Ventasso, l’associazione Motorlab raccoglie i fondi per la messa in sicurezza della curva “Faggiani”

I rilievi delle forze dell'ordine il giorno dell'incidente

La curva "Faggiani" in località Busana - denominata così in ricordo del motociclista deceduto un anno fa al km 54/1 della SS 63 - potrà ora essere messa in sicurezza grazie ai fondi raccolti dall'associazione "Motorlab-Idee in movimento".

Massimo Faggiani, 43 anni di Parma, era in sella alla sua moto quando, il 26 luglio del 2020, è scivolato sull'asfalto scontrandosi contro un supporto verticale del guardrail. Nuca sfondata, benché indossasse il casco. Massimo è il terzo motociclista che perde la vita in quel tratto della statale 63: da qui l'esposto per omicidio stradale da parte del consigliere leghista Alessandro Raniero Davoli, il quale ha più volte ribadito l'importanza di istallare guardrail DSM (Dispositivi Salva Motociclisti) come previsto dal Decreto Legge 01 aprile 2019. "Ci sono buone probabilità che proprio l'impatto con il guardrail gli sia stato fatale. Con i dispositivi salvamotociclisti Massimo sarebbe ancora vivo e pressoché incolume", ha affermato Davoli in quell'occasione.

Nel mese di settembre 2020, l'associazione Motorlab - insieme ai referenti per l’Emilia Romagna del gruppo motociclistico “I Kawalieri di Akashi" - hanno richiesto un incontro con il Comune di Ventasso al fine di valutare la fattibilità dell’installazione di dispositivi DSM nella curva in località Busana. Consci delle difficoltà economiche del momento, l'associazione stessa ha indetto una raccolta fondi “per la curva di Massimo” al fine di poter fornire direttamente al Comune i dispositivi DSM da installare. Oggi la cifra è stata finalmente raggiunta e l'associazione attende solo l'autorizzazione a procedere.

Con una comunicazione del 2 luglio 2021, l'associazione ha infatti formalmente donato la cifra raccolta al Comune di Ventasso e all'ente Anas Spa, in modo che provveda a installare i guardrail salvavita. "Sarebbe molto importante che l'intervento di messa in sicurezza per questa prima curva venisse autorizzato entro il 26 luglio, giorno della morte di Massimo un anno fa - commenta Emanuele Faggiani-. Sino ad oggi lì sono morti tre giovani motociclisti. MotorLab ha già l’impresa che può installare i dispositivi, mancano le autorizzazioni". Sabato 24 luglio si terrà inoltre anche la giornata in commemorazione del compianto Massimo Faggiani, entro la quale si spera verrà messa in sicurezza anche la curva.

"La generosità delle associazioni e dei gruppi coinvolti è da apprezzare e li ringraziamo, ma va tenuto conto che prima di tutto è solo Anas a poter intervenire sulla statale, e a decidere eventuali interventi. Il Comune non può agire in autonomia", è il commento del sindaco di Ventasso, Antonio Manari. Inoltre, "per un ente pubblico non è possibile accettare una donazione diretta finalizzata all’acquisto di un prodotto preciso – precisa Manari –, non è tutto automatico". "Ora cercheremo di trovare una soluzione. Ho già sentito Anas e martedì conto di contattare l’associazione per capire quale sia la strada migliore da percorrere per trovare un accordo, ringraziandoli ancora per la loro generosità", conclude il primo cittadino di Ventasso.

 

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3 Commenti

  1. Non so se è per incompetenza, ignoranza o malafede, ma la risposta data dal sindaco di Ventasso, dr. Antonio Manari, all’iniziativa degli amici e familiari di Massimo Faggiani, morto il 24 luglio 2020, ucciso dal guardrail “ghigliottina” sulla SS63, in località Busana, comune di Ventasso, quella risposta: “il comune non può accettare donazioni di privati” è ottusa e falsa.

    L’Ente pubblico può, e in questo caso deve, accogliere una donazione che vuole tutelare l’incolumità di altri cittadini motociclisti, che per un errore, per lo stato pietoso del manto stradale, per un abbaglio, dovessero cadere in quella curva.

    Potrebbero rialzarsi con qualche livido e con una lezione su come guidare sempre attenti agli imprevisti, non lascerebbero famiglie, vedove e figli, nella disperazione.

    Già tre giovani vite stroncate perché il guardrail non è a norma.

    Lo sanno bene gli agenti delle forze dell’ordine che sul luogo di questi incidenti mortali, eseguono i rilievi e con raccapriccio vedono lo stato dei corpi senza vita di quei ragazzi e ragazze, a volte decapitati, o con un braccio o una gamba amputati dall’impatto con i supporti in acciaio, non protetti, dei guardrail della morte.

    O con la schiena spezzata e un condanna a vita su una sedia rotelle.

    Quella maledetta curva ha già preso tre vite e, per l’ignoranza, la stolidezza, l’incapacità di gestire la cosa pubblica a favore della comunità, un ex primario ospedaliero in pensione, con il talento ereditato da un nonno, già importante gerarca nel ventennio, incapace di capire quali siano le priorità, si rifiuta di fare la cosa giusta, con una scusa infondata.

    Io non l’ho votato alle elezioni comunali, non è con il mio voto che sta, per fortuna, terminando il mandato da sindaco.

    Non l’ho votato come Presidente dell’Unione Montana: per il suo modo di porsi, per il disprezzo dei cittadini, per la nullità dei suoi interventi sul territorio, per la becera altezzosità e arroganza.

    Tutti ora si lamentano, ma come già gli antichi sapevano bene per esperienza dell’animo del popolo, e come temo si ripeterà alle prossime elezioni comunali di Ventasso:

    “… tradere turpi fasces populus gaudet, eosdem colit atque odit.” Traduzione:
    “… i cittadini godono a consegnare i fasci (ndr: il potere), a uomini turpi che corteggiano e odiano”.
    (Dalla tragedia Fedra, 54 d.C., di Seneca il giovane. Seneca, senatore, scrittore e filosofo romano.)

    Spero di essere smentito, spero in un risveglio del buon senso e non nell’inerzia da cadavere che molti cittadini della mia montagna seguono nel recarsi alle urne. L’abitudine, l’appartenenza storica a un gruppo, ora diventato una cosca politico-affaristica, il credere in valori continuamente traditi da questi esponenti, impiegati o paracadutati di partito, sta portando a fondo la parte, piccola, della gioventù e delle speranze del nostro territorio.

    Un esercito di anziani, persi nelle memorie di un tempo, prima di entrare nell’ombra eterna, sta condannando a morte per asfissia la parte migliore della nostra popolazione e come nemesi di una gioventù combattiva e creatrice, dalla Resistenza al Boom economico e civile del dopoguerra, è passata alla follia senile, senza ahimè nemmeno rendersene conto.

    E’ colpa degli ex giovani, ora anziani annebbiati, se abbiamo esponenti di questo tipo.

    Un saluto ai lettori,
    Alessandro Raniero Davoli
    Consigliere comunale, capogruppo, Castelnovo Monti
    Consigliere Unione MOntana gruppo Lega- Fratelli d’Italia

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  2. è una vergogna .
    In tutti i paesi europei “civili” nelle curve si utilizzano i guardrail per salvaguardare i motociclisti.
    Dovrebbe esserci una norma nazionale che obblighi il loro utilizzo nelle curve specie nelle strade di montagna
    ma qui da noi si aspetta sempre il morto …

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  3. Aldilà del merito della vicenda i toni usati da Davoli nei confronti degli avversari politici sono da censurare. E chi scrive è un elettore di centrodestra.

    Andrea Muzzini 1980

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