Minoranze a Carpineti: “E se Futuro Comune avesse vinto le elezioni? A metà consiliatura rottura rilevante”

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del carpinetano Valter Montelaghi circa la spaccatura della minoranza di Carpineti

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Scrive Patrick Fogli, capogruppo di "Carpineti Civica" (da ieri sera neo gruppo di minoranza in Consiglio comunale): "La nascita del nuovo gruppo deriva da una diversa interpretazione su come affrontare la minoranza in consiglio comunale. Il tentativo di trovare un punto di contatto che consentisse di evitare la separazione non ha portato al risultato sperato". E io mi chiedo perché mai la minoranza dovrebbe affrontare sé stessa appare un dilemma amletico davvero curioso. Aggiunge Rita Migliaccio, rimasta sola a presidiare il monogruppo “Futuro Comune” (nome che deriva da quello della lista con la quale tutti e quattro sono stati eletti): "La ragione della divisione è determinata da un diversa impostazione su ruolo e prospettive della minoranza in consiglio comunale”.

Insomma, tradotto dal politichese, non c’è sintonia di vedute, di metodo ed evidentemente nemmeno di merito.
Quanto al metodo, beh, c’è ben poco da dire e il tutto si riassume nel verbo “fare”, per l’appunto. Esso attiene all’iniziativa politica da promuovere in piena autonomia a sostegno di un’idea, ovvero, si può presumere, il punto della discussione all’interno della minoranza consigliare che ha portato all’epilogo l’unità della minoranza medesima. Quando siamo a circa metà della consiliatura si tratta di un fatto rottura non proprio irrilevante.

Se i 4 consiglieri eletti con i voti e le forze organizzative del Pd (nonostante l’appellativo “civica” messo alla qualifica della lista) hanno scelto la via del divorzio la ragione risiede nelle profonde divergenze politiche. In piena attività congressuale per il Partito Democratico una decisione del genere non passa di certo inosservata. La politica delle
ampie alleanze, infatti, ha portato il partito di Enrico Letta a vince le ultime elezioni nelle grandi città (Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli ecc.) e la decisione carpinetana appare in netta controtendenza.

Onestamente, nelle dichiarazioni dei due capigruppo, di politico non c’è proprio nulla. Nelle decisione, però, oggettivamente sì. Difficile credere che si tratti di semplici mal di pancia o piccole dermatiti allergiche, tattica o strategia elettoralistiche in vista delle prossime Amministrative; sono ancora troppo lontane. Fatto sta che la
minoranza è a pezzi, ovviamente per scelta politica e gli elettori sono legittimati a domandarle perché.

Chissà che cosa avrebbero comportato queste divergenze politiche molto profonde se la lista “Futuro comune” avesse vinto le elezioni e si trovasse ora con una maggioranza e una Giunta spaccate, oggi che un Carpineti in pieno sviluppo (anche grazie ad “Elettric80”, come per altro ammettono i due neo leader dell’opposizione) richiede buongoverno,
stabilità, lungimiranza di vedute, senso di responsabilità e credibilità nei confronti di tutta la comunità (non solo carpinetana, per importanza di investimenti produttivi). Anche questa domanda appare del tutto legittima e, ahimè, sorge automaticamente spontanea.

Infondo, come si vede, la politica istituzionale è anche una cosa seria.

Valter Montelaghi

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3 Commenti

  1. Gentilissimo signor Montelaghi,per scrivere certe considerazioni bisognerebbe conoscere bene come stanno le cose e non fare delle supposizioni che lasciano il tempo che trovano e mi scusi, ma non mi sembra proprio lei la persona che può permettersi certe conclusioni.

    Luciano Montermini

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  2. Caro Montermini, le tue considerazioni contengono una caduta di stile (per altro già evidenziata dalla redazione di questo giornale anche in altre occasioni) che eludono il merito. Ovvero i fatti, che, a mio parere, da carpinetano, offrono spunti utili al confronto politico visto che a Carpineti (e non solo) della decisione delle minoranze se ne parla, eccome! Proprio perché essa alimenta supposizioni quantomeno verosimili alle quali, per altro, io non faccio alcun riferimento nel testo qui pubblicato.
    Infine, caro Montermini, permettimi di poter affermare in tutta franchezza che nemmeno tu mi sembri la persona elevata al rango di chi stabilisce ciò che si può o non si può dire. Come ricorderai, il divieto imposto alle persone e alle associazioni democratiche di manifestare liberamente il proprio pensiero (supposizioni comprese), in Italia, è caduto il 25 aprile 1945.

    Valter Montelaghi

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  3. Gentilissimo signor Montelaghi, mi dispiace molto se lei ha preso il mio intervento come offesa,non era assolutamente mia intenzione.Pur restando della stessa idea,ci mancherebbe altro, apprezzo comunque la sua risposta sperando che serva un po’ a smuovere le coscienze carpinetane.In questi anni abbiamo visto solamente un paese andare piano piano alla deriva perciò…
    P.S. Penso che dopo quasi 43 anni di onesto e apprezzato insegnamento non c’era bisogno di ricordarmi il 25 aprile!
    Cordialmente Luciano Montermini

    Luciano Montermini

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