The impact of Covid-19 on generation Z. Speakeasy a cura di Noemi Beretti e Silvia Dallacasa

Continua la collaborazione tra il liceo linguistico Cattaneo-Dall'Aglio e "Speakeasy", la rubrica curata direttamente dagli studenti dell'anno 2021-2022.

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Noemi Beretti e Silvia Dallacasa

Research involving Generation Z revealed psychological and socioeconomic issues during the 15-month Lockdown. Since the closure disrupted the lives of the entire population, most of the young adults have been affected by mental instability (such as anxiety and depression), and suffered from lack of education and future job prospects.
Our generation has been defined as “sacrificed” precisely because during this period of emergency, we were the last priority.

According to research carried out by the EU foundation for life and work, 64% of adolescents have a risk of depression, with an increase of 49% since the start of the pandemic.
It is expected that in the future there will be problems with the workforce of the various countries, precisely because the forthcoming workforce has suffered a year and a half in which there was no concrete and direct experience in the field of work.

From what was reported by a professor working at the Hartie School in Berlin, in the post-pandemic decade we could see a “war of generations”, caused by the little consideration given to young people by European Government policies. As a result of these policies the message we get is :'' We are only concerned about the elderly and not the youth”.

Apart from that, future generations will have to deal with various problems, including that of climate change. Despite this, it is said that Covid-19 could give the right spirit to take the reins of the situation and address these countless issues, as in the past it was done following strong earthquakes and other catastrophic events. The need for total restructuring is a systemic change that might give strength to take hold in a world where there is no regard and assistance for the needs of young adults.

Although social networks are popular, the pandemic has revealed the need for concrete and faithful human relationships, seeing that we are struggling with a status of loneliness, anxiety, insecurity and stress due to the social deficiencies we suffered from during the past months. Even many adolescents have revealed that they need to use antidepressants to move on.

The uncertainty about the future, and the trouble that the new generations will have to face in order to fix what past generations have caused, including the climate emergency, may lead to a bleak mix of mental health and social economic impacts. Giving a look at the past, where socialization and physical contact were normal, melancholy and discouragement arise mixed with the rest of youth hardships.

Moreover, there is discomfort with regards to online learning, where classes are bad even with excellent teachers, and many university students revealed that distance learning completely ruined the quality of the degree, besides the fact that they were paying full college tuition for a few lessons a week.

In conclusion, the perception we are having is that young people count less than any other group in society, and this could be a reason for solidarity and unity within Generation Z, since our interests as a group, not only for those who feel disadvantaged and depressed, are not considered.

(Noemi Beretti e Silvia Dallacasa, classe 4ªR)

 

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L’impatto che ha avuto il Covid-19 sulla Generazione Z

Una ricerca che ha interessato la generazione Z ha rivelato problematiche psicologiche e socio economiche durante i 15 mesi di Lockdown. Poiché la chiusura ha sconvolto le vite dell'intera popolazione, molti giovani adulti hanno problemi di instabilità mentale (come ansia e depressione), insieme a lacune per quanto riguarda l'istruzione e quindi prospettive di lavoro future. La nostra generazione è stata definita sacrificata proprio perché durante questo periodo di emergenza siamo stati l’ultima priorità.

Secondo la ricerca effettuata dalla fondazione dell’ UE per la vita e il lavoro, il 64% di adolescenti in Europa è a rischio di depressione, con un incremento del 49% dall’inizio della pandemia. Si prevede che in futuro ci saranno problematiche per quanto riguarda la forza lavoro dei vari paesi, in quanto la nuova forza produttiva ha subito un anno e mezzo di smarrimento, senza alcuna esperienza diretta sul posto di lavoro .

Da quanto riferito da un professore della Hartie School di Berlino, nel decennio post pandemia potremmo assistere ad una “guerra di generazioni”, causata dalla poca considerazione avuta da parte delle politiche dei governi europei nei confronti dei giovani. In effetti il messaggio che si ricava è: "Per ora la più grande preoccupazione va agli anziani.
I giovani non sono una priorità" .

A parte questo, le generazioni future dovranno occuparsi di diversi problemi, tra cui quella riguardante il clima; nonostante ciò il Covid-19 potrebbe donare il giusto spirito per prendere le redini della situazione e affrontare queste innumerevoli questioni, come ad esempio in passato è stato fatto con gravi eventi sismici o altri eventi catastrofici. Il bisogno di una ristrutturazione totale e un cambiamento sistemico dà la forza di prendere in mano la situazione in un mondo in cui non c’è riguardo e sostegno per quanto riguarda i bisogni dei giovani adulti.

Sebbene i social network siano popolari e tra i più amati dai giovani, la pandemia ha rivelato la necessità di relazioni umane concrete e sincere, dato lo stato di solitudine, ansia, insicurezza e stress causato dalle carenze degli ultimi mesi.  Molti hanno persino rivelato di aver dovuto ricorrere all'uso di antidepressivi.

L’incertezza sul futuro e la preoccupazione che dovranno affrontare le nuove generazioni per sistemare ciò che hanno commesso quelle passate, compresa l’emergenza climatica, portano ad un mix desolante di salute mentale e impatti economici e sociali. Dando uno sguardo al passato, quando la socializzazione e il contatto fisico erano la normalità, lo sconforto e la malinconia sorgono nell'insieme dei disagi giovanili.

Inoltre si ha malessere anche per quanto riguarda l’apprendimento online, dove le lezioni risultano pessime anche con ottimi insegnanti; e molti studenti universitari hanno rivelato che la didattica a distanza  ha completamente rovinato la qualità della laurea, pur avendo dovuto pagare tasse universitarie intere per qualche lezione a settimana .

In conclusione, la percezione che si sta avendo è che i giovani contino meno di qualsiasi altro gruppo nella società, e questo potrebbe essere motivo di solidarietà e unità all’interno della Generazione Z, poiché gli interessi come gruppo, non solo di chi si sente svantaggiato e depresso, non vengono considerati.

https://amp.theguardian.com/world/2021/jun/02/a-sacrificed-generation-psychological-scars-of-covid-on-young-may-have-lasting-impact

(Noemi Beretti e Silvia Dallacasa, classe 4ªR)

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