La conservazione della natura è evoluta. E nel Parco dell’Appennino vale oltre 1000 collaborazioni

In occasione del ventennale dall’istituzione del Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano, un meeting online ha ricordato tutte le collaborazioni attivate dal parco con altre aree protette nazionali e regionali, centri di ricerca, Università, associazioni e professionisti nel campo della conservazione della natura. In rappresentanza delle oltre 1000 collaborazioni avviate dal Servizio conservazione della natura del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, ben 38 diverse voci si sono alternate per testimoniare i temi affrontati, ma anche il valore, l’importanza e l’efficacia di questi rapporti di collaborazione.

Sono intervenuti accademici e ricercatori delle Università di Parma, Modena e Reggio, Milano, Firenze, Pisa, Pavia e Cnr insieme a zoologi, biologi, naturalisti, ma anche presidenti di associazioni ambientaliste e ecclesiastici esperti di etica ambientale. Ha preso così corpo una vera e propria maratona di confronto, arricchita da testimonianze personali, dalla quale sono emersi buona parte degli argomenti e degli interventi affrontati dal Parco dell’Appennino in questi anni sul fronte della conservazione della natura. Protagonisti diversi degli elementi salienti della conservazione della natura: foreste, lupo, gambero di fiume, flora rara e minacciata d’alta quota, torbiere, anfibi, aquila, pipistrelli, passeriformi, impollinatori (api selvatiche e lepidotteri), geomorfologia, genetica per la conservazione, sequestro di anidride carbonica dall’atmosfera e stoccaggio del carbonio organico nel legno e nel suolo, crisi climatica e sua mitigazione, impatti del cambiamento climatico e adattamento delle foreste sono una parte degli argomenti affrontati.

Ne è uscito un quadro decisamente articolato dal quale si desume sia la complessità degli argomenti affrontati sia l’importanza di affrontare la conservazione della natura su area vasta, quindi ben oltre il perimetro del parco, anche attraverso il qualificato coinvolgimento dei centri del sapere scientifico.

E’ possibile consultare il meeting dello scorso 16 giugno sulla pagina Facebook del Parco nazionale dell’Appennino.

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