamo ai collegamenti telematici e a tutte quelle realtà che oggi non ne possono sfruttare le potenzialità - conclude il presidente Lapam -. Se un' azienda che ha la sede in un comune più periferico abbandona quel presidio, perché le mancano i servizi, quella comunità non perde solo un punto di riferimento economico, ma un' opportunità più complessiva di valorizzazione sociale, turistica, culturale, proprio in un momento in cui i dati ci dicono che il turismo verso le aree collinari e montane e verso i borghi collinari e appenninici sta aumentando".

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3 Commenti

  1. Tutti pazzi per le aree interne !
    Potrebbe essere il titolo di un film.
    Da diverso tempo non si sente parlare d’ altro che di aree interne.
    Intendiamoci, ci fa molto piacere che tutti si interessano alle sorti dei ns. piccoli borghi montani e che ci sono intenzioni ad investire per contenere lo spopolamento soprattutto giovanile.
    Belle dichiarazioni di intento.
    Quando però cerchiamo di capire cosa viene fatto concretamente, non riusciamo a trovare riscontro del passare dalle belle parole ai fatti.
    I fatti che purtroppo constatiamo sono la costante e continua perdita di servizi essenziali.
    Senza tali servizi, come si può pensare di contenere lo spopolamento soprattutto giovanile dei ns. borghi stupendi !
    Avevo commentato positivamente l’ iniziativa dei sindaci del Crinale di riprendere il progetto Gatta Pianello prolungamento fino a Giarola.
    Purtroppo houn letto che l’ assessore regionale alla Montagna Lori non ha nessun interesse a tale progetto, quindi la ns. regione non sosterrà questo progetto.
    Questa strada rappresenta la possibilità di raggiungere il distretto ceramico di Sassuolo in tempi accettabili e consentirebbe di avere maggiori possibilità di residenza in montagna pur lavorando magari a Sassuolo.
    Questo non è che un esempio, di come alle parole non corrispondano nai i fatti.
    Temo continueremo a leggere e sentire rappresentanti politici e/o rappresentanti di associazioni, enti ed altro continuare a ” sciaccuarsi ” la bocca con discorsi politici fini a se stessi argomentando e discutendo di ” aree interne “.
    Come diceva il comico Cevoli ( l’ assessore ) :
    fatti non pugnette !
    Buona serata.

    Vittorio Bigoi

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  2. Egr. sig. Vittorio Bigoi, non credo che Lei in politica abbia fatto molto successo, Lei dice pane al pane e vino al vino, nessuno le farà mai credere che i coccodrilli volano, perchè ragiona con la sua testa e non con quella del partito, destra o sinistra non ha importanza. Lei parla di fatti concreti e non di belle parole, dire che servono servizi, infrastrutture, lavoro, scuole, ospedali e servizi sui paesi montani chiunque può dirlo. Per Lei, come per il sottoscritto, la Gatta Pianello Giarola è, ed era, indispensabile per la montagna, come lo era e lo è la Ramiseto Vetto, ma per certi partiti non servono, come non serviva la fondovalle Val d’Enza, iniziata, interamente picchettata ed espropriato i terreni, poi sospesa; un politico, che ricordo bene perche ero presente al convegno, disse: su questa strada ci crescerà l’erba, è un’opera che non serve a nessuno, i lavori vanno sospesi, e i lavori furono sospesi e la fondovalle Val d’Enza non verrà mai più fatta. Per i guai della montagna siamo portati a dare la colpa ai politici, è sbagliato, la colpa è di noi montanari che non sappiamo ragionare e scegliere; le belle parole vanno bene se portano a fatti concreti, le vie telematiche pure, ben vengano, ma per andare a lavorare a Sassuolo da Cinquecerri servono le strade. Lino Franzini

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  3. Sì, c’è qualcuno che non la racconta giusta. Aree interne al fulmicotone, ma poi… Un ufficio postale che chiude lì, uno sportello bancario che chiude lá e nei giorni scorsi si diceva di un locale (ad uso ricettivo) ristrutturato che va in cerca di un gestore… In una economia che funziona, si verifica l’esatto contrario!.. Segnali inequivocabili di una realtà a tinte fosche, in contrapposizione a mirabolanti soluzioni a portata di mano e milionate di euro stanziate… Come sempre, come dicono un pó più a sud di noi :”LE CHIACCHIERE, STANNO A ZERO…”

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