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La lettera: “Per vedere da vicino la Madonnina del lago vi basti questa foto”

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Riceviamo e pubblichiamo.

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La sfida, la bravata, è una molla che scatta nei giovani in modo irrazionale. La spinta improvvisa a mettere alla prova il proprio coraggio.
Sì, a volte va male, tutti sanno che non si deve fare, ma la giovinezza è un impulso naturale a sfidare il destino.
Non è da escludere che alcuni fossero un po’ bevuti, dato il periodo di feste: era il primo giorno dell’anno dopo due di “arresti domiciliari”, di terrore quotidiano, dei divieti da “pandemia”.
Molto tempo è passato, 1975, ma a vent’anni, dopo la mezzanotte, anch’io ho camminato con gli amici e le amiche, sul ghiaccio sino all’isolotto con la “Maestà”... l’acqua era una solida lastra in profondità, (l’avevamo verificato prima).
Senza averlo programmato, in modo spontaneo, volevamo salutare e rendere onore alla Madonna.
Non è il caso di fare i moralisti bacchettoni...
È successo, è andata bene, e accadrà ancora.

Passeranno gli anni e quei giovani, non più giovani, forse faranno come ho fatto io: a 54 anni sono tornato sul lago Calamone.
A settembre 2011, con un canotto in acqua e due amici, ho remato verso l’isolotto, per restaurare il pilastro, la Croce, la grata e fissare, che il vento l’aveva staccata e piegata su un lato, la statua della bella Madonna (con il permesso del Parco nazionale).
Un breve articolo, volutamente senza i nostri nomi, è stato allora pubblicato da Redacon. Siamo stati fieri di aver riparato qualche danno del tempo e aver reso omaggio alla Madonnina che veglia da oltre settanta anni sul nostro lago... dove pescavo da bambino... e dove con la famiglia e i nonni, pranzavo sulla riva, sotto i faggi. Si andava, in quei tempi, il 22 luglio per Santa Maria Maddalena, e il 15 agosto, per la festa di Santa Maria Assunta...

C’è una foto della Madonna del lago, che ho scattato. Sarebbe bello se la redazione la volesse pubblicare.

Un saluto ai lettori, e a quei giovani camminatori sul ghiaccio.

Alessandro Raniero Davoli
(Un montanaro ...)

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