Dipendenze,145 mila reggiani giocano davanti agli schermi. Cisl propone un innovativo videogioco per un uso responsabile

Una analisi Cisl Emilia Centrale, da proiezione di dati nazionali, rileva che a Reggio Emilia sono 145.000 le persone tra i 6 a 64 anni che, nell’anno della pandemia appena trascorso, hanno giocato davanti agli schermi in media 8 ore a settimana. Un ora in più dell’anno precedente, il 2019. Da qui l’idea di un appuntamento scientifico a tema, rivolto ai genitori, educatori e a tutti gli interessati.

Una continua e prolungata esposizione agli schermi può interferire con le attività quotidiane di ciascuno di noi; può creare una vera e propria dipendenza e colpisce bambini, ragazzi. E non risparmia gli adulti. 

Computer, videogiochi, cellulari fanno ormai parte del nostro quotidiano. Se da un lato aumentano le opportunità di comunicazione e di informazione, dall'altro, assorbono una quantità di tempo tale da condizionare la vita reale. E, non raramente, questo si trasforma in una vera dipendenza fino a condizionare le relazioni sociali e la salute mentale.

 “In una società che era già in profonda trasformazione la pandemia e i lockdown connessi hanno esasperato l’iperutilizzo della rete e dei device. Non solo in ottica positiva (dalla possibilità di fare didattica ai contatti interpersonali), ma anche a volte con alcune devianze, tra cui la videodipendenza dei più giovani”, ad analizzare il fenomeno è Adiconsum, associazione dei consumatori promossa dalla Cisl Emilia Centrale che, a proposito, ospita presso la propria sede il focus “Videogiochi. Comportamento, linguaggio e dipendenza tra i giovani”.

L’iniziativa fa parte di 1,2,3... Medina Festival dei giochi di strada ideato da TerraLeydi, Ziryab e Mondinsieme e si terrà venerdì 11 giugno, alle ore 10, presso l’Auditorium Cisl via Turri 71. Sarà trasmesso su Zoom (iscrizione presso domenico.chiatto@cisl.it) e su diversi canali social, oltre che in presenza per un ristretto numero di persone.

Alla tavola rotonda interverranno Stefano Alemanno, ideatore del progetto Play Off, Michele Cocchi psicoterapeuta e scrittore, Sara Garuglieri dottoressa in psicologia, Massimo Rancati, Adiconsum Emilia Centrale. Modera Enrico Malferrari Centro Sociale Papa Giovanni XXIII. Nel corso della mattinata alcune letture tratte da ‘Us’ di Michele Cocchi, a cura di Francesca Pinchera con musica di Jamal Ouassini.

“Col progetto Play off miriamo alla prevenzione di uso e abuso di cellulari e videogiochi. Il servizio si esplica con una App che consente di incontrare esperti di temi educativi. Durante questo incontro, basato su ascolto, aiuto, accompagnamento, è possibile fare emergere tutti i problemi di comportamenti da dipendenza, ma anche scolastici o famigliari che ne sono alla base”, spiega Stefano Alemanno, pedagogista presso il Comune di Firenze, formatore in ambito di web comunication e counseling online.

“In Italia il mondo dei videogiochi ha avuto un giro d’affari di quasi 2.2 miliardi milioni di euro, con un incremento record del 22% in un anno. Si gioca su ogni tipo di device: da smartphone a playstation, da tablet a pc. Nel nostro Paese manca una statistica ufficiale, ma dai dati forniti dall’associazione di riferimento, Idea (che promuove la divulgazione di videogiochi) sono ben 16,7 milioni le persone che hanno utilizzato videogiochi nel 2020, il 38% della popolazione fra i 6 e i 64 anni. Sono numeri impressionati”.

Nel corso della giornata ai genitori sarà proposto  un videogioco per i più giovani. Si chiama “Zyrma city of the future” (dal nome di una delle città immaginarie di Italo Calvino) ed è finalizzato a un uso responsabile degli stessi videogiochi. “Si tratta – conclude Alemanno – di un ‘serius game’ che chiede interazioni di gruppo che per imparare a crescere maturando esperienza e consapevolezza”.

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