Assalto Cgil, il Pd dell’appennino reggiano si mobilita contro i gruppi neofascisti

Il Pd dell'appennino reggiano condanna gli assalti alla sede della Cgil di sabato e scorso e questo 16 ottobre parteciperà, a Roma, alla manifestazione indetta dalle diverse sigle sindacali contro tutte le organizzazione eversive dell'ordine pubblico.

Guido Tirelli, coordinatore Pd della Montagna di Reggio Emilia, afferma: "L'attacco squadrista di alcuni esponenti di Forza Nuova che hanno devastato la sede della Cgil a Roma ha turbato l'intero paese. Si è trattato di un atto di violenza che ha una chiara finalità eversiva e che mira ad incrinare la democrazia, ad indebolire le istituzioni e a intimorire le organizzazioni sindacali". "Le organizzazioni di estrema destra italiane - aggiunge - hanno più volte utilizzato la violenza come metodo di azione politica in radicale contrapposizione con l'identità antifascista della Costituzione repubblicana. Negli ultimi mesi le organizzazioni neofasciste in Italia hanno cavalcato i problemi e il malcontento di alcune fasce della società colpite dall'emergenza sociale ed economica dalla pandemia. Hanno operato sia nelle piazze, sia sui social network incitando alla rivolta violenta contro le istituzioni. Questa attività non è passata inosservata alle forze dell'ordine che dall'inizio dell'anno hanno tratto in arresto 6 militanti di estrema destra e ne hanno deferiti 322 all'Autorità Giudiziaria".

"Questi gruppi sono pericolosi e la loro natura è in antitesi con i valori e l'identità antifascista della Costituzione repubblicana - conclude Tirelli - crediamo che sia necessaria una forte presa di responsabilità da parte di tutti. Siamo certi che queste considerazioni siano condivise dalla nostra comunità e quindi il Partito Democratico della montagna reggiana chiede che tutti i Consigli Comunali del nostro Appennino si uniscano nel condannare l'aggressione alla Cgil e che si impegnino a chiedere lo scioglimento dei movimenti neofascisti in Italia".

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4 Commenti

  1. non ho ancora sentito nulla da parte del PD montano sui risultati delle elezioni amministrative svolte nelle settimane scorse a Casina e Ventasso.
    A Casina rimane sulla sedia di sindaco Costi, esponente della lista avversa a quella del PD, apooggiata e sostenuta da tutti gli esponenti locali e non solo
    A Ventasso, che dire, dire sconfitta sarebbe riduttivo, il sindaco uscente è riuscito a non essere rieletto, anzi su 3 contendenti è arrivato 3°, con un magrissimo 20%(500 voti circa)
    si attende fiduciosi un colpo di vita del PD, almeno per dire che ci sono ancora.
    (speranzoso)

    ()

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  2. Come è ormai noto tutte le Autorità di Pubblica Sicurezza di Roma e, in particolare, il Ministro dell’Interno sapevano in anticipo della presenza di esponenti di Forza Nuova e della loro intenzione (comunicato ad alto volume dal palco) di assaltare la sede del sindacato. Non mi soffermo riguardo alla manifestazione del sindacato di sinistra a Roma, con la presenza dei vari esponenti del Pd, nonostante il giorno del silenzio (non per il loro spot elettorale!) per il ballottaggio.
    Per meglio rispondere a questa persistente ossessione di “antifascismo” riporto di seguito l’intervento di un intellettuale di riferimento della sinistra:
    Il Prof. Luca Ricolfi, in un illuminante fondo su Il Messaggero, ha paragonato i “pensatori, studiosi, intellettuali che si dicono molto preoccupati del pericolo fascista” a quei soldati giapponesi che, durante il secondo conflitto mondiale, si ritirarono nella giungla, convinti che la guerra non fosse finita. Insomma, a gente che combatte fuori tempo massimo contro un nemico inesistente, in quanto “il fascismo è stato sconfitto, seppellito dalla storia, e oggi non ha nessuna possibilità di tornare”. Ricolfi identifica le ragioni di questo approccio del fronte progressista: da un lato, la volontà di vincere facile, dal momento che il mostro che si vorrebbe sconfiggere è “un bersaglio fantomatico” e lo si può contrastare pur non avendo idee. Dall’altro, c’è l’intenzione subdola di intorbidare il dibattito, screditando a priori l’avversario politico e utilizzando in modo capzioso il prefisso – anti: se io sono antifascista, chi non la pensa come me sarà un fascista. Questo metodo, oltreché riduttivo, è “pericoloso” in quanto finisce per avere pesanti ricadute illiberali, caldeggiate proprio da chi si autodefinisce democratico.

    (Ivaldo Casali)

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    • ANSA 19/10/2021 ore 8:14:
      “Dalle prime ore di questa mattina la Polizia di Stato di Napoli, su delega del Procuratore della Repubblica del capoluogo campano, sta eseguendo perquisizioni domiciliari nei confronti di 26 persone indagate per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista “.
      Stando a quanto scrive Ivaldo, anche Polizia di Stato e Digos sono come i soldati giapponesi nella giungla, e combattono un nemico inesistente. Propongo quindi ad Ivaldo di offrirsi per collaborare con magistrati, forze dell’ordine e i servizi di intelligence, per spiegare loro che stanno perdendo tempo e sprecando soldi pubblici. Poi ci faccia sapere cosa gli rispondono.

      (Andrea)

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  3. Concordo in toto con quanto argomentato dal Sig.Ivaldo e vorrei aggiungere che le azioni esecrabili commesse in questi giorni devono essere ascritte a chi le ha compiute e a chi non è stato capace di impedirle.
    Le parole del ministro Lamorgese sono state imbarazzanti…
    Per quanto riguarda lo scioglimento di Forza Nuova, mi auguro caldamente che, se ciò avverrà, sia in forza di legge, come dovrebbe essere per tutte le formazioni che fossero giudicate eversive.

    (C.R.)

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