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Dal primo gennaio vietato allevare e uccidere animali da pelliccia

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Dal primo gennaio è vietato l'allevamento, la riproduzione in cattività e l'uccisione di animali da pelliccia, quali la volpe, il visone, i procioni e i cincillà. E' stato approvato dalla Commissione Bilancio del Senato l'emendamento a firma del presidente del Gruppo Misto del Senato, Loredana De Petris, che come unica deroga agli allevamenti esistenti consente di mantenere gli animali già presenti nelle strutture non oltre il 30 giugno 2022.

In Italia sono ancora cinque gli allevamenti in funzione fra Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo, i quali contano in tutto più di 7mila esemplari. In Appennino si registrava un unico allevamento da pelliccia a Ramiseto, l'Alaska Fur di Bronzoni Marino, chiuso ormai più di una ventina di anni fa (fine ani 90) a causa di ripetuti attacchi animalisti alla struttura che gli avevano causato ingenti danni economici. Il grande stabilimento si trovava in via Baisi, vicino all'isola ecologica, e poco distante dall'omonima azienda Bronzoni motori elettrici, con cui stranamente non li lega nessuna parentela ma solo il caso. Tutto ciò che resta della vecchia sede sono ora dei grandi capannoni in eternit dismessi da oltre vent'anni e che l'amministrazione di Ventasso dovrebbe provvedere a smantellare.

Ma tornando agli allevamenti ancora in funzione, invece, il governo ha stanziato un massimo di 3 milioni di euro per la chiusura delle strutture e la loro riconversione in impianti agrivoltaici per la produzione di energia pulita, da assegnare entro il 31 gennaio 2022. Una volta chiuse le aziende, gli animali saranno sterilizzati nel rispetto delle procedure indicate dal Ministro della Salute e trasferiti in strutture autorizzate, preferibilmente quelle gestite da associazioni di protezione animale riconosciute.

Gli allevamenti di visoni erano già stati chiusi provvisoriamente dal governo a causa della pandemia e molti animali, trovati positivi al Covid o sospettati di esserlo, erano stati abbattuti. Ma senza un provvedimento ad hoc gli stabilimenti avrebbero riaperto a gennaio. Questo emendamento è ora una vittoria per molte associazioni per i diritti animali, come afferma il presidente di Animalisti Italiani Walter Caporale: "Da oggi finalmente l’Italia è un Paese più civile e cruelty-free, collocandosi come il ventesimo Paese europeo che introduce divieti agli anacronistici e pericolosi allevamenti da pelliccia - afferma Caporale -. Una scelta etica che non solo rispetta la vita degli animali, esseri senzienti proprio come noi, ma previene il diffondersi di spillover e zoonosi tutelando la stessa salute collettiva".

All’emendamento dedicato agli allevamenti di animali da pelliccia, nella proposta dell'Intergruppo si aggiungono altre misure a favore degli animali su randagismo, canili, tutela della fauna selvatica.

 

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1 commento

  1. Non c’è molto da compiacersi……..c’è voluto sino al 2022 perchè finisse questa barbarie, e comunque esistono ancora le corride, i circhi, e gli allevamenti intensivi, abbandoni di animali di varie razze ecc ecc.
    Brutta bestia la razza umana.

    Marco

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