Costi aumentati per la seggiovia Valle Fonda, Ferretti: “Opera ereditata, riprenderemo i lavori al più presto”

Ancora fermi i lavori della seggiovia Valle Fonda a Cerreto Laghi, che avrebbe dovuto sostituire una vecchia sciovia ormai in disuso da tempo per servire l'omonima pista, denominata anche campo scuola, e ricollegarsi alla pista Belfiore. "Riteniamo che questa nuova pista, con annessa una seconda seggiovia, rappresenti il futuro per il nostro comprensorio che ha sempre sofferto la mancanza di un vero campo scuola - affermava due anni fa il titolare della Turismo Appennino, società che gestisce gli impianti a Cerreto Laghi -. Con questa nuova pista infatti il nostro comprensorio sarà ancora più appetibile per famiglie e principianti e tutte le imprese turistiche e commerciali di Cerreto Laghi ne potranno beneficiare sia in inverno che in estate".

Sarebbe dovuta entrare in funzione proprio a ridosso della stagione invernale, ma un po' per il Covid, un po' per il cambio di amministrazione a Ventasso, che ha visto sostituire l'ex sindaco Manari con l'attuale Ferretti, siamo ancora al punto di partenza. Ora il nuovo sindaco ha dovuto riprendere le opere non completate dal suo predecessore: "Stiamo aspettando i pareri tecnici, afferma il neosindaco Enrico Ferretti – l’informativa è del 26 novembre dell’anno scorso. Un progetto che doveva realizzare la precedente amministrazione, noi l’abbiamo soltanto ereditato e cercheremo di portarlo a compimento, speriamo entro la prossima stagione, ce la metteremo tutta. Sono state fatte delle richieste da parte dell’Utif, stiamo aspettando le risposte, non dipende da noi. Con la bella stagione, se ci daranno l’ok, faremo riprendere i lavori della Valle Fonda in modo da renderla funzionante al più presto possibile".

Due anni fa, grazie a un finanziamento dalla Regione di 600mila euro, i lavori sono stati finalmente assegnati alla ditta Graffer di Brescia, specializzata negli impianti a fune. E mentre la stessa ditta fin dalla primavera scorsa aveva portato a Cerreto Laghi il materiale necessario per la realizzazione della seggiovia triposto, il costo dei lavori nel frattempo è aumentato. "Temo che occorra un adeguamento dei costi, - continua Ferretti - perché da quando è stato assegnato il progetto ad oggi i prezzi sono aumentati. Bisognerà integrarlo con nuove risorse".

Per molti operatori del settore, la triposto della Valle Fonda viene ritenuta importante in quanto permette di dare una nuova dimensione al comprensorio sciistico di Cerreto Laghi e, soprattutto, funzionerà in tutte le stagioni. Ma non tutti i cittadini di Ventasso la pensano allo stesso modo, poiché la singolare scelta di istallare un nuovo impianto fuori dal contesto dell’area sciabile potrebbe allontanare parte dei turisti dal centro della Stazione e quindi penalizzare ristoratori e negozianti locali. Inoltre, la realizzazione della seggiovia aveva destato proteste anche per l'eccesiva quantità di alberi tagliati e per il quale le guardie forestali avevano annunciato lo stop.

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3 Commenti

  1. Non sarebbe meglio a questo punto dove è ancora consentito un ripensamento, dirottare l’investimento economico in un progetto più ecosostenibile atto a diversificare l’attrazione turistica in modo polivalente e polistagionale, visto anche l’andamento climatico, sempre con meno precipitazioni nevose.nessuno si è forse reso conto che possiamo sfruttare pesca, mototurismo, raccolta prodotti del sottobosco, bike, fotografia e chi più ne ha ne metta, senza investire una lira, ma solo usando creatività e buon senso. Già il palaghiaccio di Cerreto Laghi è un buon esempio sul come non bisogna buttare soldi, oggi vediamo piste del ghiaccio anche in riva al mare. Ora questa pista in fase di riapertura dopo non so quante decine di anni, mi pare una nuova cattedrale nel deserto. Basta sprecare soldi pubblici.

    Lena mattioli

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  2. Una nuova Amministrazione eredita quanto condivisibile o meno dalla precedente; scelte che non avrebbero ripercussioni sui costi dei cittadini potrebbero essere riviste, ma altre che sono a metà del guado occorre traghettarle sulla sponda opposta, che piacciono o meno. Sono in tanti a condividere che scelta peggiore non potesse essere fatta, ma allo stato attuale tornare indietro comporterebbe costi enormi per non avere nulla, sarà un piccolo secondo palaghiaccio che con l’aumento dell’energia sarà ancora peggio. Tutti questi impianti hanno consumi energetici impressionanti a cui si dovrebbe far fronte con una serie di pale eoliche come fatto per decine di chilometri in Puglia e in tante altre Regioni. A questi impianti l’energia serve

    Sergio

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  3. Il sig. Sergio ha portato in evidenza una cosa giustissima, posibile che continuiamo a costruire apparecchiature e strutture già obsolete prima di vederle funzionanti. Possibile che non sia previsto in fase di progettazione, un investimento atto a l’approvvigionamento energetico autonomo? È impossibile pensare di attivare impianti con funzionamento a energia elettrica. Chi sosterrebbe i costi? Privati no sicuramente in quanto a fatica riescono a pagare le attuali forniture. Dovrà allora intervenire il solito Pantalone. Basta sprechi. È meglio uscire da questo tunnel di sprechi con qualche perdita anziché perseverare in quello che si appresta ad essere una nuova Caporetto.
    Ragioniamoci su!!!!!!

    Lena mattioli

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