Bocciata la riapertura dei punti nascita con decreto ministeriale?

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Salviamo le Cicogne

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Bocciata la riapertura dei punti nascita con decreto ministeriale?

Il 13 gennaio del 2020, a 10 giorni dalle elezioni regionali, Bonaccini e Speranza sono venuti a Reggio Emilia per dire che avevano già risolto il problema punti nascita ed erano pronti a riaprirli. In un suo post Bonaccini indicava nella revisione del DM 70 la chiave per la riapertura. "Nel Patto per la Salute che abbiamo appena sottoscritto tra Governo e Regioni è indicata la revisione del Decreto Ministeriale numero 70 per la disciplina e i parametri dei punti nascita".
Il sindaco di Castelnovo ne' Monti, Enrico Bini, dichiarava ai giornali la riapertura in 60 giorni.

Il DM 70 è un documento complesso che mantiene tutto l'impianto del DM attualmente vigente, ma introduce alcuni interventi strutturali, organizzativi e culturali che vanno in tre direzioni:

  • adeguamento della rete ospedaliera e dell’emergenza a quelle esigenze di elasticità che la pandemia ha evidenziato,
  • potenziamento di alcune attività risultate carenti, come la terapia intensiva e l'area semi-intensiva
  • tentativo di risolvere la questione dei punti nascita con bassi volumi di natività (meno di 500 parti all'anno)

Proprio oggi è uscita la bozza della revisione del DM 70, la quale cita testualmente che "le condizioni previste dal presente decreto sono applicate esclusivamente ai punti nascita attivi alla data di pubblicazione". Ciò significherebbe che il punto nascita di Castelnovo ne' Monti, disattivato nel 2017 e quindi prima della pubblicazione del DM 70 rimarrebbe chiuso? Una misura punitiva che non ha nessuna motivazione scientifica e che esprimerebbe una volontà politica censoria.

Oppure vuol invece significare che i punti nascita possono riaprire con un progetto speciale? I politici ci hanno messo la faccia dando la loro parola: debbono rispondere e chiarire.

Comitato Salviamo le le cicogne

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4 Commenti

  1. Si parla spesso dello spopolamento del nostro Appennino: ecco queste situazioni sono il volano per tutto ciò.
    Credo che l’ospedale di Castelnovo ne’ Monti sia un ‘Patrimonio’ della montagna e come tale debba essere salvaguardato, al di là dei numeri.
    Non è questa la stagione dei tagli, ma di un rilancio, sia a livello nazionale,ma sopratutto di una Comunità Montana come la nostra.
    Il Pnrr (piano nazionale ripresa e resilienza) è uno strumento adito a questi scopi, e come tale, spero possa essere utlizzato.

    (Italo Nobili)

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  2. Il veder evocata la Comunità Montana geografica riporta alla mente quella politica, sciolta già da qualche tempo, che avrebbe forse potuto “difendere” con maggior efficacia la rete dei nostri servizi, sanitari e non solo, pur se il “forse” è d’obbligo non avendo noi la controprova, ma quando un territorio perde la propria rappresentanza politica succede non di rado che veda indebolirsi la propria forza verso gli altri interlocutori istituzionali.

    Ma al di là di questo retro-pensiero, io credo che il perorare la causa, per la salvaguardia dei servizi montani, non andrebbe a mio giudizio mai disgiunto da istanze e “solleciti”, sempre rivolti ai decisori politici, per veder adottati strumenti, e promossi interventi, tesi a frenare, e semmai invertire, l’esodo dalla montagna, perché un territorio “spopolato” faticherà sempre più a conservare il livello di servizi cui legittimamente aspira.

    E a tal riguardo, se da un lato può tornare utile e proficuo incoraggiare forme di occupazione innovative, io ritengo che andrebbe consolidato innanzitutto l’esistente – come mi è capitato talora di dire – e la strada più diretta e trasversale mi pare quella della defiscalizzazione, cioè una significativa riduzione del carico fiscale per le attività svolte in ambito montano, a cominciare da quelle che vi perdurano “tenacemente” da anni.

    P.B. 26.10.2021

    (P.B.)

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  3. Credo che la mancanza di dignità politica sia evidente sotto ogni aspetto. Promesse inutili, programmi disattesi tanto da far sentire presa in giro tanta gente che ha lottato per essere rappresentata. Questa è la politica che ci amministra e governa, poi ci si meraviglia se la gente non va a votare…
    Antonio D. Manini

    (Antonio D.Manini)

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