Ponte Lagastrello, canalette erose

Così la canaletta di valle che dovrebbe scolare le acque del ponte del Lagastrello

Da un lato la diga del Lago Paduli che lascia l’invaso desolatamente vuoto – Enel non trova più remunerativo ripristinarne la struttura realizzata tra il 1906 e il 1910 e, quindi, dopo un secolo cessa la sua funzione - dall’altro il ponte che congiunge la malandata Sp 15 di Reggio Emilia con la panoramica Sp 74 di Massa Carrara del versante toscano e parmense. Questo ponte, di competenza toscana, della prima metà del Novecento è una opera ingegneristica spettacolare a sbalzo sugli 80 metri della sottostante nativa Enza, ma, evidentemente, versa in situazioni precarie.

Lo testimoniano queste foto dove emerge come le canalette di scolo delle acque a servizio dei lati della struttura siano completamente erose dal tempo, su un versante, ricolmi d’erbacce sull’altro. Questo fa sì che le acque di scolo possano correre a ritroso sulla stessa struttura danneggiandola.

Siamo al passo del Lagastrello, crocevia di snodo importante tra Reggio Emilia e versante Toscano o, più semplicemente, nell’alto parmense con la sp 74.

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Un Commento

  1. E’ grazie a Redacon se veniamo messi al corrente di alcuni aspetti dei nostri territori montani. Alcuni anni fa effettuai un rilievo fotografico dettagliato dei tre ponti dell’alta Val d’Enza, Selvanizza, Montedello e Lagastrello per diffonderlo ai mass media, ma ritenni non ne valesse la pena, nessuno mi avrebbe dato spazio. Gli Enti proprietari di queste strutture in calcestruzzo armato non hanno disponibilità economiche per intervenire, sono interventi molto onerosi. In questi ponti occorre ripristinare il copriferro e ripristinare le parti ammalorate, come le canalette sul ponte al Lagastrello, il sale usato per neve e ghiaccio corrode in modo spaventoso. Sul Ponte di Montedello è stato fatto il senso unico e messo un limite di portata, ma senza essere in possesso di una relazione tecnica che valutasse la riduzione di portata. Su quello di Selvanizza occorre una briglia che riduca l’abbassamento del letto del fiume; la quota dell’alveo si è abbassata di almeno 4 metri e le pile si stanno scoprendo notevolmente. Concludendo vorrei dire ai montanari: lasciate ogni speranza a Voi che amate queste terre, chi ha il potere di queste terre non importa nulla; tutte le opere che avrebbero portato lavoro, sviluppo e un futuro alla Valle dell’Enza sono state tutte sospese a lavori iniziati; la Fondovalle Val d’Enza, iniziata e sospesa dopo un anno, la Diga di Vetto, iniziata e sospesa dopo un anno, la Ferrovia San Polo Aulla, fatta fermare a Ciano d’Enza mentre a Vetto era già stata costruita la casa per la fermata. Da parte mia faccio fatica a dire: bravi a questi politici, ma qualcuno ad ogni elezione li rivota; e allora perchè lamentarsi?, a cosa serve?.

    Franzini Lino

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