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Bando per la concessione contributi imprese produttive aree montane… allo sbando

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Con delibera del 12 luglio 2021 n. 1116, la regione Emilia-Romagna approva il bando 2021 per la concessione di contributi a sostegno delle imprese produttive nelle aree montane dell'Emilia-Romagna, stanziando l'importo di € 2.500.000. La data ultima per la presentazione della domanda viene fissata, improrogabilmente, al giorno 15 settembre 2021 alle ore 13,00 (“pena di irricevibilità”).

A denunciare un meccanismo ritenuto iniquo è Augusto Bellesia, che prosegue circostanziando: l'11 agosto 2021 la data viene posticipata al 17 settembre 2021. E fin qui niente di anomalo. Il 15 settembre era un mercoledì, mentre il 17 settembre un venerdì, ovvero un fine settimana. "Nel frattempo, mi presto, gratuitamente, a dare consulenza ad alcune aziende dell'alto appennino reggiano che partecipano al bando. Vista la mole e la difficoltà della documentazione da predisporre e reperire, il 10 settembre telefono in regione per chiedere se altri partecipanti al bando hanno fatto richiesta di posticipo della data di presentazione. Mi viene risposto che: “Essendo fondi europei, la UE non ammette assolutamente variazioni di nessuna natura”.

Prosegue quindi Bellesia: "Veniamo quindi alla parte anomala della questione. Il 15 settembre 2021 (2 giorni prima della scadenza fissata), la giunta regionale dell'Emilia Romagna: “A voti unanimi e palesi delibera di prorogare la data di scadenza per la presentazione della domanda di concessione del contributo alle ore 13,00 dell'1 ottobre 2021”. La delibera verrà pubblicata il giorno seguente (il 16 settembre, 1 giorno prima della scadenza fissata) sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

Come era ovvio aspettarsi, la graduatoria che ne è uscita, con l'ingresso di molti 'fuori tempo', ovvero le domande presentate fra il 18 settembre e il 1 ottobre, risulta completamente falsata. E le implicazioni non finiscono qui: questa graduatoria avrà validità per i progetti che verranno finanziati per il 2022 e il 2023! Per usare una metafora, sarebbe come dire che l'arbitro, in una partita di calcio, decida a suo insindacabile giudizio di allungare il secondo tempo di 20 minuti di gioco falsando così il risultato e la classifica del campionato!

Le domande ammesse sono state 245 di cui: 70 presentate entro il 17 settembre, e 175 presentate dopo tale data. Le vincenti sono le prime 20 e si sono aggiudicate la cifra complessiva di € 2.509.000. Fra queste prime 20 vincitrici: 16 hanno presentato la domanda dopo il 17 settembre e si sono aggiudicate complessivamente la cifra di € 1.962.400, 4 hanno presentato la domanda in tempo utile e si sono aggiudicate complessivamente la cifra di € 546.600. Si può ben immaginare come il resto della graduatoria, che avrà valenza nel 2022 e nel 2023, sia stata 'manomessa' da questo inspiegabile intervento della Regione. Tanto più che nel Bando non viene menzionata la possibilità di procrastinare l'ora e la data di presentazione delle domande!"

Conclude quindi Augusto Bellesia: "A mio avviso, ci sono gli elementi per adire le vie legali con una class action  dei 70 imprenditori che hanno presentato le domande entro la data fissata inizialmente e che ora, e per i prossimi 2 anni, si vedono penalizzati dall'ingresso in graduatoria di 175 soggetti che non ne hanno diritto. In alternativa potrebbe esserci una soluzione, diciamo così 'salomonica', che potrebbe vedere la creazione di 2 graduatorie: una per i 70 con un fondo di € 1.250.000; una per i 175 con un fondo di € 1.250.000."

 

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1 commento

  1. mi associo pienamente con le rimostranze del sig. Bellesia e manifesto la totale disapprovazione per il metodo del tutto anomalo utilizzato per fare rientrare 175 aziende nella graduatoria Regionale. Il nostro studio ha lavorato intensamente per valutare e predisporre diversi progetti adeguati alle caratteristiche del bando, implorando le diverse ditte fornitrice a fornirci adeguati preventivi nonostante il termine di sospensione feriale. Questa corsa affannosa per riuscire a rispettare il termine di presentazione, ritenendo che avrebbe stata impossibile e del tutto poco seria una proroga da parte della Regione. Purtroppo anche in questa circostanze emerge la incoerenza totale di chi ci amministra: cambiano i personaggi ma i metodi non cambiano mai. Mi chiedo come potranno le nostre istituzioni pensare di raccogliere il consenso e la credibilità dei cittadini a fronte di comportamenti del tutto incoerenti e rispettosi nei confronti di chi è stato ligio alle regole. Altra rimostranza è conseguente al fatto che è del tutto illogico che a fronte di 245 domande vi siano stati soltanto 20 ammessi, meno del 10%, con un criterio di valutazione e distribuzione delle risorse che lascia amareggiati oltre il 90% di coloro che hanno manifestato la intenzione di procedere ad investimenti nel territorio montano e che non potranno che essere scettici ed increduli di fronte alle prossime proposte di contributi pubblici.
    E’ del tutto evidente che questo metodo anomalo di attribuzione delle risorse pubbliche deve essere completamente rivisto se si vogliono stimolare gli imprenditori ad investire in Montagna.

    Emilio Canovi

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