La coop San Rocco di Ligonchio si presenta: turismo, accoglienza e sostenibilità le parole chiave

"Il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano, con una sede a Ligonchio, sarà pronto al sostegno e all'accompagnamento di questa intraprendenza di comunità". Sono le parole del presidente del Parco, Fausto Giovanelli, nel giorno di presentazione della neo costituita cooperativa San Rocco al teatro parrocchiale di Ligonchio. E arrivano così a tre le coop nate nel territorio di Ventasso: dopo la Valle dei Cavalieri di Succiso e I Briganti di Cerreto, lo scorso 10 settembre la cooperativa ligonchiese è stata fondata con l'obiettivo di valorizzare le risorse territoriali, le competenze e le tradizioni della comunità. "Lo statuto si ispira a una società di mutuo soccorso fondata da gente di Ligonchio emigrata a Chicago agli inizi del 1900 - spiega Giovanelli -. I protagonisti di oggi sono sempre ligonchiesi, ma si compone di un misto tra i vecchi residenti, che hanno deciso di vivere in Appennino, e altri che erano emigrati a Castelnovo ne' Monti, Reggio Emilia, Milano e altrove e che adesso hanno deciso di tornare".

L'obbiettivo della cooperativa è quella di mantenere vivo un paese dell'alto crinale che soffre dell'invecchiamento della popolazione, dello spopolamento e della conseguente riduzione dei servizi primari alla persona. Come prima azione la coop intende partecipare al bando del Gal (Gruppo di azione locale) con due studi di fattibilità. Uno è relativo alla disponibilità di terreni incolti da destinare a coltivazioni che possano generare reddito, oltre a piante officinali e necessarie per la cosmetica di cui oggi c' è una richiesta importante. L'altro riguarda la gestione e attività di custodia e manutenzione delle tante seconde case presenti a Ligonchio e paesi ex Comune di Ligonchio. La finalità è quella di impiegare le molte case vuote per fare accoglienza a rifugiati, immigrati, famiglie in difficoltà e invertire così il drammatico calo demografico e la scarsa presenza di bambini nelle scuole del territorio. "Tante altre sono le idee - commenta il presidente Vittorio Bigoi -, oggi allo stato embrionale ma che ci prefiggiamo di riuscire a perfezionare in attività reali e capaci di generare inclusione e un reddito".

 

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3 Commenti

  1. Buona sera.
    Davvero strano che facciate ricorso al Presidente del Parco Giovanelli ( che ringraziamo per la sua disponibilità nei ns confronti ) per riportare quanto da noi spiegato alla comunità Ligonchiese.
    Crediamo sarebbe stato davvero opportuno che vi foste rivolti direttamente a noi.
    Peraltro non vi siete neppure domandati perché volutamente non abbiamo invitato nessuno della stampa alla ns. presentazione, che era rivolta alla ns. comunità e voleva, come è stato, fosse un momento di condivisione intimo e tale da far capire le ns. intenzioni e condividere apprezzamenti e/o critiche ed evitare il rischio che la stampa travisasse le ns idee, così come purtroppo è puntualmente avvenuto.
    Erano presenti 140 persone circa ed esiste una diretta streaming che abbiamo realizzato su FB.
    Non abbiamo proprio nessuna intenzione di correre il rischio a causa delle vs informazioni errate, di poter essere accomunati a certe realtà cooperative che hanno vergognosamente speculato sui rifugiati e gli immigrati.
    Di certo e come abbiamo dichiarato faremo accoglienza, ma noi intendiamo fare turismo.
    La ns. finalità NON è quella di impiegare le molte case vuote per fare accoglienza a rifugiati, immigrati…, bensì consentire ai proprietari delle seconde case l’ ultilizzo delle stesse tramite un servizio di portierato e custodia durante l’ intero anno.
    Questo servirà per avere presenze più continue nel ns paese spalmate su 12 mesi e garantirà la nascita di alcuni posti di lavoro.
    Vogliamo invitare Redacon a partecipare alla ns. conferenza stampa.
    Vi chiedo di mandarmi il vs indirizzo mail al quale spedire l’ invitation, così che puntualmente rettifichiate gli errori presenti nel vs. articolo.
    Grazie per l’ attenzione.
    Vittorio Bigoi Presidente della cooperativa San Rocco

    (Vittorio Bigoi)

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  2. Presidente Bigoi, la redazione non intendeva divulgare informazioni errate ed ha attinto a un precedente articolo da lei firmato in cui si citava quanto di seguito “Vogliamo fare accoglienza, così da poter dare un tetto a qualche famiglia di rifugiati (pensiamo agli afghani)…”.
    La ringraziamo dell’invito alla conferenza stampa, nonché prenderemo visione della diretta streaming per approfondire quanto detto dalla cooperativa.
    Sicuramente non intendiamo associarla a realtà che speculano sui rifugiati.

    Cordialmente
    La redazione

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  3. Buongiorno. Ho visto lo streaming su fb e lo ho trovato a tratti imbarazzante. Non c’è nessun progetto imprenditoriale serio e strutturato ma solo una richiesta furbetta di soldi … Io non penso che una comunità come quella di Ligonchio abbia la necessità di una cooperativa. È una comunità a cui non manca niente a differenza di altre. Esiste già un forno a cinquecerri non capisco la necessità di aprirne uno a Ligonchio e magari che faccia anche concorrenza alle due botteghe già esistenti … Mah … Non so che dire mi sembra più un progetto per fare passare un po’di tempo a qualche pensionato che si sta annoiando e non sa come passare il tempo. Mi giunge anche notizia che i progetti di Natural Art non hanno nulla da spartire con la cooperativa e non capisco perché siano stati introdotti nella presentazione. Caliamo un velo pietoso sull’acquisto delle e bike fatto dal vicepresidente della cooperativa a favore del negozio Cupra di cui lui stesso è il presidente … Non ho capito bene se l’introito del noleggio di queste e bike andrà alla cooperativa o al suo negozio ?!? Presto nel ligonchiese apriranno due nuovi ristoranti gestiti da giovani . Non mi pare proprio che ci sia bisogno di una cooperativa di comunità

    (Mario fattori)

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