Secondo monsignor Guiscardo Mercati mai come ora “E’ tempo di scegliere”

           UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro, Onfiano,

Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 09 al 16 gennaio 2022

DOMENICA

09 gennaio

Battesimo del Signore. S. Messe. Carpineti ore 8.30 (def. Palladini e Marazzi) ore 11.15 (def. Beretti Gino) ore 18.00 (def. Rivi D. Ferdinando e fratelli)  Pontone  ore 10.00   Pantano ore 10.00          
LUNEDI’

10 gennaio

S. Messa: ore 18.00 (libera Intenzione )
MARTEDI’

11 gennaio

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)

MERCOLEDI’

12 gennaio

S. Messa: ore 10.30 (libera intenzione)                                           
GIOVEDI

13 gennaio

Memoria di S. Ilario

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)

VENERDI’

14 gennaio

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)
SABATO

15 gennaio

Memoria di S. Mauro. S. Messa ore 10.30 (voto parrocchiale)

Riprende il catechismo dalle ore 15.00 alle ore 16.00

S. Messe prefestive: S. Donnino ore 18.00  Velluciana ore 19.00

DOMENICA

16 gennaio

 Festa del Battesimo del Signore.

S. Messe. Carpineti ore 8.30 (def. Grasselli Giancarlo) ore 11.15 (def. Ferri Erminio e Silvia)

ore 18.00 (per i defunti di Dallari Achille)  Pontone  ore 10.00   Pantano ore 10.00          

 

Meditazione domenicale. Nella domenica dopo l’Epifania, la Liturgia ci fa pensare a Gesù che va al Giordano per farsi battezzare da Giovanni. Ma – notiamo bene – il Battesimo di Gesù è un avvenimento completamente diverso dal nostro Battesimo. Gesù, infatti, non va al Giordano per ricevere il perdono dei peccati che non ha e non può avere. Gesù va al Giordano per farci capire quanto Dio sia vicino a noi peccatori. Egli si mette in fila con tutti i peccatori per dirci drasticamente che la salvezza è già dentro la storia umana, è presente nella vita di ogni giorno, ma con uno stile umile, rispettoso, discreto e, in questo gesto di bontà e di umiltà, Gesù si rivela come Figlio di Dio. Giovanni lo riconosce pienamente soltanto dopo averlo accettato nella veste povera e dimessa del penitente che si nasconde tra la gente. Accade sempre così. L’umiltà e la carità sono l’espressione massima di Dio; quindi chi si fa umile e misericordioso, improvvisamente scopre la potenza e la verità di Dio. Ma se questo è il Battesimo di Gesù, che cos’è il nostro Battesimo? Il nostro Battesimo è la vita di Cristo innestata – per puro dono – sulla nostra vita marcita dal peccato. Il nostro Battesimo è il dono della vita di Dio – dono che nessuno può meritare – ma messo dentro la nostra libertà perché lo accolga e lo lasci crescere. Il Battesimo è allora un inizio, un germe, un seme, una prima pietra di una casa che va poi costruita. Abbiamo coscienza e memoria del nostro Battesimo? Cogliamo oggi l’occasione per riflettere su questo grande dono e deciderci a vivere da battezzati.

E' tempo di scegliere. Mai come in questa ora della storia i credenti delle Chiese in Occidente si trovano davanti a un bivio, a una scelta, all’urgenza di compiere un’opzione. Da una parte si colloca la possibilità di continuare a fare quel che si è sempre fatto, sperando di ottenere risultati diversi (cioè migliori) di quelli che si sono raccolti almeno negli ultimi tre decenni. Ha davvero senso fare le cose di sempre, sperando di avere risultati diversi? Non ha senso. È pura follia. D’altra parte, si staglia in tutta la sua complessità e pertinenza quella che desideriamo chiamare opzione Francesco, che consiste in una rinnovata e rinnovante capacità dei credenti di leggere la situazione che vivono, di riconoscere senza paura le crisi che attraversano e che li attraversa, di avviare una grande conversione pastorale e di dare un volto e una forma nuova al Cristianesimo. Perché, come ha detto di recente Papa Francesco, citando Yves Congard, il punto resta proprio questo: non si tratta di creare un’altra Chiesa, ma di dare vita a una Chiesa diversa. Sempre il Papa dice: “non è giusto che lasciamo una Chiesa da museo, bella ma muta, con tanto passato e poco avvenire”. Ecco perché ha voluto un Sinodo che parta dal basso, non produca documenti, ma si interroghi e trovi nuove vie per evangelizzare il nostro mondo.

 

Domenica 16 gennaio, 14° giornata diocesana del seminario.

Carissimi fratelli e sorelle,

come ogni anno il Vescovo stende la mano per chiedere a ciascuno di voi la carità della preghiera e, se possibile, del sostegno economico, alla vita del Seminario. Preghiera, perché le necessità della Chiesa sono necessità di ciascuno di noi: senza sacerdozio ordinato non c’è Eucarestia. Sono certo che Dio chiama. Preghiamo, dunque, affinché i cuori si aprano al suo invito e trovino comunità capaci di educare alla bellezza della vita cristiana e alla gioia della fede. Queste esperienze sono il primo seme di una vocazione sacerdotale. Sostegno economico, per le rette dei nostri seminaristi e, più in generale, per la vita del Seminario. II Signore ricompensi ciascuno di voi                   + Massimo Camisasca

La comunità del Seminario è oggi composta da dieci giovani. Il percorso formativo prevede un periodo propedeutico

(e/o un anno di stage pastorale) e sei anni di studi filosofici e teologici.

Mattia, 19 anni, Guastalla, anno propedeutico   Marco, 25 anni, Reggiolo, I teologia   Luca, 20 anni, Sassuolo, I teologia Simone, 20 anni, Albinea, II teologia    Luca, 27 anni, Medjugorje, II teologia   Antonio, 37 anni, Reggio Emilia, III teologia  Francesco, 30 anni, Guastalla, III teologia  Boniface, 26 anni, V teologia  Florent, 41 anni, V teologia don Francesco, 26 anni Albinea, VI teologia.

Don Alessandro Ravazzini, rettore, don Luigi Orlandini, vice-rettore, don Edoardo Ruina, direttore spirituale, don Matteo Mioni, direttore spirituale, don Pietro Paterlini, direttore spirituale.

 

 Offerte ricevute. In memoria di Costetti Alfio i famigliari per la chiesa. In memoria di Pederzini Elda, i figli per la chiesa. In memoria di Beretti Gino, nel 10° anniversario, la moglie per la parrocchia. Nasi Giulietta per l’asilo. In memoria di Saccaggi Giulia Franca, le sorelle per la chiesa di S. Biagio. Raccolti pro Infanzia missionaria € 513,00. A tutti Grazie!

                                         

 Ricordiamo i nostri morti

Costetti Alfio di anni 96 deceduto in casa sua il 01 gennaio. Nato nel comune di Castelnovo Monti in una famiglia numerosa, quattordici fratelli, dotato di manualità, specialmente nel campo della falegnameria e del restauro, ha svolto gran parte della sua vita e attività a Milano, dove, col fratello, aveva creato un laboratorio rinomato, con una clientela scelta che apprezzava il suo stile artigianale. Sposato con Filippi Caterina, dal loro matrimonio è nato il figlio Maurizio che è stato il motivo principale della loro vita. Raggiunta l’età della pensione, Alfio, con la sua sposa, ha deciso di trasferirsi da Milano a Carpineti, per essere più vicino al figlio e per poter veder crescere il nipote Alessandro. Persona delicata e attenta, preciso e curato sia nel modo di comportarsi che di vestire, piacevole nella conversazione, ha assistito la consorte con amore e dedizione. Finché la salute glielo ha permesso è stato indipendente e quando si è presentata la necessità di un aiuto, il figlio lo ha affiancato con persone che lo hanno seguito con premura e delicatezza. Riceveva volentieri la visita della suora e del sacerdote ai quali ricordava spesso di avere avuto tre sorelle che avevano scelto la via della consacrazione religiosa. Ha terminato il suo lungo cammino terreno il primo giorno dell’anno con i Sacramenti della fede. A Maria Santissima Madre di Dio, nella cui festa ha lasciato questo mondo, lo affidiamo perché lo introduca nella gioia eterna. Il suo funerale lo abbiamo celebrato nella nostra chiesa e il suo corpo sepolto accanto alla moglie nel cimitero di Poiago, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

Canovi Ettore di anni 91 deceduto a Castelnovo Monti il 04 gennaio. Una vita trascorsa prevalentemente ad Onfiano, nella cui chiesa parrocchiale si era sposato con Salvaresi Edmea, generando il figlio Angelo che ha vissuto sempre con loro, anche dopo il suo matrimonio. Con l’onesto lavoro prima di calzolaio poi come ceramista, ha realizzato il sogno di tanti della sua generazione di costruirsi la casa per lui e per il figlio. La famiglia, l’onestà e la laboriosità sono stati i punti fermi della sua esistenza. Cresciuto in un tempo difficile dal punto di vista economico e salariale, si è battuto per i diritti dei lavoratori, svolgendo all’interno della fabbrica il ruolo di rappresentante sindacale. Amava una vita tranquilla e riservata, anche se quando ne aveva l’opportunità, conversava volentieri. Dopo la morte della moglie, è iniziato per lui un lento declino. Poteva contare sulla vicinanza del figlio e della nuora Giuseppina. Il sorgere di un malore lo ha costretto al ricovero in ospedale, dove assistito, ha concluso la sua vita. Il suo funerale lo abbiamo celebrato nella chiesa di Onfiano, dove sono convenuti molti compaesani per accompagnarlo nell’ultimo viaggio terreno. Il suo corpo sepolto nell’attiguo cimitero, accanto alla moglie e ai suoi cari, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

 

Pederzini Elda vedova Borghi di anni 96 deceduta a Correggio il 06 gennaio. Con lei scompare un’altra figura della Carpineti di un tempo. Nata e cresciuta a Poiago, amava ricordare la sua infanzia e giovinezza che ruotava attorno all’Istituto Don Cavalletti, dove le suore Piccole Figlie si prestavano per l’educazione e la formazione delle ragazze e dove aveva, oltre che dalla sua famiglia, recepito i valori umani e cristiani della vita. Coniugata con Borghi Ferruccio, che tutti chiamavano “Pepo”, ha generato due figli: Giorgio e Cristina, per i quali ha speso la sua vita e dai quali è stata ricambiata con affetto e dedizione. Il suo lavoro era prevalentemente casalingo e il cucito la sua passione; per molti è stata la sarta di famiglia. Carattere fine e riservato, gentile e cortese, amava la conversazione ed era sempre riconoscente a chi, specialmente negli ultimi anni, le faceva visita. La fede l’ha sempre sostenuta e la preghiera scandiva le sue giornate. Finché la salute glielo ha permesso, partecipava alla messa domenicale poi desiderava ogni domenica che le si portasse l’Eucarestia. Ha assistito con l’aiuto della signora Alessia il marito nella sua malattia e la sua morte ha lasciato un vuoto grande nella sua vita. Sono particolarmente riconoscente a lei per la stima e le attenzioni che ha sempre avuto nei miei confronti, apprezzando il mio impegno sacerdotale. Elda non è mai stata lasciata sola dai suoi figli e Alessia che l’ha aiutata col marito, è rimasta accanto a lei per tanti anni. In questi ultimi mesi, l’aggravarsi delle sue condizioni ha fatto decidere i figli di trasferirla a Correggio, dove risiede Cristina, per poterla assistere ed esserle accanto. Ha lasciato questa terra il giorno dell’Epifania; il Signore, nel quale ha sperato e creduto, come ai Magi le si è manifestato. Il suo funerale lo abbiamo celebrato nella chiesa Maria Ausiliatrice e il suo corpo, sepolto nel cimitero di Poiago accanto al suo sposo, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

 

Fontanesi Tarcisio di anni 85 deceduto a Castelnovo Monti il 06 gennaio. Nato in una delle famiglie storiche di Rola di Poiago, ha svolto la professione di agricoltore e allevatore, dando incremento alla sua azienda agricola con l’aiuto del figlio Giampietro, continuando anche in età avanzata a dirigerla e soprattutto a tenerne la contabilità e le schede del bestiame. Carattere forte e laborioso, si è sposato con Alma e con lei ha generato i figli Giampietro, Barbara e Clementina. Lavoro e casa erano i luoghi dove passava la gran parte delle ore della sua giornata. Quando il tempo glielo permetteva e trovava qualcuno con cui parlare, si interessava anche di vita sociale con una speciale attenzione ai problemi del mondo agricolo. Cresciuto nella fede trasmessagli dalla famiglia, l’ha sempre, a modo suo conservata. Gli ultimi anni della sua esistenza sono stati segnati dalla malattia, dove moglie, figli e nipoti gli sono sempre stati accanto. Anch’egli si è spento nel giorno dell’Epifania e mi piace pensare che il Signore che si è manifestato ai Magi, si sia manifestato anche a lui, che nella sua vita l’ha riconosciuto come suo Signore e Salvatore. Il suo funerale lo abbiamo celebrato nella chiesa di Poiago e il suo corpo sepolto nella terra benedetta dell’attiguo cimitero, accanto ai suoi cari, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

 

Nel battesimo al Giordano lo Spirito scende su Gesù e il Padre lo indica quale figlio prediletto.

E’ lo stesso Spirito disceso su di noi nel giorno del Battesimo, quando siamo diventati figli di Dio.

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